Meier

MEIER, IL PROFETA DELLE PLEIADI

Ovvero come cambiare, in meglio, la propria vita sfruttando la credulità della gente

di Maurizio Verga



Chi non conosce "Billy" Meier?

Nella maggior parte delle conferenze o dei dibattiti di ufologia negli ultimi quindici anni, in Italia come all'estero, ci si trova quasi sempre di fronte a qualche domanda su colui che è diventato il più famoso tra i contattisti, ovvero coloro che affermano di essere in contatto più o meno regolare con extraterrestri. Fra gli aspetti che hanno maggiormente sorpreso gli studiosi di contattismo vi sono proprio l'ampia diffusione delle sue storie, oltre che l'atto di fede che molti hanno fatto e tutt'ora fanno nei confronti delle sue incredibili dichiarazioni.

Tale situazione trova comunque una duplice spiegazione, almeno parziale: da un lato nell'enorme quantità di "prove" (soprattutto fotografiche) che Meier - unico fra i contattisti - ha presentato a sostegno delle sue incredibili affermazioni; dall'altro lato nella forte connotazione spirituale e religiosa che egli ha saputo dare ai suoi "contatti", tanto da superare i limiti del movimento ufologico in senso stretto ed andare ad abbracciare settori ben più vasti, come quello spirituale che si richiama alla New Age, particolarmente di moda negli ultimi anni.

Un ulteriore elemento di relativa sorpresa è la marcata tendenza alla commercializzazione, da parte del suo entourage ma non solo, di tutto quanto può essere messo in vendita per ricavare un profitto: libri, opuscoli, fotografie, filmati, magliette, spille e gadget vari; per non parlare delle ripetute donazioni di cui sono stati oggetto dapprima lo stesso Meier e successivamente l'organizzazione (F.I.G.U.) da lui creata.

Dopo un periodo iniziale di interesse e curiosità per Meier, dovuto soprattutto alle sue numerose e nitidissime foto di dischi volanti, gli ufologi americani ed europei hanno ormai da anni definitivamente classificato il contattista svizzero come un personaggio per nulla attendibile, per non dire un falsario, ma questo non gli ha tolto l'alone carismatico che caratterizza tutti i contattisti attorno ai quali si è costituito un gruppo di seguaci che ne fanno oggetto di culto.

La complessità e la considerevole vastità del "caso Meier" mal si conciliano con lo spazio di un articolo come questo, che ha come obiettivo cercare di farne un punto esaustivo ed aggiornato. Cercheremo comunque in questa sede di fornire al lettore italiano (ed è la prima volta in assoluto) una serie articolata di punti, rapidi e sintetici, che inquadrano al meglio gli aspetti più significativi o comunque esemplificativi dell'intera vicenda, quasi sempre conosciuta in modo molto approssimativo e quasi mai circostanziato. L'affare Meier ha vissuto e prosperato, soprattutto nel nostro paese, su questa mancanza di approfondimenti e sulla quasi totale mancata diffusione, al di fuori del circuito di alcune riviste specializzate, delle ricerche indipendenti che hanno cercato di fare luce in proposito. Al contrario, nel nostro paese hanno avuto diffusione articoli, libri e una videocassetta che hanno tracciato un ritratto agiografico e completamente acritico di Meier e delle sue dichiarazioni, da parte di autori ed editori più votati alla commercializzazione dell'argomento che ad una sua analisi investigativa.

IL PERSONAGGIO E LA SUA STORIA

Eduard Albert Meier, soprannominato "Billy", nacque nel paesino svizzero di Bulach, vicino a Zurigo, il 3 febbraio 1937. Ebbe una gioventù abbastanza travagliata: a quattordici anni il tribunale dei minori lo mandò al riformatorio di Albisbrunn per avere commesso piccoli furti durante le sue fughe da scuola. Lì trascorse tre anni, dopo di che le autorità lo riconsegnarono a suo padre: abbandonò, quindi, la scuola senza avere terminato l'insegnamento previsto. In un'altra occasione, insieme ad altri giovani, fu arrestato per furto ed inviato al centro di detenzione preventiva di Aaburg, da cui fuggì per andarsi ad arruolare nella Legione Straniera. Ma anche qui durò poco: qualche mese prima di completare il suo addestramento, disertò e tornò in Svizzera, dove venne ricondotto ad Aaburg.

