Alberto Collidà
La bicicletta è un mezzo di trasporto urbano. Analisi generale e
particolare all'area torinese
Capitolo 4
| Coerenza | La infrastruttura ciclabile forma una unità coerente e collega tutti i punti di origine e destinazione |
| Percorso diretto | La infrastruttura ciclabile offre al ciclista la via più diretta. Le deviazioni sono perciò ridotte al minimo |
| Piacevolezza | La infrastruttura è progettata e si inserisce nell'ambiente circostante in modo tale che pedalare risulti piacevole |
| Sicurezza | La infrastruttura ciclabile garantisce la sicurezza stradale dei ciclisti e degli altri utenti della strada |
| Comfort | La infrastruttura ciclabile consente un rapido e confortevole deflusso del traffico ciclistico |
Se la infrastruttura non raggiunge, per ognuno di questi requisiti, il
valore minimo prefissato bisogna intervenire per migliorarla.
Ciascun requisito principale si suddivide in criteri. I criteri
servono per descrivere i vari aspetti dei requisiti principali. A loro volta
i criteri sono suddivisi in alcuni parametri, con lo scopo di rendere il
criterio misurabile. Vengono fissati dei valori limite dei parametri. Essi
si riferiscono alla rete nel suo complesso e alle singole arterie,
classificate in base alla funzione (attraversamento, accesso e
distribuzione).
A seconda della situazione e della relazione tra parametri, criteri e
obiettivi possiamo avere valori limite diversi. Perciò non sempre è
possibile specificarli.
Il requisito coerenza comprende tutte le caratteristiche collegate alla necessità di arrivare a destinazione. A livello di rete questo significa che tutti i punti di origine/destinazione sono raggiungibili dai ciclisti. A livello di itinerari e attrezzature speciali vuol dire che il ciclista trova facilmente la strada e intuisce la logica della rete. In altre parole può farsi una sorta di "mappa mentale" della rete ciclabile primaria. Ciò consente di scegliere rapidamente il miglior percorso per raggiungere la destinazione prefissata.
| Criterio | Parametro | Valori limite | |||
| per la rete | per le strade di | ||||
| attraversamento | distribuzione | accesso | |||
| Facilità di ricerca | Completezza delle indicazioni stradali | n.a. | nessuna interruzione | n.a. | n.a. |
| Presenza di cartine stradali locali | all'entrata di zone "complesse" | n.a. | per ogni zona servita | n.a. | |
| Leggibilità dei segnali stradali | n.a. | n.a. | n.a. | leggibile pedalando | |
| Continuità della qualità | Numero di chilometri di alto livello qualitativo | il 70 % sulle strade di attraversamento | n.a. | n.a. | n.a. |
| Numero di cambiamenti di qualità per chilometro | n.a. | minimo | non determinato | non determinato | |
| Possibilità di scelta del percorso | Numero di strade alternative di uguale lunghezza | almeno due, di cui una socialmente sicura | idem come a sinistra | idem come a sinistra | 100-150 m di distanza tra due strade parallele di uguale lunghezza |
| Completezza | Numero di punti origine / destinazione connessi | 100 % | n.a. | n.a. | n.a. |
Quando il tempo di viaggio è maggiore in bici rispetto alla macchina si ha un'ottima ragione per usare il mezzo a motore. D'altra parte molti automobilisti sarebbero disposti a prendere la bicicletta per i viaggi più brevi, se fosse effettivamente più veloce e più conveniente. Tutti i fattori che influenzano il tempo di viaggio fanno parte del requisito principale percorso diretto. I principali criteri sono la velocità di flusso, i ritardi e la distanza di deviazione.
| Criterio | Parametro | Valori limite | |||
| per la rete | per le strade di | ||||
| attraversamento | distribuzione | accesso | |||
| Velocità dei ciclisti (misura del flusso) | velocità di progetto | n.a. | 30 km/h | 25 km/h | 20 km/h |
| Tempo di ritardo | media del tempo perso al km (somma dei tempi di attesa) | n.a. | 15 sec/km | 20 sec/km | 20 sec/km |
| Distanza di deviazione | fattore di deviazione | da ridurre al minimo | 1.2 | 1.3 | 1.4 |
La velocità di progetto di una pista ciclabile non dovrebbe mai essere
minore di 10 km/h, sia per il comfort che per la sicurezza (stabilità). La
velocità progettuale raccomandata è di 25-30 km/h. E' sufficiente un po' di
vento a favore per raggiungere agevolmente tale velocità. I 30 km/h sono
ottimali per un buon scorrimento del flusso sulla pista ciclabile. La
velocità di progetto è importante nella determinazione delle curve, per la
pendenza stradale, per la visibilità reciproca e di altri ostacoli.
