Alberto Collidà
La bicicletta è un mezzo di trasporto urbano. Analisi generale e
particolare all'area torinese
Capitolo 5
Il leggero aumento che si registra tra i sessantenni e più, è costituito
soprattutto da pensionati che usano la bici come mezzo di svago per fare
lunghe passeggiate. Questo punto è meglio sviluppato nel successivo
paragrafo. Come anticipato la predominanza della classe tra i 21 e 25 anni è
dovuta ai giovani che vanno all'università.
In generale comunque sono sufficientemente rappresentate anche le altre
motivazioni di viaggio, oltre allo studio.
Il termine altro comprende tutto quello che non ricade nelle categorie
specificate come: fare le commissioni (uffici, banche, servizi vari), fare
la spesa, la visita ad amici e parenti ed altro ancora.
Per quanto riguarda il sesso vi è una forte predominanza di quello maschile
su quello femminile. Questo fatto è confermato, anche se solo parzialmente,
da un'altra indagine svolta che prevede il conteggio dei passaggi in via
Garibaldi. In quell'ambito ho anche diviso i ciclisti per sesso. Su un'ampia
base (2067 soggetti) il 31,3% era di sesso femminile. Dunque maggioranza
maschile. Però non così accentuata come risulterebbe dai dati del
questionario.
Interessante la prima classe di percorrenza. Si può ragionevolmente supporre
che, per distanze coperte in non più di 5 minuti di bicicletta, quest'ultima
risulti sostitutiva principalmente dell'andare a piedi (dato confermato
anche da domande successive).
A questo punto si è fatta la seguente domanda: "La paura dei furti limita
l'utilizzo della bicicletta?". La risposta ha confermato che effettivamente
una parte di utenti è sensibile al problema e modifica i propri
comportamenti a causa di ciò.
Dunque più di un terzo dei ciclisti lascia a casa la bici più bella per
alcuni percorsi urbani considerati ad alto rischio di furto.
E' interessante notare che le cose cambiano abbastanza se ci si riferisce
all'origine, cioè a casa propria. La scomodità diventa maggiore, gli
insoddisfatti crescono (possiamo immaginare l'incombenza di portare ogni
volta la bici in cantina o al piano...).
Si è quindi chiesto se l'utente era o meno disponibile a pagare un servizio
di parcheggio comodo e a prova di ladri, ovviamente ad un prezzo ragionevole
(che anzi l'intervistato doveva indicare).
E' interessante notare come oltre la metà dei favorevoli al parcheggio a
pagamento sia formata da persone che comunque non trovano attualmente
difficoltà a parcheggiare. Si può pensare alla garanzia dai furti o
semplicemente al fatto che qualche problema a parcheggiare c'è sempre.
La definizione del prezzo: si è chiesto di stimare la tariffa giornaliera e
mensile che erano disposti a pagare. Alcuni non hanno risposto, limitandosi
a frasi generiche.
Le risposte libere, una ventina, riguardano la mancata precedenza, il non
saper sorpassare, il suonare nervosamente il clacson, oppure l'uscire dal
parcheggio senza guardare. Nove dei soggetti intervistati hanno rimarcato il
fatto che in generale ci sia poco rispetto per il ciclista.
E' interessante analizzare le risposte affermative (percentuali sul totale
degli intervistati).
Si lamenta scarsa attenzione da parte dei pedoni: non guardano e vanno sulle
piste ciclabili
ma anche i ciclisti pedalano dove non dovrebbero. Quasi un ciclista su dieci
ammette di utilizzare portici o marciapiedi riservati ai pedoni. E' un dato
interessante: si preferisce in alcuni casi infrangere il codice per usare
spazi che oltretutto sono meno veloci della strada.
Una tale percentuale di incidenti è decisamente troppo alta anche se
raramente le conseguenze sono state gravi. Il numero di incidenti è anche
leggermente maggiore, dato che qualcuno ha subito anche due incidenti: in
totale 64 incidenti. Suddividiamoli in base a chi è stato coinvolto.
Molti ciclisti ammettono di essere un pò spericolati e poco rispettosi del
codice, ma ben più grave è l'imprudenza altrui, quasi sempre automobilista
(questa è la valutazione unilaterale dei ciclisti, ma non c'erano motivi per
fornirmi risposte non rispondenti al vero).
In quale stato sono le biciclette che circolano a Torino? E' utile
conoscerne le caratteristiche, ad esempio per sapere se possono essere usate
di notte, in condizioni di sicurezza, oppure se possono servire anche quelle
zone della città non pianeggianti. A questo proposito la prima domanda è
stata quante bici fossero dotate del cambio.
Il 35% dei ciclisti, di notte, è un potenziale pericolo pubblico. Il fatto
che si siano riscontrati pochi incidenti nelle ore notturne può avere
diverse motivazioni: anche tenendo conto del fatto che molti posseggono una
seconda bici, che si spera meglio equipaggiata, la spiegazione più
verosimile è semplicemente il non utilizzo oppure il ricorso ad
eccezionali forme di prudenza che però limitano la funzionalità della
bicicletta (uso delle sole strade illuminate o delle zone riservate ai
pedoni, velocità ridotte, limitazioni nell'affrontare gli
incroci,.....).
La distribuzione, piuttosto omogenea nei primi 10 anni (a cui appartiene il
56% del totale del parco bici) diminuisce successivamente. Le bici
relativamente vecchie, cioè con più di 20 anni, sono comunque molte: una su
quattro.
Ma qual'è l'importanza relativa della bicicletta negli spostamenti
effettuati dagli stessi ciclisti?
Anche considerando una forte approssimazione, sembra che i ciclisti torinesi
usino seriamente la propria bicicletta: per loro rappresenta più di metà
degli spostamenti.
L'ultima domanda riguardava le motivazioni della scelta, quale
caratteristica del mezzo a due ruote ha maggiormente attratto i soggetti
intervistati?
La velocità, rispetto agli altri vettori urbani è una caratteristica
largamente riconosciuta ed apprezzata. La motivazione "ideologica"
dell'usare un mezzo meno inquinante risulta inferiore a quella più pratica
del bassissimo costo della bicicletta.
Il rischio di incidenti tra pedoni e ciclisti è comunque molto ridotto.
Inoltre le conseguenze difficilmente risultano serie, anche perchè il
ciclista adatta velocità e comportamento alla densità dei pedoni. Oltre un
certo limite smonta e prosegue a piedi. Non è facile dare dei valori limite
sempre validi. Ogni situazione va esaminata singolarmente. Si possono anche
ipotizzare soluzioni "a tempo", proibendo le biciclette in certe ore o in
certi giorni se l'affollamento pedonale si concentra in tali periodi.