Scontata la pena, trascorse dodici anni viaggiando in Africa, Asia ed Europa. Tornato in Svizzera nel 1970 con una moglie greca, nel dicembre 1973 si trasferì in una vecchia e modesta fattoria messagli a disposizione, a poco prezzo, dal comune di Hinwill, a circa mezz'ora di macchina da Zurigo.

Nel 1974 mise un annuncio sulla rivista tedesca Esotera, per cercare persone interessate a fondare un gruppo di "metafisica". A seguito di ciò un certo numero di persone incominciò ad avvicinarsi a lui ed a frequentarlo: alla fine del 1974 il gruppo poteva contare su dieci membri che si incontravano piuttosto frequentemente.

Proprio nel corso di una delle riunioni del gruppo di metafisica, Meier affermò di avere stabilito un contatto fisico con un gruppo di alieni provenienti dal sistema stellare conosciuto come "Pleiadi", a circa cinquecento anni luce dalla Terra. Il 28 gennaio 1975 - raccontò Meier - si trovava da solo in un prato a qualche chilometro da Hinwill: suo obiettivo era quello di riuscire a registrare le "voci dei defunti", attività all'epoca particolarmente di moda nei circoli metapsichici. Improvvisamente aveva sentito un suono pulsante e alzando lo sguardo aveva visto un disco volante che stava scendendo "soavemente" su un prato a circa cento metri di distanza da lui. Dopo aver scattato diverse fotografie, aveva cercato di avvicinarsi, ma una forza od un "campo di forza" invisibile gli aveva impedito di proseguire. Aveva quindi visto scendere dal disco una figura umana che indossava una tuta grigia: si trattava di una donna di aspetto nordico, dai capelli rossi ed alta circa un metro e settanta centimetri, assolutamente umana, con l'unica differenza nei lobi delle orecchie, un poco più grandi del normale: ebbe così inizio il suo primo contatto con Semjase, ma l'incontro non sarebbe stato casuale, in quanto sarebbe stata la stessa Semjase a guidare Meier in quel posto per mezzo di un messaggio telepatico.

La prima reazione al racconto da parte di buona parte dei membri del gruppo fu di stupore e di scetticismo, ma Meier (che da quel 28 gennaio cominciò a trascorrere intere ore nelle foreste vicine, lontano da tutti) esibì, come prova della sua sincerità, numerose foto particolarmente nitide e dettagliate delle astronavi pleiadiane, da lui ripetutamente riprese nei dintorni della sua abitazione.

Con il tempo i racconti di Meier incontrarono sempre maggiore accettazione tra i membri del gruppo: quelli che, al contrario, non me erano convinti lo lasciarono presto. Nel frattempo, probabilmente grazie anche alle foto, le visite dei curiosi e degli interessati si intensificarono ed a dicembre l'appassionata tedesca di ufologia Ilse von Jacobi lo intervistò per un articolo che fu pubblicato l'8 luglio 1976 sul popolare settimanale Quick e venne poi ripreso, in vari modi, da altre riviste europee. Già nel 1976, comunque, Meier era personalmente attivo per presentare la propria vicenda, organizzando varie conferenze corredate da diapositive in varie località della Germania e ben presto quella che era inizialmente sembrata una "semplice" serie di contatti iniziata nel gennaio 1975 si tramutò in uno scenario molto più complesso e dettagliato, completato da connotazioni religiose e fortemente spirituali. Quest'ultime diventarono sempre più evidenti e forti, fino a sfociare nel cosiddetto "Talmud Jmmanuel", il testo religioso di Meier presentato come un documento originale antico. Le sue storie e le prove da lui portata a conforto delle stesse diventarono via via sempre più incredibili, fino a rasentare spesso il ridicolo, come vedremo più avanti.

Inizialmente, Meier manteneva la famiglia (moglie più tre bambini) con un sussidio statale di 700 franchi mensili (circa 900mila lire). Lui allevava polli e galline, lei vendeva le uova. Viveva in una casa modesta e vetusta, ma dopo l'inizio dei suoi contatti e la diffusione degli stessi, con conseguente "pellegrinaggio" di numerosissime persone da tutta Europa (e non solo), nel 1977 acquistò una nuova fattoria con un'estensione di terreno di ben venticinque ettari a Hinterschmidruti, dal valore stimato di circa 240.000 dollari (circa 360 milioni di lire), grazie alle generose donazioni dei suoi seguaci ed ammiratori. Proprio nella nuova fattoria, due anni dopo Meier fondò il Semjase Silver Star Center e cambiò il nome al vecchio gruppo di metafisica, ormai divenuto il centro di raccolta di tutti i suoi seguaci, in qualcosa che suona come "Libera Comunità di Interessi per le Scienze Spirituali e di Frontiera e gli Studi Ufologici" (in sigla F.I.G.U.): si tratta ormai di una vera e propria comunità spirituale, che presso la fattoria di Meier ha costituito una "comune" che si preoccupa anche di problemi relativi alla sovrappopolazione, alla lotta contro l'abuso sui minori, la protezione degli animali, i diritti umani e la lotta per la conservazione della fauna e della flora sul nostro pianeta. I membri del F.I.G.U . che vogliono stabilirsi lì per seguire la dottrina di Meier devono donare tempo e lavoro (almeno un week-end al mese), rinunciare alle proprie proprietà personali, e pagare una somma di denaro.