Sulle arterie di attraversamento (le più importanti, devono avere il miglior
livello di qualità della rete) il limite è 30 km/h. Se si prevede l'uso
promiscuo coi motorini bisogna considerare i 40 km/h, almeno fuori dalle
zone edificate.
Il criterio "ritardo" è espresso in secondi per chilometro. Quando nella pratica si considerano percorsi più lunghi si da un valore medio.
Il fattore di deviazione è la relazione tra il percorso più breve per strada
e quello in linea d'aria. Di per sè non ha molto significato. Deve essere
correlato con la distanza. Un fattore di deviazione più elevato sulle
distanze lunghe rispetto alle corte costringe a un allungamento del percorso
proporzionalmente maggiore.
Ogni rete ha il proprio fattore di deviazione medio caratteristico. Viene
determinato facendo la media di un gran numero di osservazioni casuali. Ogni
osservazione misura il rapporto tra la distanza di deviazione e la linea
diretta per due punti. I risultati possono essere trasferiti su un grafico.
Gli esempi riportati consentono di capire meglio le caratteristiche della
rete nelle due città. A Delft il fattore di deviazione medio è 1,21. Ciò
significa che la geometria della rete obbliga il ciclista a pedalare in
media il 21 % in più rispetto ad una ipotetica linea diretta. A Geldrop il
fattore medio di deviazione è maggiore, pari a 1,27. Però la sua variazione
(il gradiente) è più ripida rispetto a Delft. Ciò significa che, quando le
distanze da coprire aumentano, il fattore di deviazione diminuisce più in
fretta.
Il comportamento del ciclista è determinato da vari fattori. Essi possono cambiare, anche di molto, da un individuo all'altro quando si tratta di scegliere il mezzo di trasporto e il percorso. Certi aspetti possono persino essere positivi per qualcuno e negativi per qualcun'altro. In molti casi l'uso della bicicletta è inibito da fattori psicologici. Individuarli e rimuoverli consentirebbe di cogliere tutta la potenzialità della bicicletta.
| Criterio | Parametro | Valori limite | |||
| per la rete | per le strade di | ||||
| attraversamento | distribuzione | accesso | |||
| Esame dei reclami | numero dei reclami | < n per 1000 abitanti | < n' per 1000 ciclisti passanti | n.a. | n.a. |
| riduzione del numero di reclami | 80 % di riduzione dopo gli interventi | n.a. | n.a. | n.a. | |
| Illuminazione | intensità luminosa della illuminazione pubblica | n.a. | 7 lux/mq | 7 lux/mq | n.a. |
| Visibilità | tipo di vegetazione | n.a. | in relazione al senso di sicurezza sociale | ||
| angolo di visibilità | n.a. | focus=50° | focus=50° | focus=50° | |
| Sicurezza sociale | numero di denunce furti e atti vandalici sulle bici | da ridurre al minimo | n.a. | n.a. | n.a. |
| ciclisti che hanno subito il furto della bici | massimo 5 % | n.a. | n.a. | n.a. | |
| presenza di edifici residenziali | n.a. | sul 50 % della strada | sul 50 % della strada | sul 75 % della strada | |
| Percezione dell' ambiente | numero cambi arredo urbano per km | n.a. | valori limite non determinati | ||
| possibilità di orientarsi | valori limite non determinati | ||||
Considerando la soggettività della piacevolezza non è facile dare dei valori
limite ai parametri. Apprezzare o meno certe cose dipende dalle opinioni e
dai gusti personali di ciascun ciclista. Bisogna comunque tenerne conto
anche se non si riesce a formulare obiettivi precisi.
