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Il 90% della popolazione del Sud Sudan vive sotto il livello di povertà. Dei suoi 5,8
milioni di abitanti, le Nazioni Unite stimano che 2,7 necessitano di aiuti alimentari e
5,5 di altri tipi di soccorso. La causa principale: la guerra civile, che travaglia il
paese da più di quarant'anni.
In piena zona rurale sud sudanese, nel 1992 è nato l'ospedale di Billing, per iniziativa
di un medico sudanese e di un gruppetto di suoi infermieri. Costituito da alcune capanne
di fango e paglia, ospita oggi le corsie di ricovero, la maternità, due sale operatorie,
il laboratorio, gli ambulatori, la farmacia, il magazzino e i servizi. È stata costruita
una rete locale di strade per mettere in comunicazione i centri vicini e una pista
d'atterraggio per ricevere il soccorso internazionale in partenza dal Kenya, che può
arrivare soltanto per via aerea. Tutte queste opere sono state eseguite dalla comunità su
base volontaria, a mano, e con strumenti rudimentali. L'ospedale ha poi attratto
l'insediamento di gruppi di profughi. Si sono avviate attività commerciali e di mercato.
Si sono costruite scuole elementari, scuole per adulti e una scuola per infermieri.
In un certo senso è prodigioso che tutto questo lavoro sia svolto in costruzioni
rudimentali di fango e paglia, con l'impiego di personale sudanese che è stato formato
quasi esclusivamente in loco e con mezzi tecnici poverissimi. L'ospedale di Billing è in
questo senso un prototipo, un modello da replicare altrove, un esempio trascinante da
imitare. Il Comitato Collaborazione Medica (Ccm) assiste l'ospedale dalla sua nascita, con
il parziale finanziamento della Comunità europea e del Ministero Affari Esteri. Nel marzo
2002 il contributo del nostro Ministero è finito e si rischia la chiusura dell'ospedale.
Di fronte a questa prospettiva, tutto il personale si è offerto di continuare a lavorare
gratuitamente.
Cosa puoi fare tuCon un tuo contributo ci aiuti a far sopravvivere l'ospedale per un altro anno, nella fiduciosa attesa di finanziamenti istituzionali.
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Puoi versare il tuo contributo sul ccp 13404108 intestato a Ccm, corso Lanza 100, 10133 Torino, specificando nella causale: ospedale Sud Sudan
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La violenza familiare... Questa piaga sociale affligge numerose società nel mondo, probabilmente tutte, e si rende ancora più drammatica laddove si aggiungono altri tipi di problematiche: la scarsità di cibo, la mancanza di lavoro, l'inadeguatezza degli alloggi. Da diversi anni l'Aspem accompagna la popolazione di alcuni quartieri popolari di Lima per affrontare questo problema, per trovare insieme le soluzioni che possano alleviare la sofferenza di chi subisce varie forme di violenza e di abuso. "Il Gioco della Pace" è uno spazio in cui le bambine e i bambini di Yerbateros, di Cerro El Pino e di Cerro 7 de Octubre si ritrovano ogni pomeriggio: fanno attività ricreative e di rafforzamento scolastico per recuperare fiducia negli altri e in se stessi, per sperimentare nuove forme di relazione, che non siano quelle di prevaricazione del più forte sul più debole a cui sono costantemente sottoposti.
Cosa puoi fare tu
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Puoi versare il tuo contributo sul ccp 17630229 intestato ad Aspem, via Dalmazia 2, 22063 Cantù, specificando nella causale: Perù Aspem
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Nell'ultimo decennio un susseguirsi di colpi di Stato militari e di massacri ha
ostacolato lo sviluppo del Burundi. Ora finalmente, nonostante la situazione sia ancora
molto tesa, sembra che la guerra civile possa lasciare spazio a segnali di pace e di
ricostruzione. Il 91% della popolazione è ancora dedito all'agricoltura; fagioli, manioca
e banane costituiscono la quasi totalità della dieta. Le terre sono generalmente fertili,
ma la produzione è bassa a causa dei terreni incolti e della mancanza di infrastrutture.
Per questo il miglioramento delle tecniche di coltivazione e la formazione dei giovani
agricoltori diventa un aspetto chiave per lo sviluppo del paese.
La Lvia è presente in Burundi dal 1967 e ha accumulato esperienza nella realizzazione di
progetti di sviluppo per rispondere alle esigenze della popolazione rurale. Nella
provincia di Ruyigi, in particolare, è in pieno sviluppo un progetto integrato che
riguarda settore agricolo, sanitario e idrico. Al fine di migliorare le conoscenze degli
agricoltori si intende avviare un programma per formare 200 giovani e appoggiarli nello
sforzo produttivo, fornendo loro sementi e attrezzi agricoli manuali. Sarà inoltre curata
la formazione di agronomi comunali, verrà rinforzato il centro veterinario e, per
promuovere il settore zootecnico, si vogliono acquistare unità di riproduzione di piccoli
animali.
Cosa puoi fare tu
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Puoi versare il tuo contributo sul ccp 14343123 intestato a Lvia, corso IV novembre 28, 12100 Cuneo, specificando nella causale: Sostegno giovani agricoltori - Burundi Lvia
Volontari per lo sviluppo -
Agosto 2002
© Volontari per lo sviluppo