Meier è sempre stato presentato dai suoi sostenitori e promotori come un personaggio dotato di cultura elementare (spesso come un semplice "contadino"), sottintendendo che avesse una scarsa cultura: in realtà si tratta di un uomo intelligente che acquista regolarmente libri e riviste su svariati argomenti, molte delle quali (si è poi scoperto) contenevano proprio le informazioni che si possono trovare in molti suoi scritti.

Parlare con Meier è sempre stato difficile, ma lo è diventato ancora di più negli ultimi anni, tanto che per avere tale raro onore bisogna pagare oppure prestare del lavoro all'interno della sua comune. Al contrario i membri del F.I.G.U. sono dispostissimi a ricevere i visitatori e vendere loro dalle foto ai libri, dalle spille alle T-Shirts: sono migliaia e migliaia le persone che si sono recate alla casa di Meier nel corso degli anni.

Vari personaggi del sottobosco para-ufologico, principalmente negli Stati Uniti, hanno inoltre creato un vero e proprio mercato di pubblicazioni, videocassette ed oggettistica varia basate sulle sue storie. Anche le conferenze, soprattutto negli USA, trovano solitamente un buon riscontro di pubblico, ormai più interessato al messaggio spirituale di Eduard Meier che alla realtà delle sue foto e dei suoi filmati.

Ancora recentemente il contattista svizzero ha mostrato una grande flessibilità ed abilità nel conformarsi ed adattare a suo vantaggio argomenti di attualità nell'ambito ufologico, come appunto i rapimenti alieni o i famosissimi "cerchi nel grano" inglesi.

CONTATTI FISICI E MENTALI

Nel libro Contatti dalle Pleiadi si afferma che Meier non era appassionato di UFO e che la sua prima esperienza sarebbe stata quella del 28 gennaio 1975. In realtà (analogamente ad altri contattisti, quali ad esempio l'americano George Adamski e l'italiano Eugenio Siragusa), al momento del suo primo contatto lo svizzero aveva alle spalle una lunga carriera ufologica. La sua prima foto (di cinque luci in formazione) venne pubblicata nel 1959 sulla rivista tedesca di contattismo UFO Nachrichten, a firma di "Eduard Meier, del Gruppo UFO-IFO di Uitikon, Svizzera", il che dimostra che il giovane Meier era tutt'altro che digiuno dell'argomento.

Secondo invece le dichiarazioni rilasciate da Meier nel corso degli anni, la sua prima esperienza ufologica risalirebbe addirittura all'età di cinque anni, il 2 giugno 1942, quando avrebbe osservato, in compagnia di suo padre, un enorme disco metallico sopra la fattoria dei genitori, a Bulach. Nel novembre di quello stesso 1942 sarebbe anche stato invitato da un "uomo vecchissimo" a fare un giro su una navicella a forma di pera: da allora, avrebbe anche cominciato ad avere dei contatti telepatici con un essere di nome Sfath. Nell'estate del 1944 avrebbe avuto un incontro con tale essere, recandosi a bordo della sua astronave, su cui avrebbe trascorso alcune ore a circa settanta chilometri di altezza. Il 3 febbraio 1953 questo contatto cessò e venne sostituito da Asket, proveniente dall'universo DAL (un universo parallelo e gemello al nostro). Da allora Meier sarebbe rimasto in regolare contatto telepatico con extraterrestri, a suo dire del tutto simili a noi, con i quali avrebbe anche avuto incontri ad undici anni di distanza l'uno dall'altro.

