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Natale - Guida alla scelta dei regali etici

Giochi (non) proibiti

Costruiti in materiali naturali, senza vernici tossiche, senza sfruttamento del lavoro minorile e a prezzi equi. Oggi sono molte le proposte per regalare giochi "che fanno bene" al Nord e al Sud.
Vincendo finalmente i sensi di colpa.

di Silvia Poletti e Sergio Lucci

Sono state le porte sbarrate e le inferriate alle finestre a tenere intrappolate le 200 operaie cinesi della fabbrica Zhili di Kuiyong, vicino Hong Kong, quando il fuoco è divampato nell'edificio. Era il 19 novembre 1993. Ottantasette di loro sono morte tra le fiamme, quaranta sono rimaste ferite, anche molto gravemente; tutte avevano dai 15 ai 20 anni. La fabbrica, di proprietà della TriCo Industrial Ltd, produceva giocattoli per l'italiana Chicco/Artsana. Cinque mesi di pressione popolare, a suon di migliaia di cartoline inviate alla direzione dell'azienda, hanno ottenuto dall'Artsana una piena assunzione delle sue responsabilità nei confronti delle superstiti e delle famiglie delle vittime.
Il caso è valso a sollevare anche nel nostro paese il velo di omertà sulle disumane condizioni di vita dei lavoratori dell'industria dei giocattoli, concentrati soprattutto in Asia. E a convincerci, se mai ce ne fosse stato bisogno, che dietro il Natale opulento di un bambino del Nord stanno spesso le mani e le vite calpestate di bambini, donne e uomini del Sud del mondo. Mani cinesi, thailandesi, malesi, indonesiane, filippine, all'opera anche per 10 ore al giorno, spesso rovinate da acidi e sostanze tossiche, anche quelle dei bambini. Si calcola infatti che ammontino ormai a 250 milioni i bambini lavoratori al mondo (2 milioni nella sola Unione europea), talvolta addirittura sotto i cinque anni; la metà di loro vive in Asia. Evitare di essere complici di uno sfruttamento indecente e generalizzato, che impoverendo le famiglie e sottraendo i bambini alla scolarizzazione crea circuiti di degrado senza uscita, è la preoccupazione di un numero sempre maggiore di genitori dei paesi ricchi che non vogliono dover scegliere tra la felicità dei propri figli e quella di altri bambini. Per fortuna, è possibile e persino facile donare la gioia di un regalo sostenendo contemporaneamente un progetto di sviluppo; soprattutto grazie al commercio equo e alle sue proposte di giocattoli per bambini.

Niente vernici tossiche

Commercio Alternativo di Ferrara, seconda centrale italiana d'importazione di prodotti "equi", distribuisce ogni anno circa 200 tipi di giocattoli. "Coerentemente con la filosofia generale del commercio equo, non difendiamo soltanto la dignità del lavoro e i diritti dei lavoratori del Sud, ma tuteliamo anche la salute dei consumatori del Nord cercando di promuovere un acquisto consapevole - spiega David Cambioli, responsabile dell'ufficio progetti di Commercio Alternativo. Da segnalare, tra i nuovi progetti, quello avviato con l'organizzazione femminile Selyn dello Sri Lanka del nord, un'area martoriata dalla lunga guerra tra gli indipendentisti Tamil e l'esercito regolare. Selyn coinvolge centinaia di donne nella tessitura a mano del cotone che viene impiegato, tra le altre cose, per la produzione di pupazzi, totalmente atossici e conformi alle norme di sicurezza Ue. Ne esistono circa 40 tipi con prezzi che variano dalle 12 alle 40 mila lire. Il legno dell'albero di caucciù - solitamente scartato dopo l'estrazione del lattice - è usato invece per i giocattoli prodotti dalla cingalese Golden Palm senza impiego di vernici tossiche (50 modelli dalle 4 alle 50 mila lire).

