Fondazione Ariodante Fabretti
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Presentazione

 

Presidente: Tullio Regge

Direttore scientifico: Marina Sozzi


La Fondazione Ariodante Fabretti nasce il 30 giugno 1999 ed ha come soci fondatori: il Comune, la Provincia, l’Università degli Studi e la Società per la Cremazione di Torino, nonché la Regione Piemonte. La Fondazione raccoglie l'esperienza del precedente Centro studi, costituitosi nel 1992 per iniziativa della Società per la Cremazione: il Centro si era prevalentemente occupato di raccogliere fondi documentari in tutto il territorio nazionale, con lo scopo di scrivere la storia della cremazione in Italia dalla fine dell'Ottocento al dopoguerra. La ricerca, coordinata dal prof. Giovanni De Luna, diede origine ai volumi:

- Fulvio Conti, Anna Maria Isastia, Fiorenza Tarozzi, La Morte laica. vol. I, Storia della cremazione in Italia (1880-1920).

- Augusto Comba, Serenella Nonnis Vigilante, Emma Mana, La Morte laica. vol. II, Storia della cremazione a Torino (1880-1920).

- Marcella Filippa, La morte contesa. Cremazione e riti funebri nell'Italia fascista, Torino, Paravia Scriptorium 2001.

Parallelamente all’indagine storiografica (che si era spinta a indagare le idee della morte nella Rivoluzione francese: Marina Sozzi, Charles Porset, Il Sonno e la memoria, Idee della morte e politiche funerarie durante la Rivoluzione francese, Paravia-Scriptorium 1999), tra il 1995 e il 1999 è stato avviato un altro filone di studi, teso a decifrare i comportamenti collettivi legati alla morte nel contesto della civiltà urbana. Un primo convegno interdisciplinare su questi temi si tenne presso il Centro Fabretti nel giugno 1995. Gli atti sono pubblicati a cura di M. Tartari, La terra e il fuoco. I riti funebri tra conservazione e distruzione, Roma, Meltemi, 1996.

L’obiettivo della Fondazione è, a partire dalla sua costituzione, quello di rappresentare un punto di riferimento scientifico per tutti coloro che, in varie discipline, studiano il discorso sulla morte (riti, pratiche, politiche, tradizioni e comportamenti) così come storicamente si è sviluppato nel contesto della civiltà industriale e dell’età moderna e contemporanea, anche in una prospettiva comparativa.

La Fondazione, mediante il suo Comitato scientifico interdisciplinare -composto da storici, filosofi, antropologi, sociologi, psicologi e medici- promuove gli studi sulla morte bandendo ogni due anni tre borse di studio biennali per laureati o dottori di ricerca che intendano dedicarsi a questo argomento.
Il rilevante archivio storico e la biblioteca della Fondazione, specializzata sui temi della morte, ora consultabile anche nel Sistema bibliotecario nazionale, sono a disposizione del pubblico, oltre che, naturalmente, di borsisti e ricercatori per cinque giorni alla settimana e per otto ore al giorno.
Sempre al fine di approfondire e divulgare la conoscenza dei fenomeni connessi con la morte ed il morire, ogni anno viene organizzato un convegno che coinvolge i più importanti studiosi di tanatologia italiani e stranieri. Un convegno internazionale sui riti funebri si è tenuto a Torino il 24 e il 25 settembre 1999, dal titolo La scena degli addii. Morte e riti funebri nella società occidentale contemporanea. Gli atti di questo convegno sono usciti a cura di Marina Sozzi nella collana Fabretti presso l'editore Paravia-Scriptorium nell'autunno del 2001.

Nella prospettiva di un più ampio studio del tema dei riti funebri è stato tradotto da Giuliana Fubini il volume dell’antropologo e teologo inglese Douglas J. Davies, Death, Ritual, belief, Cassel 1997 (Morte, riti, credenze) anch’esso pubblicato nella collana Fabretti presso l’editore Paravia-Scriptorium nell'autunno del 2000. Un volume intitolato “Il rito del Commiato”, a cura della Fondazione Fabretti, è inoltre uscito nella primavera del 2004.
Alla fine del 2000 si sono svolte due giornate di studi: la prima, di taglio storico, sulla multiforme figura di Ariodante Fabretti, organizzato dalla Fondazione Fabretti in collaborazione con il Museo del Risorgimento di Torino.

La seconda, sul tema del lutto (Il filo interrotto. Elaborazione e gestione del lutto nella società contemporanea), in collaborazione con l'Istituto di Tanatologia e Medicina psicologica diretto dal prof. Francesco Campione: il pomeriggio è stato organizzato in forma di tavola rotonda, dove sono stati discussi i risultati di un questionario distribuito in un migliaio di copie sul territorio nazionale, inviato ai dirigenti dei servizi cimiteriali di un campione di città italiane, e ad alcuni operatori funerari privati. Lo scopo del questionario era quello di individuare i problemi che investono con maggiore frequenza i lavoratori che operano, nel settore pubblico o privato, a contatto quotidiano con la morte e il lutto.

Nell'ottica di poter elaborare mediante una ricerca più approfondita un valido modello formativo che interessi l'intero comparto cimiteriale e funerario (rimotivazione degli operatori già occupati in questo settore e creazione di nuove figure professionali, in particolare quella del cerimoniere, volta a gestire cerimonie laiche e personalizzate), la Fondazione Fabretti ha collaborato con l'ente Esaco, con l'Istituto di Tanatologia e Medicina Psicologica di Bologna, con la Federazione comparto funerario italiano (Federcofit) alla stesura di un progetto (Progetto Caronte) presentato con successo al Fondo sociale europeo. La ricerca e la formazione sperimentale, ormai concluse, hanno dato ottimi risultati, che avranno rilevanti ricadute nella formazione del settore funerario.

