![]()
Nessuno mi può giudicare
L'amministrazione Bush ha formalmente rinunciato a tutti gli obblighi degli Usa come
signatari, nel 1998, del trattato istitutivo del Tribunale penale internazionale (Tpi).
Sotto pressione della destra al Congresso Usa, Bill Clinton aveva inizialmente evitato
l'adesione al Tpi, per firmarla poi il 31 dicembre 2000, poco prima di lasciare la
presidenza.
Dirigenti statunitensi negano che l'amministrazione stia per lanciare una forte campagna
contro il Tpi, ratificato da 66 paesi, compreso il Canada e tutti - eccetto uno - i membri
dell'Ue, e che diventerà operativo il primo luglio. Pierre-Richard Prosper, il super
ambasciatore per i crimini, ha aggiunto che gli Usa cercheranno assicurazioni dagli oltre
100 paesi in cui sono presenti militari statunitensi che queste forze siano protette da
eventuali ricerche della Corte. Lo stesso per le missioni di peacekeeping autorizzate
dalla Nazioni Unite.
L'annuncio della rinuncia al Tpi ha portato forti critiche interne e all'estero. Javier
Solana, il capo della politica estera dell'Unione europea, ha detto: "l'Ue è
un'organizzazione che cerca di rispettare gli accordi multilaterali e vorremmo che gli Usa
facessero lo stesso". Secondo il direttore esecutivo di Amnesty International,
sezione statunitense, William Schulz: "Spinti da paure infondate di persecuzioni
fantasma gli Stati Uniti hanno raggiunto un nuovo apice di isolazionismo ed
eccezionalità. (...) questo è una caduta storica per il ruolo degli Stati Uniti nella
protezione dei diritti umani". Gli esperti dicono che rinunciare alla firma di
Clinton non ha effetto legale, perché il Tpi ha giurisdizione universale. (Ips)
![]()
Libertà di stampaItalia - Occhio alle fonti In una lettera indirizzata al ministro della Giustizia italiano, Reporters sans frontièrs (Rsf) ha protestato contro la perquisizione del domicilio di un giornalista de La Stampa, Gido Ruotolo, sospettato d'aver pubblicato informazioni coperte da segreto istruttorio, riguardanti un'inchiesta su una rete islamica. All'inizio di marzo le abitazioni di altri due giornalisti, Claudia Fusani de La Repubblica e Fiorenza Sarzanini de Il Corriere della Sera, erano state perquisite per la stessa ragione. "Mentre anche il pluralismo e la libertà d'informazione sono oggi resi fragili in Italia dall'autorità indiretta del capo del governo sui principali media privati del paese, le pressioni giudiziarie di cui sono oggetto alcuni giornalisti sono un attentato diretto al giornalismo investigativo" ha dichiarato Robert Ménard, segretario generale di Rsf. "Vi ricordiamo che il principio della protezione delle fonti giornalistiche è una delle condizioni essenziali per la libertà di stampa e che gli Stati democratici rispettano questo diritto. Vi ricordiamo, inoltre, che il Consiglio d'Europa e la Corte europea dei diritti umani sorvegliano il rispetto di questo principio negli Stati membri". Il sindacato dei giornalisti italiani, per parte sua, ha considerato l'iniziativa "come atto d'intimidazione, destinato esclusivamente a conoscere le fonti dei giornalisti, il che viola i principi della Costituzione in materia di libertà di stampa". (Rsf) |
![]()
Mercato comune a Est
Si è svolto a maggio ad Addis Abeba (Etiopia) uno dei più importanti vertici dei capi di Stato aderenti al Mercato comune per l'Africa orientale e australe (Comesa). È stato costituito un fondo - cui ogni paese contribuirà con 10 milioni di dollari (poco meno di 10,9 milioni di euro), mentre altri 200 (oltre 217,8 milioni di euro) sono attesi dai donatori esteri, prima fra tutti l'Unione europea - per agevolare la cooperazione e l'assistenza tecnica tra gli Stati membri. Inoltre, è stata annunciata l'adesione di Burundi, Comore, Rwanda e Seychelles all'area di libero scambio, che prevede l'abbattimento di ogni barriera doganale per il transito delle merci. Quest'area è stata inaugurata il 31 ottobre del 2000 da nove paesi della Comesa (Egitto, Gibuti, Kenya, Malawi, Madagascar, Mauritius, Sudan, Zambia e Zimbabwe). Entro il 2004, la Comesa dovrebbe approntare un'unione doganale che preveda la libera circolazione di persone, manodopera e servizi, agevolando anche il rilascio dei permessi di soggiorno per i cittadini di tutti i paesi membri (circa 380 milioni di persone). (Misna)
![]()
Estremisti in campo
Gli estremisti induisti stanno conducendo un'accesa campagna tra i tribali di alcuni Stati indiani, primo fra tutti il Jharkand (est del paese), volta a denigrare e criminalizzare la comunità cristiana e quella musulmana. Lo denuncia l'Aicc (All India Christian Council), organizzazione rappresentativa dei cristiani indiani. In un comunicato diffuso all'inizio di maggio da Ranchi, capitale del Jharkand, l'Aicc sostiene che qui, come in altri Stati, gli estremisti hanno distribuito volantini nei quali invocano l'eliminazione di cristiani e musulmani dalla regione. Inoltre, in diverse aree del Gujarat, Rajasthan e Madya Pradesh sono state distribuite armi alla popolazione e creati campi di addestramento, sempre allo scopo di preparare gli induisti alla lotta contro le minoranze religiose. Recenti violenze nel Gujarat hanno causato oltre 900 morti in più di due mesi a causa di scontri tra indù e musulmani. (Misna)
![]()
Bambini: governi responsabili
Una coalizione di più di 100 associazioni l'8 maggio scorso ha criticato i governi di tutto il mondo, per essersi tirati indietro rispetto alle promesse di protezione dei bambini da abusi sessuali, violenze e sfruttamento. "A milioni di bambini sono negati i diritti di base e i piccoli soffrono abusi eccessivi perché i governi hanno fallito nei loro impegni" ha detto Bill Bell, della sezione inglese di Save the Children. Esprimendosi a nome della Coalizione per i diritti dei bambini, Bell ha parlato alla sezione speciale delle Nazioni Unite sui bambini a inizio maggio, dicendo che c'è pericolo di "un'altra decade di promesse disilluse". Il meeting, cui hanno partecipato più di 70 leader del mondo e oltre 2.000 rappresentanti di ong, è il seguito del Summit mondiale per i bambini 1990. (Ips)
Volontari per lo sviluppo -
Giugno 2002
© Volontari per lo sviluppo