Prezzi equi

Giocattoli dunque che "fanno bene": ai lavoratori che li fabbricano e alle loro famiglie (che grazie a salari più equi possono godere di una vita più dignitosa e mandare i figli a scuola, sottraendoli alla spirale ignoranza-povertà), ai bambini che li usano, all'ambiente. È il caso anche del "pallone equo", fortunata iniziativa nata alcuni anni fa dalla collaborazione tra Fair Trade - organo di garanzia del progetto - e da TransFair Italia - organo di garanzia di prodotti alimentari del commercio equo - e sostenuta da Ctm- Altromercato. Il progetto si propone di migliorare le condizioni di vita delle famiglie dei lavoratori occupati nell'industria dei palloni - concentrata per l'80% nella provincia di Sialkot, nel nord del Pakistan - attraverso stipendi più alti, copertura delle spese di previdenza sociale, creazione di un fondo per piccoli progetti nei villaggi della zona. Il pagamento del sovrapprezzo permette alle famiglie di non mandare al lavoro i figli piccoli mantenendo un livello dignitoso di vita. Attualmente migliaia di bambini sono impiegati per circa 10 ore al giorno nell'opera di cucitura dei palloni, con conseguenze pesanti sulla salute: strabismo, danni alla schiena, artrosi. I "palloni equi" si trovano in vendita nelle Botteghe del mondo e anche nei supermercati Coop (46 mila lire).

Marionette bengalesi

Dal Bangladesh arriva invece una delle novità proposte quest'anno da Ctm in materia di giochi, il teatrino in versione da porta (due modelli da 34 e 43 mila lire), un "vestitino" per trasformare la porta in proscenio e divertirsi nel modo più antico del mondo, magari usando le marionette in juta e cotone o i nuovi personaggi delle marionette da dito, che - assicurano alla Bottega Ex Aequo di Bologna - stanno avendo un buon successo tra i piccoli consumatori, così come i timbri in legno scolpiti a mano provenienti dal Nepal, progetto Mahaguthi (7.000 lire). Il kit con perline di cartapesta, scorze di cocco, frammenti di legno e filo di juta per realizzare piccoli gioielli viene invece dal Bangladesh (58 mila lire).

Giochi per capire

Tra i giochi che "fanno bene" sono certamente da annoverare anche quelli che, oltre a essere socializzanti, valgono quanto la lettura di un libro per le conoscenze che sono in grado di trasmettere. È il caso di MondoDiritto, un kit di giochi interattivi e di simulazione sul tema dei diritti del bambino con alcuni esempi di "mondo rovescio", ovvero di diritti violati, che offre la possibilità ai ragazzi di conoscere "da dentro" quanto sancisce la Convenzione Internazionale sui diritti dell'infanzia. Il gioco è distribuito nella libreria Pime di Milano (tel. 02/488008035) e nei negozi Unicef in tutta Italia a 39.000 lire.

Occhio ai materiali

Il primo dicembre 1999 gli Stati membri dell'Unione europea hanno messo al bando all'unanimità i prodotti per la prima infanzia destinati alla dentizione in Pvc ammorbidito con ftalati. Una grande vittoria, oltre che per i consumatori, per Greenpeace, impegnata da tempo a denunciare i rischi derivanti da tali sostanze chimiche altamente tossiche, usate in gran quantità specie nei giocattoli fatti apposta per essere morsicati e succhiati dai piccolissimi. Giocattoli che "fanno male", dunque, e anche se ormai molte case di fabbricazione hanno provveduto a sostituire il Pvc con materiali meno rischiosi, resta valido il consiglio di controllare sempre l'etichetta, verificando anche che il gioco sia a norma Ce (e con il marchio Imq per gli elettronici), che siano specificati il nome, la ragione sociale, il marchio e l'indirizzo del fabbricante o del responsabile dell'immissione sul mercato, le indicazioni sulle fasce di età consigliate e le precauzioni d'uso per la manutenzione e il montaggio. Importante poi verificare che il gioco non presenti bordi e punte taglienti, che bambole e pupazzi abbiano occhi, naso e bottoni resistenti allo strappo, che batterie a bottone e minitorce non siano facilmente accessibili, che i giocattoli da trascinare non abbiano corde di lunghezza e spessore tale da provocare nodi scorsoi. Preferire giochi creativi e in materiali "caldi" e naturali (legno, cotone, juta, ecc.) è sempre buona norma, e offre qualche garanzia in più che non saranno dimenticati troppo presto.