Il criterio "percezione della sicurezza sociale" fa anche parte del
requisito principale piacevolezza. Comparando varie città si è visto che
incide sull'uso della bicicletta soprattutto nelle ore di oscurità. In
questo caso è utile conoscere le lamentele dei ciclisti. Si individuano così
le zone considerate "a rischio" su cui intervenire.
| Criterio | Parametro | Valori limite | |||
| per la rete | per le strade di | ||||
| attraversamento | distribuzione | accesso | |||
| Vittime di incidenti stradali | numero di morti | riduzione del 50 % in 20 anni | ogni incidente mortale deve essere studiato per scoprire ed eliminare le cause | ||
| numero di feriti | riduzione del 40 % in 20 anni | si individuano i "punti neri" dove avvengono molti incidenti per eliminarne la pericolosità | |||
| Possibilità di conflitto col traffico a motore | caratteristiche del traffico | ridurre al minimo i contrasti | separare o meno bici e auto in base all' analisi del C.R.O.W (vedi paragrafo 3.3) | ||
| Complessità del percorso in bici | valutazione del percorso | valori limite non determinati | |||
| Campione delle richieste di sicurezza soggettiva | numero di richieste per tipo e per zona | da ridurre al minimo | n.a. | n.a. | n.a. |
La sicurezza sulla strada è il requisito più importante per qualsiasi
intervento che si voglia attuare. Bisogna partire con il monitoraggio della
situazione preesistente. L'obiettivo è una forte riduzione degli incidenti e
delle sue conseguenze. Si individuano i punti a rischio, chiamati punti
neri, ma anche i tipi di incidenti più frequenti, le possibili cause. Si
agisce sulle infrastrutture, migliorandole (sottopassi o semafori dedicati
per gli incroci pericolosi, piste separate su strade a traffico intenso,
ecc.).
Ma si può, anzi si deve, agire anche su ciclisti e automobilisti. Se si
verifica che alcuni incidenti sono causati dalla imperizia o indisciplina
degli uni o degli altri può essere più efficace una campagna di
rieducazione.
Tutti i fattori correlati agli ostacoli o ai ritardi causati da "colli di
bottiglia" e/o difetti delle infrastrutture, che richiedono un sforzo fisico
aggiuntivo, sono compresi nel requisito principale comfort. Invece lo stress
mentale a cui può essere sottoposto il ciclista è soprattutto un problema di
sicurezza stradale. Perciò viene considerato dal criterio "complessità del
percorso in bici" compreso dal requisito della sicurezza.
| Criterio | Parametro | Valori limite | |||
| per la rete | per le strade di | ||||
| attraversamento | distribuzione | accesso | |||
| Scorrevolezza manto stradale | coefficiente di attrito | n.a. | nessuna irregolarità sulle infrastrutture | ||
| Acclività dei luoghi | sommatoria delle acclività in classidi pendenza al km | n.a. | valori limite non determinati | ||
| Interruzioni per il traffico | probabilità che i conflitti con gli altri utenti stradali fermino il ciclista | n.a. | da ridurre al minimo | ||
| Probabilità di stop | numero di fermate obbligate (media al km) | n.a. | 0,5 | 1 | 1,5 |
| Condizioni atmosferiche | difficoltà per il vento | n.a. | velocità consentita minima di almeno 10 km/h | ||
| difficoltà per la neve | n.a. | valori limite non determinati | |||
Il requisito del "comfort" si basa sulla consapevolezza che una fatica
eccessiva e irregolare (fermarsi e ripartire più volte) rende poco
desiderabile la bicicletta.
Anche l'intralcio causato dalle vibrazioni non è piacevole.
Quando si pedala, lo sforzo muscolare è sostenuto principalmente dalle
gambe, molto efficienti da un punto di vista ergonomico. I muscoli della
gamba non sono solo i più potenti del corpo umano, ma convertono l'energia
in lavoro nella maniera più efficiente. L'efficienza degli arti inferiori
nello sforzo dinamico è del 20-25 %.
La circolazione sanguigna lavora bene grazie alle continue tensioni e
rilassamenti dei muscoli. Quando i muscoli sono irrorati bene e in maniera
regolare la circolazione di ossigeno e sostanze nutritive nonché
l'eliminazione dell'acido lattico funziona alla perfezione.
Ogni gruppo muscolare ha il proprio ritmo ottimale di lavoro. Per gli arti
inferiori siamo intorno ai 50 cicli al minuto. Quando la circolazione scende
sotto ai 30 cicli al minuto i muscoli delle gambe si stancano in fretta,
poichè non è possibile eliminare rapidamente l'acido lattico. Anche una
serie di sforzi statici (le partenza da fermo, che richiedono una certa
potenza), accelerano l'acidificazione dei muscoli.
Il valore di 30 cicli al minuto deve essere assunto come limite inferiore
per una pedalata confortevole. Su una pista ciclabile in discrete
condizioni, senza altre resistenze addizionali questo corrisponde ad una
velocità di 10 km/h.