Proprio Asket avrebbe ordinato a Meier di recarsi in Oriente e là gli avrebbe anche permesso di fotografare la sua nave spaziale, vicino a Merhuali, in India: nella fotografia, una delle meno nitide tra quelle presentate da Meier, appare un oggetto discoidale con una piccola cupola nella parte superiore. Sempre a Merhuali, nel 1964, fotografò altri otto oggetti ovoidali ed il 30 settembre di quello stesso anno il quotidiano locale annunciò la partenza dal paese dell'"uomo dei dischi volanti", che affermava di avere visitato tre diversi pianeti a bordo di navi spaziali da lui ripetutamente osservato e fotografato (durante l'intervista Meier aveva esibito al giornalista un album contenente un'ottantina di fotografie e dichiarato di averne a disposizione più di quattrocento!). In effetti, Meier venne espulso dall'India con l'accusa di vagabondaggio e per avere truffato degli incauti vendendo loro foto truccate di UFO, costruite con dei modellini. Sulla via del ritorno, in Turchia, ebbe un incidente stradale a bordo di un autobus, a causa del quale gli fu amputato un braccio.

Il 28 gennaio 1975 Meier avrebbe avuto il suo primo incontro con Semjase e da lì sarebbe partita una lunga sequela di incontri ed una ancora più nutrita serie di fotografie, presentate a testimonianza delle sue dichiarazioni. Secondo i suoi seguaci, i contatti fisici di Meier sarebbero terminati nel 1978, dopo avere avuto una cadenza settimanale, ma i contatti telepatici si sarebbero sviluppati ben oltre tale data, fino ai giorni nostri. Si parla di un totale di oltre 250 contatti, ma non è chiaro se tale cifra includa anche quelli telepatici: dal 1989 avrebbe almeno quattro "contatti" all'anno con Ptaah, uno dei capi supremi Pleiadiani. Un'altra fonte riferisce che tra il 28 gennaio 1975 ed il 18 agosto 1991 avrebbe avuto oltre settecento contatti, che sarebbero ulteriormente progrediti oltre tale data. Dal 1981 non risulta però che abbia più scattato alcuna foto.

I contatti di Meier avrebbero generato più di 1.800 pagine (secondo altre fonti: 10.000) di "Appunti sui contatti", scritti personalmente da lui sulla propria macchina da scrivere subito dopo essere tornato dagli incontri con i suoi amici Pleiadiani. I temi principali di tali appunti sono la vita su altri mondi, la storia dell'uomo, la scienza dello spazio e dei viaggi nel tempo, la spiritualità ed altro ancora.

Recentemente, per la precisione nel febbraio 1995, i Pleiadiani avrebbero lasciato il nostro pianeta, in particolare la loro base sotterranea in Svizzera attiva fin dalla fine del 1600, e sarebbero tornati sul loro mondo, Erra, situato nel sistema di Taygeta. In tale occasione avrebbero rivelato di non essere affatto Pleiadiani, ma Pleiarani, da Plejos, il loro più importante condottiero, con buona pace di tutte le annose elucubrazioni dei promotori di Meier circa la possibile abitabilità delle Pleiadi e il ricorrere di tale costellazione in miti e leggende di vari popoli, e togliendo un argomento ai suoi critici che avevano fatto notare che si tratta di un ammasso stellare molto giovane (appena qualche decina di milioni di anni) e, quindi, non ancora in grado di aver formato dei pianeti ed una relativa forma di civiltà avanzata.

DICHIARAZIONI INCREDIBILI

Fra le affermazioni di Meier e dei suoi seguaci, alcune rendono bene l'idea del livello di surrealtà in cui si sviluppa un culto pseudo-ufologico attorno ad un contattista.

Nel giustificare perché solo Meier e non altre persone fossero in grado di vedere le astronavi, Semjase avrebbe spiegato a Meier medesimo che "loro" possono rendere visibili le loro navi anche in settori di osservazione molto stretti, in modo che tutti gli altri non siano in grado di percepirli.

Il 6 luglio 1977 Meier ebbe un contatto nei pressi della sua fattoria ed in quella occasione provò una "pistola a raggi" con la quale avrebbe prodotto un buco di circa venticinque centimetri di diametro nel tronco di un albero.

Il 18 marzo 1978 Meier avrebbe fatto un viaggio nel futuro, andando a vedere le rovine di una San Francisco distrutta da un terribile terremoto. Scattò anche una foto di quanto vide, ma la stessa appare stranamente uguale ad un dipinto (che ritrae la medesima situazione) apparso sulla rivista tedesca Geo nel numero di settembre 1977. A fronte di questa palese contraffazione, Meier affermò che i Pleiadiani avevano inserito nella mente dell'artista di Geo una immagine reale del futuro che ci aspetta, proprio quella che lui era riuscito a fotografare. La cosa era, ovviamente, così assurda che lo stesso Meier riferì successivamente che la foto era misteriosamente sparita.