Via Garibaldi è, per le biciclette, una strada di penetrazione importante
verso il centro città, rapida (ma non sempre), piacevole e sicura, in quanto
libera dalle auto. Invece il requisito del comfort non è ben soddisfatto per
la pavimentazione poco scorrevole.
Per prima cosa si è chiesto ai ragazzi se sapevano andare in
bicicletta.
Alcuni dati da evidenziare: la presenza delle donne diminuisce notevolmente
oltre i 40 anni: più del 90% dei soggetti intervistati ha un'età inferiore.
Come prima, la cosa è verosimile anche se in proporzioni meno aspre.
La motivazione principale per le donne è di gran lunga lo studio, supera il
70%. Si conferma il punto precedente: si tratta, in buona parte di
studentesse (università e scuole secondarie).
2. Tempi di percorrenza
Iniziamo ad analizzare domande e risposte: si è chiesto quanto tempo si
impiegava mediamente per compiere il viaggio da origine a destinazione. Si è
preferito usare il parametro tempo più che la distanza perchè essa risultava
più facilmente misurabile dagli intervistati. Inoltre è la valutazione del
tempo spendibile che gioca un ruolo importante nel decidere se e come
effettuare un viaggio, più che la distanza stessa.
Le risposte sono state catalogate in classi di tempo impiegato.
Un ciclista su cinque circa userebbe dunque la bici al posto di andare a
piedi.
Questo non toglie nulla all'utilità del mezzo, anzi..., ma per questa fascia
di utenti non pare vi sia competizione con altri mezzi di trasporto
(consideriamo un ciclista medio anche se giovane per cui, almeno per adesso,
stimiamo una velocità "commerciale", da origine a destinazione, di 15 km/h:
risulta così una distanza di 7-800 metri).
Altro elemento interessante è il fatto che l' 80% dei viaggi non supera i
20 minuti che in prima approssimazione equivalgono a 5 km. Tale grandezza è
confrontabile con le dimensioni della città: con una percorrenza non
maggiore è possibile raggiungere il centro città da quasi tutta l'area
torinese.
Per quanto riguarda le percorrenze superiori ai 20 minuti è utile incrociare
i dati con le motivazioni degli spostamenti.
Mentre studio e lavoro hanno un andamento che ricalca quello generale nella
distribuzione del tempo impiegato, il divertimento è fortemente concentrato
dai 20 minuti in poi con oltre il 50%, di quelli che hanno dato questa
motivazione. La motivazione generica "altro" non dipende particolarmente dal
tempo impiegato.
Se analizziamo la motivazione "divertimento" anche in base alla età si vede
che il 50% circa ha più di 60 anni.
Si può quindi definire, accanto ad altri, questo tipo di ciclista urbano:
generalmente pensionato e maschio, che usa la bici per proprio diletto o per
sbrigare faccende varie (anche "altro" ha, per le classi di età, andamento
simile). In genere non ha fretta, sta in sella a lungo, è sensibile ai
percorsi sia per l'attrattività che per la presenza di autoveicoli. Il suo
numero è probabilmente destinato a crescere, considerato l'invecchiamento
della popolazione.
3. Uso delle piste ciclabili
Si è chiesto di indicare la preferenza tra un modo di circolazione basato
sulle piste ciclabili (intendendo cioè in sede fisicamente separata dagli
autoveicoli) oppure promiscuamente alle macchine ma a condizione che
quest'ultime tengano una velocità limitata.
La domanda si collega alla scelta tra integrazione e segregazione trattata
nel terzo capitolo. E' utile per tastare il polso ai ciclisti torinesi. Così
a bruciapelo la risposta testimonia chiaramente la netta insofferenza e
l'attuale incompatibilità col traffico veicolare. Però un quarto dei
ciclisti attuali non vuole usare piste dedicate. Il timore maggiore è di
perdere la libertà di movimento di cui ha goduto fino ad oggi. I conflitti
con il traffico motorizzato saranno approfonditi nelle domande
successive.
4. Interscambio con altre modalità
Si tratta purtroppo di un fenomeno sconosciuto alla maggior parte dei
ciclisti torinesi, anche se già adesso si nota un certo numero di biciclette
parcheggiate irregolarmente alle stazioni ferroviarie.
Molte sono le bici dei pendolari che lavorano a Torino, usate per
raggiungere rapidamente ed economicamente il posto di lavoro: sarà
interessante vedere cosa succede ora che l'integrazione tariffaria consente
loro di usare il mezzo pubblico senza dover fare un altro abbonamento (come
si è visto in precedenza in alcuni casi la competizione non è tra bici e
auto privata, ma tra bici e mezzo pubblico).
La possibilità di effettuare un comodo scambio tra la bici e il treno resta
comunque fondamentale per il reciproco successo.
La situazione attuale nelle stazioni è totalmente deficitaria: non vi sono
parcheggi nè liberi nè a pagamento. Questo costringe a parcheggiare
irregolarmente le bici. Inoltre per evitare il rischio dei furti si è
obbligati ad usare biciclette ridotte ai "minimi termini".
5. Uso della bicicletta in caso di pioggia
Ovviamente chi va in bicicletta è esposto alle intemperie e alla temperatura
dell'ambiente in cui si trova. I rilievi statistici effettuati in Olanda
danno conferma di questa dipendenza dalle condizioni meteorologiche, fatto
peraltro abbastanza intuitivo, ed in funzione delle stagioni dell'anno: la
punta massima del traffico è a Settembre, il minimo si registra a
Gennaio.
E' doveroso però far notare che in quei paesi nordeuropei in generale le
temperature sono più rigide e il clima più umido. Inoltre anche il traffico
minimo invernale risulta consistente.
Il problema della pioggia non si riconduce ad una sola stagione.
Stabilita la sua influenza sul traffico ciclistico possiamo valutarne il
peso in funzione, ad esempio delle giornate di pioggia che si sono
verificate mediamente in un anno. In base ai dati disponibili si può fare
una previsione attendibile per il futuro.
Si è quindi chiesto se la pioggia impediva l'uso della bicicletta.
Pur non essendo una definizione rigorosa si è inteso di non considerare
"pioggia" il caso di fortissima pioggia, considerandolo come evento
eccezionale. Lo stesso per altri fenomeni, quali grandine o neve, che
oltretutto causano problemi a tutta la circolazione.