Il "Rigiocattolo"

Ma anche in questo caso è possibile imparare qualcosa d'importante.
Da un paio d'anni il Movimento del Paese dell'Arcobaleno, nato nel seno della Comunità di Sant'Egidio e diffuso in molti paesi del Nord e del Sud del mondo, organizza nelle settimane che precedono il Natale la fiera del Rigiocattolo, una vendita di giochi usati, raccolti nelle scuole e nei quartieri dai bambini e dai ragazzi del movimento che provvedono anche a ripararli, pulirli e rivenderli. Quelli rimasti lo scorso anno sono stati inviati ai pazienti dell'ospedale pediatrico di Tirana e ai figli dei rifugiati kosovari in Albania. Il mercatino di quest'anno è fissato per il 15 e 16 dicembre a Roma in piazza di Spagna; per le altre città (italiane ed europee) si può contattare lo 06/687 7973. Tantissimi giochi usati sono raccolti e venduti anche nei mercatini della Cooperativa Triciclo di Torino (011/2476311) o in quelli di Riciclaggio e Solidarietà di Mani Tese (Firenze tel. 055/690712; Milano 02/4075834). Perché fanno bene davvero i giochi che "vivono" a lungo passando di mano in mano, magari dal Sud al Nord e da qui di nuovo al Sud; che sono fabbricati e riciclati nel rispetto dell'ambiente e capaci anche di insegnare, con il divertimento, un po' di responsabilità.

Nonna Mulenga racconta...

Ogni mese una fiaba dal mondo. Uno strumento utile per genitori e insegnanti con una marcia in più.

La gabbia delle donne

Moltissimo tempo fa un incendio spaventoso devastò la terra intera, che restò una distesa arida e senza vita. Fino a quel momento non erano mai esistiti gli esseri umani; fu proprio allora che il primo uomo uscì dal suolo, afferrò un tizzone da uno degli ultimi roghi e se lo portò via. Altri uomini spuntarono dal suolo e mantennero vivo il fuoco accendendo una radice. Si cibavano del pesce che catturavano nel fiume, semplicemente immergendovi le mani. Però, e questo era il fatto strano, erano tutti uomini, non c'era nessuna donna.
Un giorno, tornando dalla pesca, videro che il pesce messo a seccare il giorno precedente era sparito. "Chi ha osato rubarci il nostro pesce?" si domandavano l'un l'altro, meravigliati e preoccupati. Ma nessuno poteva dare loro una risposta: erano gli unici sulla Terra. Così misero il pesce catturato quel giorno al posto di quello sparito.
L'indomani, al ritorno dalla pesca, trovarono il cortile vuoto: qualcuno aveva di nuovo rubato il pesce. E così per una terza volta. Allora un uomo più avveduto propose: "Mentre voi andate a pescare io resterò qui. Mi nasconderò in un angolo e starò all'erta. Vedrete che scoprirò che ci porta via il pesce".
L'appostamento durò poco. Verso la metà della mattina raggiunse di corsa e tutto concitato gli altri uomini sul greto del fiume ripetendo: "Li ho visti, ho visto i ladri del pesce! Venite!".
Risalirono al villaggio e assistettero a uno spettacolo meraviglioso. Dentro una gabbia che scendeva dal cielo c'erano alcune donne. Durante l'assenza degli uomini la gabbia giungeva fino a terra, così che le donne, allungando le braccia, riuscivano a prendere i pesci uno a uno. Poi la gabbia risaliva senza lasciare traccia.
Quando il gruppo degli uomini arrivò, le donne gridarono: "Siamo rinchiuse qua dentro e non possiamo uscire. Per favore, aiutateci!".
Mentre la gabbia oscillando saliva verso le nubi, gli uomini tirarono con una tale foga da aprire grossi buchi sotto la gabbia, da cui le donne scesero al suolo. E siccome le trovarono graziose con le loro chiome lunghe e nere, ogni uomo si tenne una donna come moglie. Con questi fatti ebbe inizio l'umanità a cui apparteniamo.

Tratto da Giorgio Mario Manzini, Fiabe e leggende delle Ande e dei popoli del sole, Demetra, 2000

Volontari per lo sviluppo - Dicembre 2001
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