In uno dei suoi viaggi Meier avrebbe fra l'altro incontrato Gesù Cristo, il quale lo avrebbe nominato suo tredicesimo apostolo in considerazione della sua intelligenza e delle sue qualità spirituali. Non solo: secondo il contattista ed i suoi seguaci, Gesù Cristo e Meier avrebbero molte cose in comune, tra cui anche la data di nascita (sì, perché Gesù sarebbe nato, in realtà, il 3 febbraio, proprio come Meier; e chi può dire che non è vero?). Non solo, ma secondo le affermazioni più recenti dei suoi sostenitori, Meier stesso sarebbe la reincarnazione di Gesù Cristo.

Talmud Immanuel sarebbe il nome del vero testamento di Gesù Cristo, scritto dopo la sua crocifissione. Secondo Meier, infatti, Gesù non sarebbe stato figlio di Dio, ma in realtà un pleiadiano che, sopravvissuto alla crocifissione, si sarebbe recato in India, dove sarebbe successivamente morto. Inutile aggiungere che la Vergine Maria sarebbe stata ingravidata dall'arcangelo Gabriele, alias un altro pleiadiano mandato dal "capo" Plejos, il quale voleva che Gesù diventasse il profeta in grado di proseguire i suoi insegnamenti all'umanità, così che Plejos potesse tornare nella sua casa natale nelle Pleiadi, a trascorrere i suoi ultimi anni.

Di quest'opera è disponibile solo un testo in tedesco, che lo svizzero dice di avere ricevuto nei primi anni settanta da un prete cattolico di nome "Rashid" che viveva a Baghdad e che i pleiadiani avrebbero condotto, nel 1963, in una località dove l'opera era rimasta sepolta per quasi duemila anni. Il prete avrebbe tradotto il testo dall'aramaico e quindi lo avrebbe mandato a Meier, perché sapeva che era stato scelto dai Pleiadiani per divulgare i loro messaggi all'umanità, in modo da aiutarla nella sua evoluzione spirituale (secondo altri seguaci di Meier invece il Talmud Jmmanuel sarebbe stato trovato direttamente da Rashid e da Meier nel 1963 sotto forma di antichi rotoli in aramaico, racchiusi nella resina). Rashid sarebbe stato assassinato a Baghdad nel 1976, dopo varie vicissitudini. Al di là di problemi di collocazione e congruità temporale dei fatti, il testo è probabilmente un falso preparato da Meier medesimo, come suggerito dal fatto che il dattiloscritto di "Rashid" risulta battuto con la medesima macchina da scrivere con la quale Meier ha trascritto i resoconti dei suoi contatti con Semjase, e che la sua struttura stilistica e gli stessi errori grammaticali sono simili a quelli dei messaggi di Semjase. In ogni caso, il Talmud Jmmanuel pare riprendere, a volte abbellendoli, interi brani direttamente dal testo di una normale versione luterana della Bibbia.

Meier sarebbe stato scelto dai Pleiadiani per essere il profeta della Nuova Era e guidare l'umanità verso l'anno 2000 ed oltre, salvandola e dirigendola verso un'esistenza spirituale più elevata. Molte sono le sue predizioni per il futuro, certamente non roseo, in quanto caratterizzato da disastri naturali, cambiamenti politici ed addirittura un regno di terrore lungo ventisette anni da parte di un Anticristo che si dichiarerà superiore a Dio.

In una occasione, Meier avrebbe viaggiato nello spazio in compagnia di Semjase per un periodo di cinque giorni, nei quali ebbe modo di visitare i pianeti Venere e Mercurio, osservando quindi personalmente (e fotografando!) il rendez-vous tra l'Apollo 18 e la capsula sovietica Soyuz, il 17 luglio 1975. In seguito si recò su un'astronave-madre pleiadiana, dove incontrò Ptaah, padre di Semjase. Da qui sarebbe anche andato sulle Pleiadi (be': vent'anni prima di sentirsi dire che non venivano da lì!) e poi nell'universo DAL, visitando nuovi mondi e forme di vita aliena in vari stati di evoluzione. A testimonianza di questo incredibile viaggio Meier presentò una serie di foto, a suo dire prese dagli oblò dell'astronave su cui si trovava o inquadrando uno schermo televisivo piatto a colori. La maggior parte di queste foto sono rimaste inedite, in quanto sono state censurate dagli stessi sostenitori di Meier: l'assurdità del racconto e la palese natura contraffatta delle foto stesse li ha indotti a tenerle in disparte per non rendere eccessivamente incredibile l'intera storia.