Parità quasi perfetta, dunque, tra chi si lascia scoraggiare dal maltempo e
chi invece, coprendosi opportunamente, continua ad usarla.
6. Il problema dei furti
In questo caso, considerato il tipo di domanda, il campione è abbastanza ben
rappresentativo della categoria dei ciclisti in generale.
Il risultato non è incoraggiante. Si conferma il sospetto di un'alta
percentuale di furti che incide negativamente, in diversi modi, sul
problema. Chi subisce il furto una o anche più volte è scoraggiato a
comprare una bici nuova. Può brutalmente convertirsi ad un altro mezzo di
trasporto, oppure usarla di meno o ancora, come molti mi hanno confermato,
prendere volutamente una bici in condizioni tali da non essere appetibile da
qualunque ladro.
Il tutto a discapito di convenienza economica, comodità, velocità e
sicurezza (anche se in questo campo i problemi sono altri).
Una considerazione amara è che se si rubano così tante bici, deve esserci un
notevole mercato. Sono quindi gli stessi ciclisti che irresponsabilmente
alimentano il sistema, comprando biciclette rubate (il colmo lo si raggiunge
quando lo fanno proprio perchè hanno subito un furto!).
Come abbiamo detto molti risolvono il problema dei furti usando nei percorsi
più "pericolosi" una bici di scarso valore. Per avere un'idea dell'ampiezza
di questo fenomeno e anche per valutare il parco cicli a disposizione dei
torinesi si è chiesto: "Ha una seconda bici più bella che non usa in certi
tragitti per paura dei furti?".
7. Il problema del parcheggio
Tutti i testi specializzati (oltre al comune buon senso) danno una notevole
importanza alla possibilità di avere in origine e in destinazione un
parcheggio comodo e sicuro per la bicicletta.
Curiosamente i ciclisti interpellati non danno molto peso al problema e con
notevole senso di adattamento mi hanno risposto di non avere difficoltà
anche in posti dove si faticava a trovare un palo della luce o un cartellone
pubblicitario libero!
Nessun problema comunque per gli studenti di Palazzo Nuovo che da un paio
d'anni possono disporre di una zona ciclopedonale e di molte
rastrelliere.
Si intende che tali parcheggi sono da collocarsi in prossimità dei
principali poli di attrazione dove la domanda è molto forte.
A dispetto delle domande precedenti che inducevano a ritenere poco
interessante la proposta, molti si sono dichiarati favorevoli.
% sul totale
dei favorevoli
Tariffa giornaliera
500
56,2
1.000
26,3
Tariffa mensile
5.000
6,3
10.000
37,5
15.000
7,8
20.000
4,7
25.000
1,6
30.000
3,1
Dunque una tariffa giornaliera di 500 lire sembrerebbe più che accettabile e
lo stesso si può dire di un abbonamento mensile di 10.000 lire.
E' interessante confrontare queste ipotesi di prezzo con quelli realmente
praticati da un privato che gestisce un parcheggio a fianco della stazione
FS di Ferrara. E' una delle poche strutture di questo tipo presenti in
Italia.
Per le biciclette cicli si chiedono 1.500 lire/giorno, oppure 23.000
lire/mese. Il parcheggio apre al mattino alle 5,30 in tempo per servire i
pendolari del primo treno e chiude la sera, dopo le 22,00. Su richiesta si
eseguono anche piccole riparazioni al mezzo in sosta. Il parcheggio è aperto
anche ai motocicli, a tariffe differenti.
Anche alla stazione centrale di Bologna esiste da pochi mesi un parcheggio
bici custodito. E' gestito direttamente dalle Ferrovie ma ha gli stessi
prezzi : 1.500 lire/giorno oppure 22.000 lire/mese.
Tornando a Ferrara, dall'altro lato della stazione si trova il parcheggio
pubblico, gratis, ma non sorvegliato con una quantità enorme di bici
posteggiate: in un giorno lavorativo normale, più di 300! (forse troppe per
un parcheggio solo e infatti alcune sono in stato di abbandono).
Questo però non toglie al parcheggio privato un discreto successo (media
giornaliera di almeno 150 bici).
8. Conflitti con le automobili
Dopo aver stabilito che l'attuale convivenza tra ciclisti ed automobilisti
torinesi è piuttosto difficile (il 74% vorrebbe le piste ciclabili
nettamente separate dal traffico veicolare), risulta utile studiare quali
sono i punti di conflitto principali.
Si è chiesto di indicare i comportamenti scorretti e più fastidiosi degli
automobilisti nei confronti dei ciclisti.
Sono state suggerite alcune risposte tipo, lasciando all'intervistato la
possibilità di indicarne altre. In particolare si sono proposti i casi della
apertura improvvisa delle portiere, pensando alla bici che percorre i
controviali, l'eccesso di velocità, problema non soltanto per la
circolazione ciclistica, il caso in cui le auto si avvicinano troppo
alle biciclette, mettendone a rischio la stabilità o peggio, infine quando
svoltano a destra improvvisamente, senza guardare e rispettare l'eventuale
ciclista. Era possibile dare più risposte.
Per evidenziare le differenze è stato dato un diverso punteggio in base al
numero di risposte fornite dall'intervistato. Se dava una sola risposta
valeva quattro punti, se ne dava due erano tre punti, eccetera.
Punti
Comportamento scorretto
più frequente:Apertura portiere 216
Svolta a destra 168
Troppo vicini 146
Velocità 109
Comportamento scorretto
più fastidioso:Apertura portiere 213
Svolta a destra 155
Troppo vicini 123
Velocità 75
Sono invece tre i ciclisti che non hanno nessun problema col traffico
veicolare.
Le differenze tra comportamenti scorretti frequenti e fastidiosi è minima,
ma è interessante il divario per la velocità e lo stare troppo vicini delle
auto. Almeno in parte il ciclista si è assuefatto e pur notandoli parecchio
li reputa meno fastidiosi.
La maggior paura del ciclista è dunque quella di sbattere contro una
portiera per colpa di qualche automobilista incauto, basta pensare ai lunghi
viali alberati con le macchine posteggiate parallele al senso di marcia. Per
evitare il problema dovrebbe stare più a sinistra, ma si avvicinerebbe
troppo ai veicoli in moto e anche questo non è piacevole.
9. Conflitti con i pedoni
E' un problema certamente meno pericoloso del precedente, ma che può rendere
difficoltosa la circolazione ad entrambe le categorie. Si è quindi domandato
se ci fossero stati dei problemi con i pedoni e in quali occasioni.
