di Silvio De Nigris
Le crisi economico-finanziarie che hanno investito gran parte dei paesi in via di
sviluppo hanno riaperto la questione del debito internazionale.
Le ripercussioni di un alto indebitamento estero sono. numerose: dall'abbassamento del
livello di vita reale alla stagnazione del mercato interno, alla crescente dipendenza
dagli investimenti stranieri. Questi effetti negativi sono causati principalmente
dall'esigenza di aumentare le esportazioni, contraendo la domanda interna, per far
emergere un surplus nella bilancia commerciale in grado di far fronte al pagamento in
conto interessi maturato sullo stock del debito.
Le conseguenze negative non si limitano agli aspetti socio-economici, ma si ripercuotono
anche sull'ambiente. L'esigenza di creare un avanzo nella bilancia commerciale costringe i
paesi indebitati a monetizzare nel breve periodo le risorse (quasi esclusivamente
naturali), adottando comportamenti miopi, non sostenibili nel lungo periodo. In
particolare, è molto visibile la correlazione tra indebitamento e deforestazione.
Il legarne tra debito e ambiente è stato indirettamente consacrato (ammesso che ve ne
fosse bisogno) dallo strumento di conversione chiamato Debt for Nature swap (Scambio
Debito-Natura, Sdn), con cui si è cercato di invertire la relazione tra i due termini;
trasformando l'indebitamento in una forma di finanziamento per la protezione della natura.
Lo Sdn può essere così descritto: un organismo internazionale no-profit acquista una
quota di debito estero di un Pvs sul mercato secondario, in cui i prezzi sono inferiori
rispetto al valore nominale originario. Il paese debitore accetta di convertire il debito
in valuta locale a una percentuale di rimborso prestabilita e l'organismo internazionale
(nuovo creditore), in accordo con un partner locale, si impegna a spendere i fondi in
progetti di sviluppo sostenibile, precedentemente concordati tra tutte le parti.
Sfruttando il differenziale tra il prezzo di acquisto e il tasso di conversione del debito
è possibile moltiplicare (in media di due volte e mezzo) i fondi investiti. Con un
esempio, potremmo dire che la ong X compra in dollari il debito del paese Y al prezzo
equivalente al 40 per cento del valore nominale, e se lo fa rimborsare in valuta locale a
un tasso di conversione dell'80 per cento. Con questa transazione la ong X incasserà il
doppio dei fondi investiti.
Questo sistema, sperimentato per la prima volta dal Wwf nel 1987 in Bolivia, destò molto
interesse e venne indicato, durante la Conferenza Mondiale su Ambiente e Sviluppo di Rio
de Janeiro del 1992, come uno degli strumenti finanziari per portare il mondo sulla via
dello sviluppo sostenibile, contribuendo alla risoluzione di due crisi globali: quella del
debito e quella dell'ambiente. Quest'affermazione è però un po' troppo radicale, perché
lo Sdn, sebbene sia un ottimo strumento per finanziare progetti a difesa dell'ambiente,
non ha mai avuto la pretesa di risolvere la crisi del debito. Il caso del Costa Rica
(paese che adottò il più grosso programma di conversione del debito tra la fine degli
anni Ottanta e l'inizio dei Novanta) dimostra che, in condizioni favorevoli al suo
impiego, lo Sdn è in grado di dare un valido contributo al finanziamento di progetti
volti alla conservazione e alla difesa dell'ambiente (i fondi sono stati più che
triplicati), ma non è sempre in grado di intaccare significativamente l'indebitamento
complessivo del paese (ridotto, nel caso in questione, solo del 5 per cento circa).
Il legame della conversione del debito con le leggi del mercato ha fatto sì che già nei
primi anni Novanta, con il tendenziale aumento dei prezzi sul mercato secondario, gli Sdn
perdessero convenienza.
Lo Sdn potrebbe accompagnare programmi dì condono bilaterale del debito in una logica
di linked-negotiation, in cui l'accesso alla riduzione del debito viene in qualche modo
vincolata alla realizzazione di investimenti a beneficio dell'ambiente. Conversioni di
questo tipo offrirebbero grosse opportunità al mondo non governativo, garantendo ingenti
risorse finanziarie e favorendo il consolidamento delle realtà locali no-profit.
Generalmente vengono individuate cinque fasi nella realizzazione di uno Sdn.
Programmazione dello scambio, in cui si definiscono le clausole contrattuali della
conversione del debito. Acquisto del debito: quest'ultimo, se privato, viene acquistato
(generalmente in dollari) sul mercato secondario a un prezzo inferiore al valore nominale.
Cancellazione e conversione del debito: il debito estero in valuta "forte" viene
cancellato e viene invece aperto un nuovo debito in valuta locale nei confronti di
un'organizzazione no-profit, alle condizioni concordate (il valore sarà compreso tra il
prezzo di acquisto e il valore nominale originario). Esborso dei fondi secondo quanto
stabilito nel protocollo iniziale.
Una Sdn offre benefici a tutti i soggetti coinvolti. Al paese debitore garantisce una
riduzione dell'indebitamento complessivo incoraggiando il finanziamento di progetti di
politica ambientale. Ma permette anche di sostituire degli obblighi di servizio sul
debito, in valuta estera, con valuta locale (alleggerendo la pressione sulla bilancia dei
pagamenti) e di rafforzare le organizzazioni locali che partecipano al programma di
conversione.
Inoltre, permette di moltiplicare l'investimento iniziale sfruttando il meccanismo di
conversione, e favorisce il consolidamento di relazioni di partnership con organizzazioni
no-profit locali.
aturalmente, può anche intervenire qualche effetto negativo. Primo fra tutti, la
possibilità che la conversione in valuta locale si tramuti in uno strumento
inflazionistico, poiché si prevede l'esborso di somme aggiuntive in moneta locale.
Qualche problema può anche sorgere sulla scelta del debito da convertire e sui problemi
di sovranità, nel caso in cui il progetto di politica ambientale sia imposto dagli
organismi internazionali e non abbia apprezzabili vantaggi per il paese debitore.
Volontari per lo sviluppo -
Gennaio 2000
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