CENTINAIA DI FOTO, DODICI FILMATI

Meier avrebbe scattato la bellezza di oltre mille fotografie, tutte raccolte in un "catalogo ufficiale" (Verzeichnis) in vendita presso il Semjase Silver Star Center. I libri della serie ufficiale del gruppo Genesis III ne hanno pubblicato solo una parte, mentre quelle troppo dubbie o non sufficientemente buone sono state accuratamente scartate. Una certa parte delle foto di Meier sono di cattiva qualità e su di esse non è possibile svolgere alcun tipo di analisi fotografica. Lo studioso americano Kal Korff durante la sua visita al Semjase Silver Star Center ne acquistò 186, le migliori in termini di qualità (specialmente quelle facenti parte di sequenze omogenee), alla "modica" cifra di 1.056 franchi svizzeri (circa 1.300.000 lire). Meier avrebbe girato anche dodici diversi filmati.

Tutti i sostenitori di Meier (si veda il tassello relativo) hanno sempre affermato che le foto sono state sottoposte a ripetute analisi da parte di "esperti" e mai trovate contraffatte. Secondo le loro affermazioni non vi sarebbe anzi nessun segno di falsificazione, nessun segno di complicità, né mezzi meccanici o finanziari a disposizione di Meier per realizzare tali fotografie.

Il gruppo Genesis III ha affermato di avere fatto eseguire le proprie analisi fotografiche con strumenti molto sofisticati e costosi. La conclusione è stata che non sarebbe possibile riprodurre foto e filmati di Meier senza un team di specialisti e parecchie decine di migliaia di dollari. In realtà, come si è poi scoperto, solo in alcuni casi sono state effettuate delle analisi e, per di più, su pochissime foto, ma i risultati sono stati presentati in modo completamente fuorviante ed interessato, se non, in taluni casi, palesemente falso.

Numerose sono invece le analisi indipendenti, cioè non fatte eseguire dai promotori del caso Meier, e tutte hanno invariabilmente suggerito che le foto fossero contraffatte.

Vari studiosi hanno fatto notare come molte foto mostrano oggetti a distanza e generalmente fuori fuoco, mentre il paesaggio di sfondo è bene a fuoco. Nonostante i promotori di Meier abbiano affermato che la sua macchina fotografica era sempre settata sull'infinito, risulta evidente (anche data la profondità di campo della fotocamera) che si trattava di oggetti posti a meno di 2 metri circa. Al contrario, altre foto presentavano oggetti ben a fuoco, mentre il paesaggio circostante non lo era affatto: in questo caso è chiaro che si trattava di un modello molto vicino all'obiettivo, e che questo non era affatto messo a fuoco sull'infinito.

Il gruppo ufologico americano Ground Saucer Watch, celebre per le pionieristiche analisi al computer di foto ufologiche fin dagli anni '70, ricevette dieci fotografie di Meier di seconda generazione da un ricercatore tedesco, nel 1976. Il verdetto fu inequivocabile: un falso realizzato per mezzo di diverse tecniche, come modelli sospesi, doppie esposizioni e fotomontaggi.

Il fisico ottico e noto ufologo americano Bruce Maccabee, personaggio che non può essere certo tacciato di scetticismo, nell'analizzare alcuni dei filmati di Meier e, in particolare, uno del febbraio/marzo 1975 in cui un disco volante svolazza di fronte ad un albero (posto tra Meier ed una fattoria in lontananza) ha evidenziato il fatto che la cinepresa rimaneva sempre fissa, mentre l'oggetto si muoveva dentroo e fuori dal campo di ripresa. Maccabee notò come il movimento dell'oggetto risultasse esattamente quello di un modello sospeso ad un filo e fatto oscillare come un pendolo. Da notare che l'albero, in realtà, non esisteva proprio in quella posizione, come è stato chiaramente dimostrato dalle riprese fatte sul posto da una troupe televisiva giapponese nel 1979 e come testimoniato anche dal proprietario del terreno. Per giustificare questa palese contraddizione, Meier avrebbe portato una giustificazione tanto assurda quanto divertente: l'albero sarebbe stato accidentalmente "ucciso" dall'astronave e quindi rimosso e trasportato indietro nel tempo (o in un'altra dimensione) dai Pleiadiani per salvarlo!