In generale i pedoni che non guardano
10%
Problemi sui marciapiedi o sotto i portici
8,7%
Conflitti sulle piste ciclabili
4%
Varie
7,3%
Il motivo più probabile di tale comportamento potrebbe essere quello di
sottrarsi al traffico motorizzato.
L'integrazione con gli autoveicoli obbliga il ciclista a mantenere un
costante livello di attenzione. Egli è in questo caso il classico vaso di
coccio in mezzo a tanti vasi di ferro. Si può ipotizzare una condizione di
stress psicologico, per cui si preferisce usare spazi dove i ruoli si
invertono (adesso è il ciclista il vaso di ferro!).
10. Incidenti
Un utile elemento di giudizio, soprattutto perchè poco soggettivo, è sapere
quanti ciclisti sono rimasti coinvolti in incidenti e di che tipo.
Si conferma la difficile convivenza tra automobili e biciclette già
evidenziata dalle risposte precedenti. E' impressionante il fatto che circa
un ciclista su tre (51 su 150 intervistati) abbia avuto un incidente con
autoveicoli.
Come si vede, il traffico veicolare rappresenta di gran lunga la prima causa
di incidenti.
Non è comunque poco il dato che riguarda gli incidenti o meglio le cadute da
solo a causa di imperizia o spericolatezza. I binari del tram si rivelano
essere delle vere e proprie trappole, anche per il ciclista attento. E'
importante anche tenere conto degli incidenti con i pedoni, dato che spesso
si propone un uso promiscuo dello stesso spazio.
Per avere qualche maggiore informazione sulla casistica degli incidenti si
sono chiesti altri particolari: prima di tutto le condizioni di visibilità,
ma queste risultano essere poco rilevanti, in quanto oltre il 90% si è
verificato di giorno, il resto di notte e un incidente soltanto sotto la
pioggia.
Infine si è domandato all'intervistato quali fossero, secondo lui, le cause
in base ad una griglia di risposte molto semplice.
11. Le condizioni del parco bici
Da notare che una piccola quota delle bici dotate di cambio, circa il 12,5%,
è costituito dal tipo universalmente noto come "rampichino", cioè quelle
bici dotate di organi di trasmissione alle ruote dello sforzo sul pedale che
consentono a tutti, senza essere degli atleti, di affrontare salite molto
acclivi.
La quota di rampichini è in prevedibile aumento essendo un tipo di
bicicletta piuttosto recente. Relativamente nuove sono anche le "city-bike"
che, come i rampichini, dispongono di un potente cambio e stanno avendo un
buon successo commerciale.
Anche senza ricorrere al rampichino una bici normale, dotata di un discreto
cambio, è sufficiente. Si noti che il territorio metropolitano di Torino,
cioè la maggior parte dei punti di origine-destinazione, è
pianeggiante.
Il problema delle forti pendenze riguarda un territorio limitato e
circoscritto (in breve la collina di Torino), dove risiede una minima parte
della popolazione.
Di maggior portata è il problema della circolazione notturna. Bisogna
vedere, ma soprattutto "farsi vedere". Purtroppo sono molte le bici senza
fanale anteriore.
Le cose non migliorano per la fanaleria posteriore che, ai fini della
sicurezza, è ancora più importante, anzi molti di più si accontentano di un
semplice catarifrangente.
Sempre sul tema della sicurezza si è chiesto se la bici avesse entrambi i
freni funzionanti.
In questo caso andiamo meglio. Soltanto il 6% risulta avere un'unico freno
funzionante. Tutti gli altri viaggiano regolarmente col freno su entrambe le
ruote.
L'ultima domanda riguardava l'età delle biciclette.
12. Ripartizione modale degli spostamenti
Prima di presentarlo come modo alternativo o integrabile con gli altri
sistemi di trasporto, è utile verificare in che modo incide sugli
spostamenti di chi, già adesso, va in bici a Torino.
Purtroppo la domanda lasciava molto spazio alla valutazione soggettiva degli
intervistati. La compensazione tra errori in eccesso e in difetto dovrebbe
limitare le imprecisioni, ma è meglio prendere i valori ottenuti solo come
indicazione di massima.
Si è domandato quale mezzo venisse usato per spostarsi in città, indicando
la frequenza di utilizzo e non la percorrenza (riferendosi, come periodo da
considerare, all'ultimo mese).
Seguono gli spostamenti a piedi, mentre auto guidatore e i mezzi pubblici
sono praticamente in parità. Possiamo interpretare questi dati grazie alle
osservazioni svolte a voce da molti degli intervistati. Essi giustificano
l'uso dei mezzi pubblici in caso di pioggia o quando fa freddo mentre per
l'auto, sia passeggero che guidatore, si tratta in buona parte di
spostamenti nelle fasce orarie serali.
13. I motivi per cui si sceglie la bicicletta
Ne ho indicate alcune (bici più economica, veloce, comoda, piacevole, per
fare sport, perchè è ecologica), lasciando la libertà di suggerirne altre.
Era possibile dare più risposte.
Comodità e piacevolezza (che arriva a pari merito con l'economicità) sono le
ragioni che più convincono i ciclisti, dopo la velocità.
Sono caratteristiche che non vengono più riconosciute ad altre modalità di
trasporto, si pensi allo stress da traffico oppure all'affollamento dei
mezzi pubblici nelle ore di punta. Tutto ciò nonostante la bici risulti ben
coinvolta nel traffico e manchino molti accorgimenti per renderla più
comoda.
5.2 Il ciclista e il pedone: via Garibaldi
Un altro problema riguardante il ciclista è il rapporto con i pedoni, nelle
aree vietate alle auto. Le zone pedonali possono essere usate anche dai
ciclisti? In che modo?
Si può optare per un regime promiscuo oppure per una separazione, che può
essere rigorosa o solamente indicativa.
Per i ciclisti la zona pedonale può essere la destinazione oppure un
percorso di attraversamento, specie nel centro città.
In generale, per scegliere se separare o meno ciclisti e pedoni, bisogna
tenere conto dei seguenti fattori:
Se si decide di ammettere i ciclisti si può scegliere un regime promiscuo
oppure attuare qualche forma di separazione. In quest'ultimo caso è
preferibile che non sia troppo rigorosa. Diversamente si limiterebbe la
libertà di movimento dei pedoni e sarebbe più scomodo per il ciclista
accedere alle destinazioni dell'area pedonale.