Il 28 e 29 settembre 2001 si è svolto un convegno internazionale di taglio storico-filosofico e letterario, sulle concezioni della morte nelle utopie, organizzato in collaborazione con il Dipartimento di storia dell'Università di Torino e il Centro interdipartimentale di ricerca sull'Utopia dell'università di Bologna, diretto dalla professoressa Vita Fortunati: Perfezione e Finitudine. La concezione della morte nell'utopia in età moderna e contemporanea. Gli atti (a cura di V. Fortunati, M. Sozzi, P. Spinozzi) sono in preparazione presso l’editore Lindau, e saranno disponibili nel maggio del 2004.
Il filone di studi letterari ha trovato una prosecuzione nel convegno tenutosi il 6 dicembre del 2002, La letteratura guarda la morte: lo scrittore, la vecchiaia, la fine della vita, che ha coinvolto studiosi della letteratura e scrittori. Un convegno che ha approfondito il tema della morte e delle politiche mortuarie nell’igienismo e nel positivismo ottocentesco si è tenuto il 4 dicembre 2003 a Torino, presso l’Archivio Storico della città: Moralizzare la morte: Riti e luoghi del morire nella società del XIX secolo.

Ancora sul piano scientifico, la Fondazione collabora con il Dipartimento di Antropologia dell’Università di Torino ad una ricerca interuniversitaria (coordinata dal prof. Francesco Remotti) che intende affrontare, in una prospettiva interculturale e inter-disciplinare, il tema delle trasformazioni del corpo dopo la morte. Alle trasformazioni biologiche del corpo dopo la morte (tanatomorfosi), infatti, le società aggiungono le trasformazioni culturali (tanato-metamorfosi): ciascuna delle unità di ricerca indagherà nei suoi specifici contesti culturali e storici modalità, motivazioni e significati delle trasformazioni culturalmente indotte e programmate. Sono previsti un convegno e un volume conclusivi dell’intero percorso.

Un’importante ricerca internazionale (italo-franco-svizzera) sul tema Morte, Medicina e Società in età moderna e contemporanea ha avuto inizio nel febbraio 2004, ed occuperà gli anni 2004-2005. Diretta dal professor Giorgio Cosmacini e dal professor Georges Vigarello, si propone di studiare l’atteggiamento dei medici nei confronti della morte e le ricadute sociali di tale approccio. Si concluderà con un convegno internazionale e con un volume collettaneo alla fine del 2005.

La Fondazione si dà inoltre altri compiti, di carattere didattico oltre che di ricerca scientifica, al fine di rimuovere il tabù che circonda nella nostra società il discorso sulla morte, e di individuare percorsi formativi nel campo della cura dei morenti, dei funerali e dell’assistenza alle persone in lutto.
Da due anni ormai la Fondazione collabora con la Rete Oncologica Piemontese all’organizzazione e realizzazione di iniziative sui temi della morte, della terminalità, del lutto, delle concezioni del corpo e della malattia, dei riti funebri. Dopo l’esperienza del 2002, che si è svolta a Torino (17 incontri, in quattro ospedali torinesi, conclusi da una giornata di studi all’Università di Torino), dal titolo “Uno sguardo sul ciclo della vita. Conversazioni, riflessioni, emozioni, sul tema del corpo e della morte” , è in corso un nuovo ciclo dal titolo “La vita e i suoi confini” (2003-4), che prevede otto giornate formative sul territorio regionale (Casale, Biella, Tortona, Cuneo, Ovada, Alessandria, Alba e Novara) e cinque a Torino. Per queste iniziative sono stati chiesti i crediti ECM (Educazione continua in medicina) del Ministero della Salute.

In particolare agli aspetti di carattere formativo è legato l’interesse degli Enti locali per la Fondazione: la prospettiva di una maggiore qualificazione culturale e di una maggiore funzionalità operativa del servizio pubblico è di estrema importanza e urgenza. Le trasformazioni che hanno caratterizzato la società negli ultimi trent’anni hanno infatti prodotto un esteso sradicamento rispetto alle culture e alle tradizioni d’origine e spesso ci si trova ad affrontare l’esperienza della morte privi di punti di riferimento e di strumenti efficaci. Oggi, in un contesto pluralistico dal punto di vista culturale, religioso ed etnico, è importante riuscire a decifrare le esigenze della collettività, le sue aspettative nei confronti di un passaggio cruciale dell’esistenza comunitaria. La Fondazione ha pertanto avviato una collaborazione con l'assessorato alla Cultura del Comune di Torino, e in particolare con il Centro interculturale, e con le Biblioteche civiche, per l'organizzazione di un tavolo interreligioso sui riti funebri, presenti le comunità etniche e religiose rappresentate sul territorio. L'obiettivo è quello di individuare le esigenze basilari di ciascuna comunità, al fine di richiedere alla Città una sala multifunzionale adeguata allo svolgimento di riti di altre religioni, oltre che civili. Molto riuscita si è rivelata anche, sul medesimo argomento, la serie di conferenze “Gli altri addii. Riti funebri nelle culture del mondo”, organizzata con il Comune e l’Università degli Studi di Torino (ottobre-novembre 2002).

Per la notevole esperienza accumulata in questi anni sui temi dei riti funebri, alla Fondazione è stata inoltre richiesta dal Comune di Milano una consulenza per l'organizzazione delle cerimonie funebri civili nella sala del Commiato del cimitero di Bruzzano.

La Fondazione Fabretti ha sede a Torino in via De Sonnaz 13, ed è aperta al pubblico con il seguente orario:

lunedì-venerdì: 9-13 e 14-18.