Anche Colman von Keviczky, un ex-maggiore dell'esercito americano in pensione che ha lavorato come fotografo al dipartimento audio-visuale dell'ONU a New York ed è conosciuto come un acceso fautore dell'origine extraterrestre degli UFO, analizzò le foto di Meier dichiarando che si trattava di modelli di circa sessanta centimetri sospesi ad un filo. In particolare, nelle foto più conosciute, quelle con la presenza di alberi, disse che erano stati usati dei modelli di piccole dimensioni posti vicino ad alberelli od a modelli di alberi, come confermato anche dai calcoli dell'ufologo Manuel Fernandez sulle misure dei rami degli alberi.

In effetti, dei modelli di dischi, praticamente identici ad alcuni di quelli fotografati da Meier, sono stati trovati nel suo granaio e fotografati a loro volta; un altro modello è stato trovato nel granaio di un collaboratore di Meier, Hans Jacob. Sono state altresì ritrovate, fotografie e negativi parzialmente bruciati che ritraevano modellini delle medesime astronavi fotografate da Meier. In un caso fu addirittura la moglie di Meier, fortemente adirata con il marito che l'aveva trattata male, a fornirli al ricercatore svizzero Martin Sorge, che ne aveva conquistato la fiducia, ammettendo che Billy effettivamente usava dei modelli per realizzare le immagini. Meier si è difeso ammettendo che aveva effettivamente scolpito nel legno uno o più modellini solo per ricordarsi il modo in cui erano fatte le astronavi, facendo poi delle fotografie per immortalarli. Alcuni sostenitori del contattista hanno invece affermato che sarebbero stati gli stessi alieni a creare e mettere tali modelli in quel posto, nell'ambito di un loro non ben precisato intento di rendere l'intero contatto non totalmente credibile; non solo, essi stessi avrebbero fatto in modo che il famoso filmato di Meier del disco volante che circola attorno all'albero risultasse particolarmente dubbio (facendo muovere l'astronave in un modo particolare) proprio per far sì che le storie del contattista risultassero meno credibili a persone sue nemiche, in modo da proteggerlo indirettamente. Per tenere viva la linea di contraddizioni reciproche che caratterizza buona parte del mondo pro-Meier, un altro dei suoi promotori americani ha invece affermato che sarebbero stati i servizi segreti tedeschi a collocare il modello nel garage di Meier, perché preoccupati dalle sue rivelazioni.

Nel libro di Kal Korff viene presentata una dettagliata serie di analisi fotografiche condotte su una certa quantità di foto di Meier, tutte di ottima qualità (superiore, addirittura, a quella disponibile a suo tempo a Genesis III), provenienti dalla collezione privata di un ex-seguace di Meier, Hans Jacob. Le analisi sono state eseguite con diversi sistemi computerizzati e tutte le foto sono state smascherate come falsi prodotti con diverse tecniche. Ad esempio, si è fatto uso di modellini collocati vicino alla macchina fotografica, come nei casi fotografici del 28 gennaio 1975, 27 febbraio 1975 e 29 marzo 1976: in quest'ultima l'oggetto risulta chiaramente davanti e non dietro all'albero presso cui è stato ripreso. In altri casi si è fatto ricorso a doppie esposizioni (es.: 20 aprile 1975) od a modellini appesi a fili (es.: 8 marzo 1976), la cui presenza è stata rilevata tramite tecniche di elaborazione d'immagine. La famosa serie di dieci foto di Fuchsbuel, nella quale un classico disco volante passa attorno ad un albero, è sicuramente contraffatta: l'albero (quasi sicuramente in miniatura) appare sempre nella stessa posizione e prospettiva, mentre attorno il paesaggio cambia più volte di prospettiva; i proprietari del terreno, la famiglia Wyss, hanno negato che sia mai esistito alcun albero in quella posizione; inoltre, la foto numero 27 dello stesso catalogo ufficiale di Meier, scattata nel febbraio precedente e presa praticamente dallo stesso punto, non mostra alcun traccia dell'albero.