In una via commerciale la soluzione può essere una corsia preferenziale
sulla mezzeria della strada, evidenziata con un colore e un tipo diverso di
superficie, però priva di elementi fisici di separazione. L'arredo urbano e
gli eventuali dehors o gazebo devono essere disposti in modo da evidenziare
tale suddivisione. Inoltre si devono concertare le varie esigenze
commerciali come l'orario di carico e scarico delle merci o le aree a
disposizione degli ambulanti.
Se esistono dei portici o gallerie, è sbagliato posizionare la corsia
ciclabile a ridosso di pilastri e colonne perchè limitano la visibilità
reciproca. Se proprio non ci sono altre soluzioni, bisogna garantire ai
ciclisti in transito un franco libero di almeno 70 centimetri, esternamente
al portico; oppure limitare chiaramente i punti di accesso alla parte
porticata con cortine fiorite, rastrelliere e arredi vari.
Il rilevamento dei passaggi ciclistici e pedonali
E' anche una importante zona di destinazione per i numerosi esercizi
commerciali, uffici e servizi vari presenti.
Come è noto la via mette in comunicazione piazza Statuto con piazza Castello
attraverso lo stesso antichissimo tracciato romano della via Praetoria. Nel
medioevo era ridotta ad uno stretto vicolo con andamento irregolare. La
sistemazione attuale è dovuta principalmente ai progetti dell'ingegnere
militare Ignazio Bertola. A noi interessa soprattutto il fatto che, intorno
al 1750, la sezione della strada fu rettificata e portata agli attuali 12
metri.
La via è chiusa al traffico automobilistico già da parecchi anni.
Il rilevamento è stato effettuato tra Febbraio 1996 e Giugno 1997. Si è
svolto mediante il semplice conteggio manuale dei passaggi di biciclette e
pedoni, per un tempo costante di un'ora, cercando di coprire le fasce orarie
più significative. Dopo essersi resi conto dell'andamento generale, dal
Settembre 1996 ci si è concentrati su due ore precise della settimana: il
Lunedì fra le 8,00 e le 9,00 ed il Giovedì tra le 8,20 e le 9,20. Con
scadenza all'incirca mensile si sono rilevate le variazioni.
Il punto di osservazione è stato scelto, per l'appunto, in via Garibaldi
all'angolo con via Botero. Esattamente sui gradini del sagrato della chiesa
dei Santi Martiri (per ovvie ragioni di comodità).
La determinazione dei volumi di traffico consente di studiare alcuni aspetti
che riguardano i ciclisti nonchè il loro rapporto con i pedoni. Grazie al
confronto tra le diverse stagioni dell'anno è possibile capire come il clima
influenzi l'utilizzo della bicicletta. Con l'arrivo della bella stagione è
ovvio aspettarsi un notevole incremento che infatti si riscontra a tutte le
ore.
Tra i dati di Febbraio e quelli di Aprile, sia del '96 che del '97, si
osserva un aumento più che doppio delle biciclette paragonando gli stessi, o
quasi, giorni e ore della settimana. Andando verso l'estate il flusso cresce
ancora. Tra Maggio e Giugno abbiamo il maggior numero di passaggi: il
rilevamento numero 15 di Giovedì 30 Maggio 1996 tra le 8,20 e le 9,20 è di
141 passaggi, il più elevato.
I pedoni mantengono più o meno le stesse quantità, poco sensibili al cambio
di stagione.
L'ora di punta del traffico ciclistico è al mattino, all'incirca tra le 8,00
e le 9,00.
In particolare nel rilevamento numero 10 di Giovedi 18 Aprile 1996, tra le
7,00 e le 8,00 si registrava un forte incremento tra le 7,50 e le 8,00 con
19 passaggi in soli 10 minuti (media oraria: 114 bici/ora cioè il volume di
traffico che si registra effettivamente nell'ora successiva), mentre nei 50
minuti precedenti la media era di sole 30 bici/ora.
I flussi nelle due direzioni sono alquanto diversi: al mattino c'è una
nettissima maggioranza di ciclisti verso piazza Castello. Il rapporto tra i
due flussi è più di 2 a 1, arriva fino a 3 a 1.
Anche per i pedoni è lo stesso, ma lo scarto rispetto alla direzione opposta
non supera il 30% circa. Durante il giorno questa asimmetria si attenua o
scompare del tutto. Dopo le 17,00 si registra il fenomeno inverso: il
traffico è più intenso verso piazza Statuto o comunque risulta elevato.
Il flusso pedonale, molto forte nel pomeriggio, cala bruscamente dopo le
18,45 (diminuzione del 30% sulla mezz'ora precedente).
Si conferma l'ipotesi che il forte flusso del mattino per piazza Castello
sia originato da lavoratori e studenti diretti verso il centro città che
trovano in via Garibaldi un percorso radiale privilegiato. In base ad alcune
interviste ai ciclisti risulta che alcuni allungano il percorso pur di
usufruire della zona ciclopedonale.
Al mattino i pedoni sono già un discreto numero (circa 1000 all'ora), ma
camminano in prevalenza veloci e lungo una linea retta. Sono quindi
facilmente prevedibili.
Nel pomeriggio la situazione per i ciclisti è decisamente più sfavorevole:
ci sono anche più di 2000 pedoni/ora. Molti passeggiano, guardano le
vetrine, compiono movimenti lenti e casuali. E' praticamente impossibile
pedalare: molti ciclisti smontano e proseguono a piedi. Chi si ostina a
proseguire è fortemente rallentato; spesso dopo un breve tratto devia nelle
strade laterali.
L'uso pedonale di via Garibaldi in certe ore è fortemente radicato nei
torinesi. Una separazione tra ciclisti e pedoni sarebbe difficile da far
funzionare. Una soluzione alternativa potrebbe essere cercare un percorso
diverso per quelle ore in cui via Garibaldi è impraticabile.
A partire dalla rilevazione numero 9 di Martedì 16 Aprile i ciclisti sono
stati suddivisi per sesso: su 2067 ciclisti il 31,3% risulta di sesso
femminile.
L'indagine statistica illustrata nel paragrafo precedente dava una
percentuale più bassa: il 20%. La differenza si può spiegare in due modi:
da un lato un campione non del tutto omogeneo e relativamente piccolo (150
soggetti): Dall'altro il fatto che i ciclisti di via Garibaldi sono una
popolazione con caratteristiche specifiche rispetto ai ciclisti torinesi. In
particolare cercano un percorso più sicuro e protetto, meno stressante. Il
che potrebbe influire sulla composizione dei soggetti.
Anche le condizioni atmosferiche influiscono sulla composizione. Nei
rilevamenti effettuati col brutto tempo (sotto la pioggia o quando aveva
piovuto da poco), le cicliste diminuiscono di 5-10 punti percentuali. Le
stagiono invece non hanno particolare importanza.
