di Valeria Arnaldi
La tv è sempre cattiva? Non proprio. Molti studi sono stati fatti sul valore didattico
dello sceneggiato. L'appuntamento fisso - in taluni casi addirittura quotidiano - ingenera
un rapporto di familiarità e di commistione tra realtà e finzione scenica. Un rapporto
di "simpatia" che è preludio a un rapporto di fiducia, sulla base del quale è
possibile influenzare fortemente lo spettatore, ma anche "insegnare".
Un esempio di fiction italiana educativa di prossima uscita è Marcinelle,
prodotto dalla Rizzoli Audiovisivi per Rai Fiction. La storia è quella della tragedia del
1956, in cui 136 minatori italiani - emigrati in Belgio per trovare lavoro - sono morti
nel crollo della miniera, appunto, di Marcinelle.
Per realizzarla sono stati compiuti diversi studi, basati sull'analisi del fatto di
cronaca, ma anche su una seria contestualizzazione che ha comparato le miniere del tempo e
la vita in quelle attuali. Un lavoro di ricostruzione particolarmente faticoso, ad
esempio, dal punto di vista della scenografia. Marco Dentici, lo scenografo che ha
ricostruito la miniera e il Campo 12 - ex lager in cui venivano ospitati i minatori e le
loro famiglie - era bambino all'epoca della tragedia. Del fatto ricorda le immagini delle
donne, con i pugni stretti alle grate del cancello della miniera, disperate, nell'attesa
di sapere se i loro uomini si fossero salvati o meno. Ciò che ha tentato di fare è stato
restituire quell'atmosfera. Si respira densa la tristezza e il dolore non tanto nelle
costruzioni anguste, quanto nel tentativo - terribilmente umano - di dare loro una
parvenza di "casa". È lo stesso Dentici a ricordare che lo sfondo della
tragedia di Marcinelle è simbolo universale. Un modo per parlare di miseria, povertà e
sfruttamento. Di condizioni al limite della sopravvivenza.
Molto toccato anche Adelmo Togliani, attore che ha al suo attivo diverse fiction e che è uno dei protagonisti dello sceneggiato. "Marcinelle è stata un'esperienza diversa, "forte" - sostiene l'attore - che mi ha colpito nel profondo, portandomi a riflettere. In Italia, ci sono poche fiction che possono considerarsi educative. Questo perché, nel produrle, si guarda all'audience e alla loro esportabilità all'estero. Marcinelle è un lavoro particolare, perché offre diversi spunti di riflessione ma garantisce anche l'intrattenimento". Girato in parte in Polonia, in parte in Italia, lo sceneggiato dà la possibilità di venire a contatto con realtà profondamente diverse da quelle cui si è abituati. Alla mostruosità della miniera come "immenso ammasso di ferraglia - racconta Togliani - si aggiunge il doloroso incontro con i minatori polacchi" che, in molti, hanno fatto le comparse nello sceneggiato. "All'inizio e alla fine del turno, li vedevi con gli occhi vuoti di chi non è abituato a vedere la luce per ore. Facce da miniera". In Polonia, ci sono molte miniere in cui si lavora ancora così. E non solo in Polonia. Qualche volta anche la televisione può far riflettere su temi importanti come le precarie condizioni di molti lavoratori, in diversi paesi del mondo, ma anche la vita dei nostri emigrati e di quanti, invece, adesso entrano nel nostro paese. Perché le speranze di allora sono le stesse di oggi. E "l'America" resta il sogno di quanti, in fondo, chiedono solo di poter vivere in maniera dignitosa.
Volontari per lo sviluppo -
Dicembre 2002
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