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Riscoperta biblioteca berbera
L'associazione universitaria Gehimab, fondata da un gruppo di studiosi della Cabila nella città algerina di Béjaja, ha riportato alla luce un'antica biblioteca ricca di migliaia di volumi che vanno dalla matematica alla logica, dall'astronomia all'algebra, agli strumenti di navigazione per mare. I reperti più antichi risalgono al XIX secolo, a testimonianza dell'intensa attività degli studiosi berberi a partire dal tardo medioevo. La straordinaria scoperta restituisce al dovuto posto all'ateneo di Béjaja nella classifica meritoria delle università che hanno maggiormente contribuito all'evoluzione delle scienze. Ancora nel 1863 infatti, il presidente della Society Storica Algerina A. Berbrugger, istituzione cresta dai colonialisti, sosteneva che in Algeria non esistevano "né eruditi, né tradizioni intellettuali e neppure libri". In realtà, come testimoniano i volumi ritrovati, già a partire dal XII secolo i matematici andalusi si riferivano al metodo delle frazioni introdotto nella scienza islamica dall'algebrista di Béjaja Al Qurashi. Uno dei primi europei ad aver frequentato l'ateneo fu il matematico pisano Leonardo Fibonacci, che nel lontano dodicesimo secolo effettuò i suoi studi proprio a Béjaja. (Associazione Gehimab, Algeria)
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Proiettili sui "bananeros"
Sedici maggio, ore due dal mattino, piantagioni di Los Alamos: 400 uomini armati
assoldati dalla Noboa Company, una delle principali multinazionali nel campo delle banane,
attaccano una manifestazione pacifica a con regolare permesso. I lavoratori della Noboa
Company in sciopero vogliono ottenere assistenza medica, maggiore sicurezza sul lavoro e
il pagamento degli straordinari. Più di dodici lavoratori rimangono in terra feriti
gravemente, due dei quali perforati da colpi d'arma da fuoco. Il caos creato dall'attacco
degli uomini armati si placa, ma alle sei di mattina i miliziani attaccano nuovamente.
Altri feriti rimangono a terra. I manifestanti sfollano e la giornata si conclude con
decine di feriti, di cui alcuni in mode grave.
Foto e testimonianze dirette sono consultabili sul sito dell'organizzazione Banan Link (www.bananalink.org) realtà
internazionale impegnata nella promozione dei diritti dei lavoratori delle piantagioni di
banane. (Banana Link)
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Pinochet rimarrà impunito
Tramonta in mode definitiva la possibilità che l'ex dittatore cileno Augusto Pinochet possa finire sotto processo. Agli inizi di luglio infatti, dopo mesi di incertezze, la Corte Suprema di Santiago del Cile ha dato ragione agli avvocati dell'anziano generale, emettendo una sentenza di non luogo a procedere motivata con le cattive condizioni di salute di Pinochet. La decisione è stata presa a larga maggioranza. Quattro giudici hanno votato a favore e uno solo ha espresso una valutazione contraria. La Corte era stata investita del caso dai legali delle vittime della repressione del sanguinario regime militare cileno, che avevano fatto ricorso contro un analogo pronunciamento della Corte di Cassazione. L'istanza ruotava in particolare intorno a presunti vizi sostanziali nel lavoro dell'équipe medico-legale autrice dei referti relativi all'anziano dittatore. Sulla base di tali documenti infatti, i giudici avevano ritenuto l'ex capo della giunta non in grado di affrontare un processo. Pinochet era accusato di complicità nei drammatici fatti relativi alla cosiddetta "Carovana della morte", che costò la vita a 73 persone. La sentenza è definitiva: Augusto Pinochet rimarrà impunito e i parenti delle vittime non avranno mai giustizia. (Misna)
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Libertà di stampaA VpS il premio "Giornalismo per il sociale" Il 12 giugno scorso Silvia Pochettino, direttrice di Volontari per lo Sviluppo, ha
ricevuto a Milano il secondo premio ex aequo di "Sodalitas-Vivereoggi, giornalismo
per il sociale": La giuria, composta, tra l'altro, da Gianfranco Fabi (vicedirettore
de Il Sole 24 Ore), Pierluigi Magnaschi (Direttore Ansa) e Franco Abruzzo (Presidente
Ordine dei giornalisti della Lombardia) ha voluto darle un riconoscimento "...
per il sue impegno a favore delta cooperazione sociale sia attraverso la partecipazione
diretta alle attività di una organizzazione non governativa, sia con diversi interventi,
da giornalista professionista su Volontari per lo Sviluppo. In particolare, la giuria
segnala la capacità di portare all'attenzione dei lettori con modalità originali un caso
di cronaca sociale spesso segnalato, quello del meninos de rua". |
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Sulla scia dell'Argentina
Gli uruguayani sono sull'orlo di una catastrofe economica. Il paese, afflitto da più
di tre anni dalle ripercussioni della grave crisi della vicina Argentina, si trova oggi a
fare i conti con una disoccupazione che tocca il 15 per cento della forza lavoro - il
tasso più alto nella storia del paese - su una popolazione totale di 3,2 milioni di
abitanti.
L'economia del paese infatti, è ancora legata al mercato argentino, con il quale mantiene
intense attività di import-export. Come se non bastasse, il recente aumento delle imposte
su salari e pensioni ha ulteriormente colpito la popolazione. La Centrale sindacale unica
(sindacato nazionale) il 12 giugno ha indetto uno sciopero generale che ha paralizzato
gran parte dell'Uruguay. L'astensione dal lavoro, la seconda in appena due settimane, ha
intaccato visibilmente le attività di banche, imprese statali, scuole pubbliche, ospedali
e trasporti. Il governo del presidente Jorge Battle dal canto suo ha replicato ribadendo
che l'aumento delle tasse - approvato il mese precedente dal Congresso - servirà a fare
entrare nelle casse dello Stato 230 milioni di dollari, necessari a ridurre il deficit
fiscale. Tale obiettivo rientra nelle condizioni imposte dal Fondo monetario
internazionale (Fmi) per concedere al paese nuovi prestiti per circa 1.500 milioni di
dollari. (Misna)
Volontari per lo sviluppo -
Agosto 2002
© Volontari per lo sviluppo