La pioggia condiziona il numero dei ciclisti. La diminuzione rispetto a
giornate analoghe senza pioggia è del 40-60% (rilevazioni numero 20, 23, e
33). In questi casi c'è accordo con l'indagine precedente che dava una
riduzione intorno al 50%.
Fa eccezione la rilevazione numero 35 con una riduzione dell'80-90% sul
traffico previsto. In quella occasione le condizioni atmosferiche erano
particolarmente avverse.
5.3 La mobilità scolastica: l'indagine nelle scuole
Nell'ambito della ricerca sull'utilizzo della bicicletta è importante
conoscere tutti gli aspetti della mobilità. Diventa fondamentale lo studio
delle fasce d'età più giovani: sia per una previsione e programmazione a
lungo periodo,sia perchè sono più disposti ai cambiamenti rispetto alle
persone adulte.
Si è dunque decisa una griglia di domande, molto semplice, riguardanti sia
l'uso della bicicletta sia il modo usato per recarsi a scuola.
La semplicità del questionario ha permesso una ampia diffusione, dunque una
buona base di dati. Infatti i fogli con le domande sono stati distribuiti
agli insegnanti in tutte le classi: in pochi secondi per semplice alzata di
mano si è risposto a tutto.
In totale i ragazzi coinvolti sono stati 2720. La maggior parte nelle scuole
elementari: 1995 alunni; gli altri, 725, nelle medie inferiori.
L'indagine si è svolta interamente nella prima settimana del Giugno
1995.
Le scuole coinvolte sono:
Scuole elementari
1. 'Dewey'
via Passoni 13 (zona corso Marche)
2. 'Calvino' succ. Dewey
via Zumaglia 41 (corso Monte Grappa)
3. 'Martin Luther King'
via Germonio 2 (corso Francia - Alenia)
4. 'Toscanini'
via Tofane 28 (zona ospedale Martini)
5. 'Montale'
via Negri 15 (zona largo Tirreno)
6. 'Sinigaglia'
corso Sebastopoli 258 (zona corso Siracusa)
Scuole medie
7. 'Romita'
via Germonio 12 (corso Francia-Alenia)
8. 'Antonelli'
via Filadelfia 123 (zona corso Orbassano)
Il dubbio che stava alla base di questa domanda ha trovato scarsa
conferma.
In effetti una piccola percentuale di alunni che non sanno andare in bici
esiste, ma decresce rapidamente dopo i primi 2-3 anni di scuola
elementare.
Ma oltre a saper andare in bici bisogna anche possederne una; questa è stata
la seconda domanda. Si notano già alcune cose interessanti: mentre nei primi
due anni delle elementari sono più quelli che hanno la bici di chi la sa
usare, negli anni successivi il rapporto si inverte e il divario aumenta col
passare degli anni (differenza di 11 punti percentuali nell'ultimo anno
delle scuole medie inferiori).
Possiamo interpretare il fenomeno nel seguente modo: i genitori comprano la
bici ai bambini che però non imparano subito. Negli anni successivi i
ragazzi crescono ma non tutti regalano una bici più grande. A 14 anni è più
facile che si regali un motorino.
Si è poi chiesto quanti usassero abitualmente la bici in città.
Per dare un minimo di rigore si è precisato che si intendeva almeno 4-5volte
alla settimana.
Anche se la percentuale decresce con l'età rimane comunque abbastanza
consistente (20,4% in terza media).
Infine si è chiesta la ripartizione modale del viaggio casa-scuola.
Nelle elementari c'è un'equa divisione tra chi viene a piedi e chi
accompagnato in macchina. Poco rilevanti i mezzi pubblici e quasi
inesistente la bici.
Nelle scuole medie cresce di anno in anno la quota di chi si sposta a piedi
al posto di farsi accompagnare in macchina. I mezzi pubblici diventano
significativi (7,6%), mentre la bici continua a non essere usata.
L'andamento generale può essere facilmente spiegato con la maggiore
autonomia che il bambino acquista crescendo.
Più interessante è studiare uno dei dati parziali: quello riguardante la
scuola elementare "Calvino" di via Zumaglia. Spicca infatti il dato più
alto, (41%), di coloro che usano abitualmente la bici. Ma non è l'unico,
anche gli altri "indicatori" sull'uso della bici sono fra i più alti
rispetto alle altre scuole. Infine per gli spostamenti casa-scuola ha il più
alto numero di pedoni (69,5%).
Anche se non è possibile stabilire una correlazione certa tra i dati e la
posizione, vale la pena di osservare che la scuola si trova vicino a corso
Monte Grappa, su cui esiste una pista ciclabile in discrete condizioni.
Siamo vicino al parco della Pellerina, in prossimità della passerella
ciclopedonale.
Dunque un ambiente meno difficile che in altre parti di Torino per usare la
bici o andare a piedi.
I dati sono suddivisi per anni e per singola scuola, con valori assoluti e
percentuali.
Tabelle
Scuola elementare "Dewey"
Vanno a scuola.....
