a cura di Chiara Adamo
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Si è concluso dopo 18 mesi di trattative l'accordo di partenariato per lo sviluppo tra
i 71 paesi dell'Africa, Caraibi e Pacifico (Acp) e l'Ue. L'accordo, di durata ventennale,
sostituisce la Convenzione di Lomé, punto chiave delle relazioni commerciali e di
cooperazione tra i due blocchi di paesi nell'ultimo quarto di secolo.
"Si tratta di un cambiamento in profondità", ha dichiarato il Commissario
europeo Paul Nielson. Infatti entro il 2008 gli accordi regionali di libero scambio
sostituiranno il regime attuale di preferenze commerciali unilaterali. Nel rispetto delle
regole dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc) e con l'obiettivo di potenziare la
competitività dei paesi africani, il nuovo accordo dovrebbe comunque prevedere una
scappatoia (che permetta di avere gli stessi effetti di Lomé) per chi nel 2004 non potrà
partecipare al partenariato regionale.
I 38 paesi Acp meno avanzati beneficeranno, dalla stessa data, di un accesso a dazio zero
nel mercato europeo per la quasi totalità dei loro prodotti, al pari di tutti gli altri
paesi meno avanzati nel mondo.
Gli ultimi scogli all'accordo, cioè i soldi per gli aiuti e la questione della
riammissione degli immigrati irregolari, sono stati superati grazie al compromesso. L'Ue
si è impegnata a elargire 13,5 miliardi di Euro in 5 anni, ma ha rinunciato alla clausola
standard di riammissione di tutti gli immigrati irregolari (basata sull'art. 1
dell'accordo) prevedendo la negoziazione di accordi di riammissione bilaterali per gli
apolidi o gli immigrati irregolari in transito nei paesi terzi.
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Il 3 e 4 febbraio si è tenuta la conferenza europea sul seguito della piattaforma di Pechino del '95. È stata l'occasione per presentare la posizione comune da cui partirà l'Unione europea alla sessione speciale dell'Assemblea delle Nazioni Unite di giugno, a New York. I rappresentanti di molte ong hanno preso parte ai gruppi di lavoro sui diritti delle donne, l'empowerment politico, economico e sociale, le questioni di genere legate allo sviluppo. Le critiche, però, non sono mancate. La signora Bartogi, rappresentante di Eurostep (federazione di ong europee), ha contestato l'approccio che si limita a far riferimento alla condizione delle donne europee, tralasciando il ruolo che dovrebbe avere l'Ue per migliorare la condizione delle donne nel resto del mondo. La Lobby Europea delle Donne, che rappresenta 2.170 associazioni femminili e organismi non governativi, ha insistito sull'inserimento nei trattati di un articolo relativo a un dialogo istituzionale con le ong. Un'altra proposta è stata quella di definire uno strumento di sorveglianza all'interno dell'Onu per il controllo continuo dell'applicazione dei principi di Pechino, con la partecipazione delle ong.
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Dopo i casi della mucca pazza e del pollo alla diossina, la Commissione europea si sta
impegnando per migliorare le garanzie per la qualità dei prodotti e la protezione dei
consumatori. Il primo passo è stato un Libro Bianco sulla sicurezza alimentare,
pubblicato il 13 gennaio scorso. Il documento propone più di 80 misure legislative da
approvare in tre anni. Chiave di volta dell'intera struttura sarebbe la creazione nel 2002
di un'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, composta da esperti
"indipendenti", e destinata a diventare il punto di riferimento degli Stati
membri per la raccolta di informazioni scientifiche, l'analisi dei rischi e l'adozione
delle misure per prevenire le situazioni che minacciano la salute dei consumatori.
Il Libro Bianco, però, è stato criticato sia da destra sia da sinistra. I conservatori
britannici hanno contestato la creazione di "nuova burocrazia" prima di avere
ottenuto un qualche risultato con la legislazione già esistente. I socialisti tedeschi
dubitano invece che venga rispettata l'indipendenza delle perizie scientifiche.
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Il 28 gennaio - poco prima che l'Unione europea gridasse allo scandalo per l'arrivo di Haider al potere in Austria - il Consiglio d'Europa ha presentato una risoluzione in cui si invitavano gli Stati membri a rifiutare ogni alleanza (ad esempio per formare maggioranze di governo) con gli eletti dei partiti estremistici a carattere razzista o xenofobo. Il documento allegava una lista di questi partiti, tra cui l'Fpo austriaco. Tra l'altro si invitavano gli Stati a penalizzare l'uso di internet a scopi razzisti e l'incitamento all'antisemitismo e alla xenofobia. Durante il dibattito, il comunista ucraino Synomenko ha denunciato la situazione del suo paese, dove il partito nazista sta rinascendo, nella totale indifferenza del governo.
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Dal 31 gennaio all'11 febbraio si è tenuto a Washington un Convegno Intergovernativo per discutere gli aspetti della protezione e dello sfruttamento sostenibile delle foreste.
La Commissione europea persegue Belgio e Austria per il mancato rispetto della direttiva comunitaria (86/609/Ce) relativa agli esperimenti sugli animali. Entro il giugno 2000 la Commissione europea dovrà decidere se prolungare la possibilità di sperimentazione sugli animali per la produzione di cosmetici. Tutto dipenderà dallo stato di avanzamento della ricerca scientifica in questo settore.
Volontari per lo sviluppo -
Marzo 2000
© Volontari per lo sviluppo