Per questo motivo si assume tale velocità come valore limite inferiore per
il parametro sulle difficoltà dovute al vento.
| 1-Fase preliminare | gli obiettivi generali della politica per lo sviluppo della ciclabilità sono riportati negli obiettivi locali; si verificano criteri e valori limite, si avvia l'organizzazione del progetto. |
| 2-Piano del traffico ciclistico | si analizza la matrice O/D dei ciclisti attuali e potenziali e si identificano le strade più usate della rete. |
| 3-Fase dei colli di bottiglia | la rete, le strade, le attrezzature già esistenti sono valutate rispetto ai cinque requisiti principali; si determina quali miglioramenti siano i più urgenti. |
| 4-Programma interventi | si pianificano gli interventi necessari per ottenere la qualità formulata nel programma dei requisiti. |
| 5-Fase esecutiva | le varie infrastrutture sono realizzate in base a un ordine di priorità che tiene conto dell'efficacia di ogni intervento (rapporto costi/benefici) |
Il processo di pianificazione è illustrato dal seguente organigramma:
Le strade di cui si prevede il maggior utilizzo sono classificate come
strade di attraversamento. Poiché gli investimenti in queste strade sono
molto efficienti (elevato utilizzo), bisogna riservargli particolare
attenzione.
Il piano delle infrastrutture ciclabili deve poi essere inserito nella
programmazione urbana generale. A questo punto gli interessi dei ciclisti si
scontrano con quelli degli altri utilizzatori della strada. Ad esempio su
una strada commerciale dove c'è una forte richiesta di parcheggio ma anche
di plateatico, specie nei mesi caldi. La valutazione dei vari interessi può
portare a cercare alternative per le arterie di attraversamento.
La rete ciclabile è calibrata sul modello dei viaggi dei ciclisti. Questo
modello è fissato in una matrice di origine e destinazione. Il processo di
calcolo con cui le relazioni della matrice O/D sono tradotti in viaggi
all'interno della rete è, come in tutti i problemi trasportistici
l'assegnazione. Le informazioni ideali per il modello si ottengono dai
risultati di un sondaggio porta a porta, correlato a una indagine svolta
sulle strade. Questo sistema è però molto costoso. E' possibile realizzare
una matrice O/D sufficientemente precisa in modo più semplice ed economico.
Ad esempio suddividendo il territorio in zone e attribuendo a ciascuna un
numero di viaggi proporzionale ai residenti. Lo stesso si può fare per i
principali attrattori di traffico presenti: scuole, fabbriche, uffici e
negozi. Si esaurisce così il 70 % delle motivazioni di viaggio.
Un altro modo piuttosto semplice per ottenere la matrice O/D in breve tempo
è di rifarsi ad un modello generale del traffico, se disponibile. In questi
modelli è noto il numero totale di viaggi tra le varie zone del territorio.
Si suppone nota anche la stima delle quote di traffico modale in bicicletta,
suddivise per classi di distanza (statistiche già disponibili in molti
casi). Si arriva così facilmente a stimare il numero di viaggi in
bicicletta. Il modello è successivamente calibrabile con alcuni conteggi del
traffico in bici.
Nella seconda assegnazione della rete, sulla base delle distanze da
percorrere, si produce una stima dell'uso desiderato della infrastruttura
ciclabile. Si sceglie un valore limite inferiore del traffico: le strade più
frequentate sono considerate la struttura principale. Essa deve sopportare
il 70 % del traffico totale. La forma che si ottiene è simile ad una griglia
più o meno regolare, spesso di tipo radiale.
Nei casi più semplici (città medio-piccole) il resto della rete è
considerato secondario, senza distinguere tra le funzioni di accesso e
distribuzione.
Nelle grandi aree urbane è meglio usare una gerarchia a tre livelli. Le
arterie di attraversamento sono sempre le più importanti, ad esse va il
miglior livello qualitativo. La rete secondaria è suddivisa in distribuzione
e accesso.
I volumi di traffico non devono essere l'unico criterio su cui disegnare la
rete principale. Per avere una struttura riconoscibile e coerente è meglio
inserire arterie meno utilizzate ma che eliminano discontinuità eccessive.