Classi
Alunni presenti
Alunni che sanno andare in bici
Alunni che hanno la bicicletta
Alunni che usano abitualmente la bicicletta
...a piedi
...in bici
...accompagnati in macchina
...con i mezzi pubblici
Prime
37
30 (81,1%)
37 (100%)
11 (29,7%)
15 (40,6%)
0 (0%)
22 (59,4%)
0 (0%)
Seconde
30
28 (93,3%)
29 (96,7%)
6 (20%)
16 (53,3%)
0 (0%)
13 (43,3%)
0 (0%)
Terze
29
27 (93,1%)
29 (100%)
8 (27,6%)
11 (37,9%)
1 (3,4%)
16 (55,2%)
1 (3,4%)
Quarte
50
48 (96%)
49 (98%)
25 (50%)
15 (30%)
0 (0%)
33 (66%)
2 (4%)
Quinte
46
44 (95,7%)
45 (97,8%)
16 (34,8%)
10 (21,7%)
0 (0%)
35 (76,1%)
1 (2,2%)
| Scuola elementare "Calvino" | ||||||||
| Vanno a scuola..... | ||||||||
| Classi | Alunni presenti | Alunni che sanno andare in bici | Alunni che hanno la bicicletta | Alunni che usano abitualmente la bicicletta | ...a piedi | ...in bici | ...accompagnati in macchina | ...con i mezzi pubblici |
| Prime | 62 | 58 (93,6%) | 60 (96,8%) | 46 (74,2%) | 45 (72,6%) | 0 (0%) | 17 (27,4%) | 0 (0%) |
| Seconde | 58 | 50 (86,2%) | 52 (89,7%) | 27 (46,6%) | 41 (70,7%) | 2 (3,4%) | 14 (24,1%) | 1 (1,7%) |
| Terze | 85 | 81 (95,3%) | 78 (91,8%) | 30 (35,3%) | 57 (67,1%) | 0 (0%) | 28 (32,9%) | 0 (0%) |
| Quarte | 63 | 60 (95,2%) | 59 (93,7%) | 16 (26,7%) | 44 (69,8%) | 1 (1,6%) | 18 (28,6%) | 0 (0%) |
| Quinte | 34 | 33 (97,1%) | 32(94,1%) | 5 (14,7%) | 23 (67,6%) | 0 (0%) | 10 (29,4%) | 1 (2,9%) |
| Scuola elementare "M. L. King" | ||||||||
| Vanno a scuola..... | ||||||||
| Classi | Alunni presenti | Alunni che sanno andare in bici | Alunni che hanno la bicicletta | Alunni che usano abitualmente la bicicletta | ...a piedi | ...in bici | ...accompagnati in macchina | ...con i mezzi pubblici |
| Prime | 68 | 59 (86,8%) | 62 (91,2%) | 20 (29,4%) | 36 (52,9%) | 1 (1,5%) | 31 (45,6%) | 0 (0%) |
| Seconde | 64 | 59 (92,2%) | 62 (96,9%) | 25 (39,1%) | 42 (65,6%) | 1 (1,6%) | 23 (35,9%) | 1 (1,6%) |
| Terze | 96 | 91 (94,8%) | 85 (88,5%) | 30 (31,2%) | 42 (43,8%) | 0 (0%) | 39 (40,6%) | 0 (0%) |
| Quarte | 89 | 87 (97,8%) | 80 (89,9%) | 39 (43,8%) | 63 (70,8%) | 0 (0%) | 24 (30%) | 2 (2,2%) |
| Quinte | 99 | 98 (99%) | 97 (98%) | 23 (23,2%) | 68 (68,7%) | 0 (0%) | 31 (31,3%) | 0 (0%) |
| Scuola elementare "Toscanini" | ||||||||
| Vanno a scuola..... | ||||||||
| Classi | Alunni presenti | Alunni che sanno andare in bici | Alunni che hanno la bicicletta | Alunni che usano abitualmente la bicicletta | ...a piedi | ...in bici | ...accompagnati in macchina | ...con i mezzi pubblici |
| Prime | 84 | 65 (77,4%) | 79 (94%) | 45 (57%) | 42 (50%) | 0 (0%) | 41 (48,8%) | 1 (1,2%) |
| Seconde | 79 | 74 (93,7%) | 79 (100%) | 27 (34,2%) | 32 (40,5%) | 0 (0%) | 49 (62%) | 1 (1,3%) |
| Terze | 82 | 80 (97,6%) | 80 (97,6%) | 34 (41,5%) | 41 (50%) | 1 (1,2%) | 39 (47,6%) | 1 (1,2%) |
| Quarte | 82 | 80 (97,6%) | 78 (95,1%) | 9 (11%) | 38 (46,3%) | 0 (0%) | 43 (52,4%) | 2 (2,4%) |
| Quinte | 39 | 38 (97,4%) | 38 (97,4%) | 11(28,2%) | 23 (59%) | 0 (0%) | 15 (38,5%) | 1 (2,6%) |
| Scuola elementare "Montale" | ||||||||
| Vanno a scuola..... | ||||||||
| Classi | Alunni presenti | Alunni che sanno andare in bici | Alunni che hanno la bicicletta | Alunni che usano abitualmente la bicicletta | ...a piedi | ...in bici | ...accompagnati in macchina | ...con i mezzi pubblici |
| Prime | 62 | 48 (77,4%) | 58 (93,6%) | 17 (27,4%) | 25 (40,3%) | 0 (0%) | 36 (58,1%) | 1 (1,6%) |
| Seconde | 60 | 54 (90%) | 59 (98,3%) | 10 (16,7%) | 26 (43,3%) | 0 (0%) | 33 (55%) | 1 (1,7%) |
| Terze | 69 | 67 (97,1%) | 66 (95,7%) | 18 (26,1%) | 23 (33,3%) | 1 (1,4%) | 43 (62,3%) | 2 (2,9%) |
| Quarte | 37 | 37 (100%) | 37 (100%) | 10 (27%) | 21 (56,8%) | 0 (0%) | 16 (43,2%) | 0 (0%) |
| Quinte | 63 | 63 (100%) | 55 (87,3%) | 11 (17,5%) | 34 (54%) | 1 (1,6%) | 30 (47,6%) | 0 (0%) |
| Scuola elementare "Sinigaglia" | ||||||||
| Vanno a scuola..... | ||||||||
| Classi | Alunni presenti | Alunni che sanno andare in bici | Alunni che hanno la bicicletta | Alunni che usano abitualmente la bicicletta | ...a piedi | ...in bici | ...accompagnati in macchina | ...con i mezzi pubblici |
| Prime | 82 | 72 (87,8%) | 76 (92,7%) | 25 (30,5%) | 33 (40,2%) | 0 (0%) | 49 (59,8%) | 0 (0%) |
| Seconde | 94 | 87 (92,6%) | 88 (93,6%) | 17 (18,1%) | 37 (39,4%) | 0 (0%) | 57 (60,6%) | 0 (0%) |
| Terze | 70 | 68 (97,1%) | 69 (98,6%) | 11 (15,7%) | 25 (35,7%) | 0 (0%) | 44 (62,9%) | 0 (0%) |
| Quarte | 94 | 93 (98,9%) | 92 (97,9%) | 31 (33%) | 31 (33%) | 0 (0%) | 58 (61,7%) | 5 (5,3%) |
| Quinte | 88 | 87 (98,9%) | 74 (84,1%) | 11 (12,5%) | 31 (35,2%) | 0 (0%) | 55 (62,5%) | 2 (2,3%) |
