di Gianluca Carmosino
Si chiama Janice Machado da Cunha. È la prima docente universitaria nera dell'ateneo
di Rio de Janeiro. Il Brasile, non c'è dubbio, è oggi un "meticciato" di
popoli e culture unico al mondo: alle popolazioni indigene, si sono affiancate nei secoli
quelle africane ed europee, ma anche arabi e giapponesi. Ma, contrariamente a quanto di
solito si ammette, la discriminazione razziale è ancora oggi una delle principali cause
dei violenti conflitti sociali del paese. Per questo, che una donna, per giunta di origini
indigene, acceda a una cattedra universitaria, rappresenta un passo avanti davvero
importante. Che diventa straordinario se a renderlo concreto è il contributo di chi crede
in un altro mondo possibile, come dicono a Porto Alegre. E magari decide di appoggiare le
lotte del Sud del mondo attraverso il sostegno a distanza.
Già, perché quando aveva quindici anni e partecipava alle manifestazioni organizzate
dalla "Pastorale operaia" per il riconoscimento del Partito dei lavoratori,
l'ultima cosa che Janice immaginava era di concludere gli studi. La scelta del padre di
non svolgere il servizio militare, e quindi di essere per sempre un lavoratore clandestino
(povero tra poveri), aveva compromesso la possibilità per Janice di studiare. Poi,
attraverso il Gruppo di studi "Padre Nino Miraldi" c'è stato l'incontro con
l'ong Mais di Torino e la possibilità di proseguire gli studi con il sostegno finanziario
ricevuto dall'Italia. Oggi Janice insegna presso la cattedra di Salute pubblica.
Quello conosciuto da molti come "adozione a distanza" è un fenomeno sempre
più in crescita. Che forse è più corretto chiamare "sostegno a distanza",
perché i beneficiari oggi non sono solo bambini, ma anche adulti, famiglie e intere
comunità (vedi VpS gennaio 2001).
Non si tratta soltanto di una forma di solidarietà, ma è sempre più l'inizio di un
percorso di educazione alla giustizia e all'intercultura. Un modo per offrire ai
beneficiari la possibilità di una vita più dignitosa, senza essere costretti a emigrare
abbandonando il proprio contesto familiare e sociale, ma che permette anche a chi effettua
il sostegno di guardare il mondo con altri occhi, di conoscere un nuovo stile di vita, di
capire perché tante persone non hanno le nostre stesse possibilità e di mettere in
discussione stereotipi e pregiudizi che spesso si trasformano in comportamenti
discriminatori.
In pratica il sostegno consiste nell'invio di un contributo economico stabile e
continuativo (che varia mediamente fra i 5 e i 70 euro al mese). Ogni progetto di sostegno
a distanza ha le sue caratteristiche: in relazione al paese, al tipo di bisogno, agli
obiettivi particolari, alla durata, alle modalità di pagamento e alla filosofia
dell'organismo promotore. Per rendere note e aggiornate queste caratteristiche, molto
spesso le associazioni propongono uno scambio epistolare tra sostenitore e beneficiario.
In Italia da circa un anno si è costituito un coordinamento nazionale delle realtà
che promuovono il sostegno a distanza: La Gabbianella, un totale di 37
associazioni impegnate in 72 paesi (attraverso 80 mila sostenitori per 90 mila
beneficiari). Il nome La Gabbianella è ispirato alla simpatica e toccante storia
raccontata da Luis Sepùlveda, "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò
a volare", in cui il gatto Zorba tranquillizza la gabbianella morente sul futuro del
suo uovo.
Secondo il censimento realizzato nel '99 da "La Gabbianella", sono 600 mila i
beneficiari delle adozioni e 150 il numero di associazioni che le promuovono (70 delle
quali hanno firmato una "Carta dei principi per il sostegno a distanza").
"Ma oggi possiamo stimare che quei numeri sono praticamente raddoppiati", dice
Vincenzo Curatola, presidente de La Gabbianella. "Stiamo concludendo proprio in
questi giorni un'indagine relativa alla sola Roma, nella quale risulta che sono almeno
sessanta gli enti e le associazioni che promuovono questa forma di solidarietà. Più
della metà sono di orientamento laico, ma numerose sono quelli legati all'esperienza dei
missionari".
Tra gli obiettivi descritti dalla Carta dei principi per il sostegno a distanza c'è
anche: "confrontarsi con le altre organizzazioni che operano con le stesse finalità
nel perseguimento degli obiettivi di solidarietà e pace". Ecco il perché di un
coordinamento nazionale. Ed ecco perché La Gabbianella è oggi impegnata anche nel
Pidida, il coordinamento nazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
Info: "La Gabbianella", via Cesare Balbo 4, 00184 Roma, tel.-fax 06/483381, web site: www.lagabbianella.it , e-mail: la.gabbianella@tiscalinet.it
| Guida all'adozione a distanza a Roma, il recente libro realizzato da La Gabbianella, con il contributo del Comune di Roma. Contiene tutte le informazioni sulle 55 associazioni romane che propongono adozione e sostegno a distanza. Per richiederlo: La Gabbianella tel. 06/483381, e-mail: la.gabbianella@tiscalinet.it (gratuito, salvo eventuali spese di spedizione) |
Volontari per lo sviluppo -
Agosto 2002
© Volontari per lo sviluppo