Nella rete primaria devono essere inclusi i collegamenti intercomunali con
le altre reti ciclabili. Ciò è giustificato dal voler mantenere la
continuità anche se il traffico è limitato.
| Urgenza | è uno dei criteri per stabilire l'ordine di importanza dei vari problemi, più il problema è serio, maggiore l'urgenza della sua soluzione |
| Efficacia | l'efficacia di un intervento è determinata dal modo con cui si risolvono i problemi (ad esempio per un "punto nero" da come viene superato: sottopasso, semaforo dedicato o altro) e dal numero potenziale di ciclisti che ne trae beneficio. Più la misura è efficace, maggiore è il contributo agli obiettivi del piano |
| Priorità | è la determinazione dell'ordine di intervento, di esecuzione dei progetti; il bilancio tra costi ed efficacia determina la priorità: i costi sono ripartiti tra la costruzione, l'acquisizione dei terreni e il procedimento di esproprio |
I criteri che determinano la qualità di un percorso ciclabile sono dati nei
cinque requisiti principali (coerenza, collegamento diretto, piacevolezza,
sicurezza, comfort). Più sono facilmente misurabili e più risulta semplice
determinare le priorità di intervento.
L'urgenza del problema è esaminata in base ad ogni requisito. Si fanno
cinque graduatorie di urgenza, una per ciascun requisito. Lo stesso problema
può essere compreso in più liste. Si cercano quindi le soluzioni che possono
risolvere il problema e se ne valuta l'efficacia. Si danno i punteggi
parziali per ciascun requisito ad ogni soluzione. La somma dei parziali
misura il miglioramento qualitativo totale.
In effetti il punteggio totale ha una validità relativa. Prima di tutto
perchè il peso di ciascun requisito è diverso (la sicurezza è più importante
della piacevolezza) e poi perchè le unità di misura dei vari criteri sono
diverse.
Tra le procedure più seguite per valutare la priorità degli interventi
ricordiamo l'analisi multicriteria e l'analisi costi-benefici.
Eff = efficacia dell'intervento
I = numero dei ciclisti che beneficiano dell'intervento
U1,..., U5 = punteggio di urgenza per criterio
E1,..., E5 = effetti dell'intervento per criterio
W1,..., W5 = pesi attribuiti ai criteri
| DISTRIBUZIONE PESI | A | B | C | D |
| W1 - coerenza | 1 | 2 | 3 | 1 |
| W2 - collegamento diretto | 3 | 4 | 3 | 3 |
| W3 - piacevolezza | 1 | 1 | 3 | 3 |
| W4 - sicurezza | 9 | 4 | 3 | 5 |
| W5 - comfort | 1 | 4 | 3 | 3 |
| TOTALE | 15 | 15 | 15 | 15 |
Ipotizziamo che siano stati proposti tre interventi: I, II e III per risolvere un problema e che abbiano avuto i seguenti punteggi rispetto ai cinque requisiti principali.
| INTERVENTI PROPOSTI | I | II | III |
| coerenza | 10 | 0 | 5 |
| collegamento diretto | 2 | 10 | 3 |
| piacevolezza | 5 | 0 | 2 |
| sicurezza | 5 | 7 | 10 |
| comfort | 0 | 5 | 4 |
Si valutano quindi i tre interventi con le quattro distribuzioni dei pesi proposte nella prima tabella e si analizzano i risultati.
| INTERVENTI PROPOSTI | I | II | III |
| valutazione pesata A | 66 | 98 | 110 |
| valutazione pesata B | 53 | 88 | 80 |
| valutazione pesata C | 66 | 66 | 72 |
| valutazione pesata D | 56 | 80 | 82 |
La proposta di intervento I ha il punteggio più basso con tutte le
distribuzioni dei pesi. La misura III risulta essere migliore in tre casi su
quattro: con la valutazione pesata B si piazza al primo posto l'intervento
II, con una differenza di otto punti.
La proposta I è certamente da scartare. Fra la II e la III, quest'ultima è
in leggero vantaggio. Però se l'obiettivo più importante è la promozione
dell'uso della bicicletta, bisogna tenere conto della valutazione pesata B
che premia la proposta II.
Benefici = Efficacia * Lunghezza su cui l'intervento ha effetto
I costi di costruzione sono costi stimati. Se non sono disponibili stime
precise si fa ricorso ai costi standard al km stabiliti dalla Regione. Lo
stesso per i costi di acquisto dei terreni (se è già di proprietà pubblica
si considera comunque il loro valore economico). I costi per la preparazione
del piano dipendono soprattutto dal tempo richiesto per la stesura e dal
numero di persone impiegate.
I costi sono riassunti nella formula seguente:
Costi = costi costruzione + costi acquisto terreni + costi preparazione
piano