Possiamo,a questo punto,fare un riepilogo di tutte le elementari suddivise per anni
| Vanno a scuola..... | ||||||||
| Classi | Alunni presenti | Alunni che sanno andare in bici | Alunni che hanno la bicicletta | Alunni che usano abitualmente la bicicletta | ...a piedi | ...in bici | ...accompagnati in macchina | ...con i mezzi pubblici |
| Prime | 395 | 332 (84,1%) | 372 (94,2%) | 164 (41,5%) | 196 (49,6%) | 1 (0,3%) | 196 (49,6%) | 2 (0,5%) |
| Seconde | 385 | 352 (91,4%) | 369 (95,8%) | 112 (29,1%) | 194 (50,4%) | 3 (0,8%) | 189 (49,1%) | 4 (1%) |
| Terze | 431 | 414 (96,1%) | 407 (94,4%) | 131 (30,4%) | 199 (46,2%) | 3 (0,7%) | 209 (48,5%) | 4 (0,9%) |
| Quarte | 415 | 405 (97,6%) | 395 (95,2%) | 130 (31,3%) | 212 (51,1%) | 1 (0,2%) | 192 (46,3%) | 11 (2,7%) |
| Quinte | 369 | 363 (98,4%) | 341 (92,4%) | 77 (20,9%) | 158 (42,8%) | 1 (0,3%) | 176 (47,7%) | 5 (1,4%) |
Per concludere il discorso sulle elementari vediamo i dati totali di ogni scuola
| Vanno a scuola..... | ||||||||
| Classi | Alunni presenti | Alunni che sanno andare in bici | Alunni che hanno la bicicletta | Alunni che usano abitualmente la bicicletta | ...a piedi | ...in bici | ...accompagnati in macchina | ...con i mezzi pubblici |
| 'Dewey' | 192 | 177 (92%) | 189 (98%) | 66 (34%) | 67 (34,5%) | 1 (0,5%) | 119 (62%) | 5 (2,6%) |
| 'Calvino' | 302 | 282 (93%) | 301 (99%) | 124 (41%) | 210 (69,5%) | 3 (1%) | 87 (28,8%) | 2 (0,7%) |
| 'M.L.King' | 416 | 394 (94,7%) | 385 (92,5%) | 137 (33%) | 263 (63,2%) | 2 (0,5%) | 148 (35,6%) | 3 (0,7%) |
| 'Toscanini' | 366 | 337 (92%) | 335 (91,5%) | 126 (34,4%) | 174 (47,5%) | 1 (0,3%) | 185 (50,5%) | 6 (1,6%) |
| 'Montale' | 291 | 268 (92%) | 275 (94,5%) | 66 (22,7%) | 128 (44%) | 2 (0,7%) | 157 (54%) | 4 (1,3%) |
| 'Sinigaglia' | 428 | 407 (95%) | 399 (93%) | 95 (22,2%) | 157 (36,7%) | 0 (0%) | 264 (61,7%) | 7 (1,6%) |
| Totale scuole elementari | 1995 | 1865 (93,5%) | 1884 (94,4%) | 614 (30,8%) | 999 (50,1%) | 9 (0,5%) | 960 (48,1%) | 27 (1,4%) |
Passiamo ora ad esaminare i risultati delle medie
| Scuola media "Antonelli" | ||||||||
| Vanno a scuola..... | ||||||||
| Classi | Alunni presenti | Alunni che sanno andare in bici | Alunni che hanno la bicicletta | Alunni che usano abitualmente la bicicletta | ...a piedi | ...in bici | ...accompagnati in macchina | ...con i mezzi pubblici |
| Prime | 162 | 157 (96,9%) | 138 (85,2%) | 34 (21%) | 102 (63%) | 0 (0%) | 46 (28,4%) | 11 (6,8%) |
| Seconde | 173 | 170 (98,3%) | 154 (89%) | 54 (31,2%) | 119 (68,8%) | 1 (0,6%) | 42 (24,3%) | 11 (6,4%) |
| Terze | 149 | 147 (98,7%) | 131 (87,9%) | 32 (21,5%) | 115 (77,2%) | 0 (0%) | 25 (16,4%) | 12 (8,4%) |
| Scuola media "Romita" | ||||||||
| Vanno a scuola..... | ||||||||
| Classi | Alunni presenti | Alunni che sanno andare in bici | Alunni che hanno la bicicletta | Alunni che usano abitualmente la bicicletta | ...a piedi | ...in bici | ...accompagnati in macchina | ...con i mezzi pubblici |
| Prime | 94 | 94 (100%) | 89 (94,7%) | 40 (42,6%) | 66 (70,2%) | 1 (1,1%) | 16 (17%) | 6 (6,4%) |
| Seconde | 80 | 80 (100%) | 72 (90%) | 40 (50%) | 74 (92,5%) | 0 (0%) | 4 (5%) | 2 (2,5%) |
| Terze | 67 | 67 (100%) | 59 (88,1%) | 12 (17,9%) | 58 (86,6%) | 0 (0%) | 10 (14,9%) | 4 (6%) |
Vediamo quindi le somme di tutte le medie suddivise per anni
| Vanno a scuola..... | ||||||||
| Classi | Alunni presenti | Alunni che sanno andare in bici | Alunni che hanno la bicicletta | Alunni che usano abitualmente la bicicletta | ...a piedi | ...in bici | ...accompagnati in macchina | ...con i mezzi pubblici |
| Prime | 256 | 251 (98%) | 227 (88,7%) | 74 (28,9%) | 168 (65,6%) | 1 (0,4%) | 62 (24,2%) | 17 (6,6%) |
| Seconde | 253 | 250 (98,8%) | 226 (89,3%) | 94 (37,2%) | 193 (76,3%) | 1 (0,4%) | 46 (18,2%) | 13 (5,1%) |
| Terze | 216 | 214 (99,1%) | 190 (88%) | 44 (20,4%) | 173 (80,1%) | 0 (0%) | 34 (15,8%) | 17 (7,8%) |
L'ultima tabella riguarda i totali di ogni scuola e la loro somma.
| Vanno a scuola..... | ||||||||
| Classi | Alunni presenti | Alunni che sanno andare in bici | Alunni che hanno la bicicletta | Alunni che usano abitualmente la bicicletta | ...a piedi | ...in bici | ...accompagnati in macchina | ...con i mezzi pubblici |
| 'Antonelli' | 484 | 474 (97,9%) | 423 (87,4%) | 120 (24,8%) | 336 (69,4%) | 1 (0,2%) | 113 (23,2%) | 34 (7,1%) |
| 'Romita' | 241 | 239 (99%) | 220 (91,3%) | 92 (38,2%) | 198 (82,2%) | 1 (0,4%) | 30 (12,4%) | 12 (5%) |
| Totale scuole medie | 725 | 713 (98,3%) | 643 (88,7%) | 212 (29,2%) | 534 (73,7%) | 2 (0,3%) | 143 (19,7%) | 46 (6,4%) |