Le foto presentate da Meier a documentazione del suo preteso viaggio nello spazio sono state facilmente smascherate: le foto del pianeta Venere, prese dall'astronave pleiadiana, sono le stesse scattate dalla sonda Mariner 10 nel febbraio 1974 (e in ogni caso, sarebbe stato impossibile ottenere quelle immagini dell'atmosfera di Venere senza gli speciali filtri di cui era dotata la sonda americana); anche la foto che ritrarrebbe l'aggancio in orbita tra Apollo e Soyuz (fuori fuoco e con colori di cattiva qualità) è in realtà la ripresa di un'animazione da un normale televisore a colori con schermo curvo (come si vede benissimo dalla foto stessa), tanto che i pannelli solari della Soyuz sono, nella foto di Meier, un po' piegati, proprio come nell'animazione televisiva, mentre, nella realtà erano perfettamente dispiegati, come è possibile constatare dalle (vere) fotografie riprese dall'Apollo 18. Dopo aver visto l'aggancio Apollo/Soyuz, Meier sarebbe anche stato portato a bordo di un'astronave-madre pleiadiana, lunga circa 18 chilometri e contenente 143.000 individui, fotografata da Meier mentre orbita attorno a quello che Stevens chiama "uno strano pianeta", ma che in realtà non è altro che un'animazione della NASA che presenta la sonda Pioneer 10 attorno al pianeta Giove.

Uno dei pianeti visitati da Meier nel corso del suo viaggio sarebbe stato Neber, distante 1,2 anni luce da noi: lì vide e fotografò piramidi, dinosauri e uomini delle caverne. Le foto dei dinosauri mostrano solo delle sagome nere completamente fuori fuoco, particolare sconcertante se si pensa che la macchina di Meier avrebbe dovuto avere sempre il fuoco posto all'infinito e le foto non avrebbero certo potute essere prese da una distanza minore di venti metri!

Le due foto dell'uomo delle caverne sono anch'esse sfocate e sono state chiaramente riprese (da vicino, come è ovvio) da uno schermo curvo, visibile nella parte inferiore destra delle foto stesse.

Meier afferma di avere fotografato la Nebulosa del Cavallo, quando passò a "qualche migliaio di chilometri di distanza". E' il caso di precisare che anche questa foto è fuori fuoco? In realtà si tratta di un'immagine ripresa da un telescopio e riprodotta da un televisore, la cui la curvatura è ancora una volta chiaramente visibile nella foto.

Tra le fotografie più assurde c'è quella del cosiddetto "Occhio di Dio", che Meier afferma di aver scattato durante il suo viaggio spaziale: in realtà si tratta di una foto (fuori fuoco) della Nebulosa dell'Anello ripresa da un telescopio.

Meier ha inoltre dichiarato di avere visto, mentre era in orbita attorno alla Terra, parecchie astronavi extraterrestri provenienti da diversi pianeti della galassia, riuscendo a scattare tre foto. Nella parte inferiore di almeno una di esse si vede chiaramente, però, il riflesso di una finestra e di un albero: appare evidente, quindi, che la foto non è stata scattata nello spazio, ma in una stanza, riprendendo (ancora una volta) l'immagine da uno schermo televisivo.

Mentre Meier si trovava a bordo dell'astronave di Semjase aveva chiesto di fare una "foto ricordo" con le extraterrestri con cui stava conversando: Semjase, Nera e Asket. Le foto risultanti, una volta sottoposta ad un'analisi, si dimostrarono (come al solito) essere state riprese da uno schermo televisivo, con la stranezza che la figura più vicina a Meier risultava essere più a fuoco di quelle più lontane; tralasciando la presenza sullo sfondo di una tenda (mai menzionata nelle dettagliatissime descrizioni di Meier dell'arredamento interno delle astronavi pleiadiane), acconciatura ed abbigliamento delle tre "pleiadiane" sono perfettamente coerenti con quello che è stato identificato come un gruppo di modelle svedesi riprese da una trasmissione televisiva degli anni settanta.

PROVE EVANESCENTI

Nonostante le decine di suoi contatti e le centinaia di foto a brevissima distanza, non vi sono testimoni indipendenti ad alcuna delle apparizioni dei fantomatici pleiadiani o delle loro astronavi. Nei libri dei promotori del contattista si parla spesso di "decine" di testimoni, ma ne vengono citati per nome in totale solo quattordici. Nessuna delle altre 60.000 persone circa che vivono nelle aree circostanti ha mai visto né tali luci né, tantomeno, le fantastiche astronavi descritte da Meier.

I pochi testimoni citati sono sempre appartenenti al gruppo di Meier ed al massimo hanno osservato strane luci, sempre di notte, mentre aspettavano il ritorno del "capo". Quasi sempre hanno detto di aver visto, a distanze di 500 metri e più, delle luci rossastre che si innalzavano dalle foreste dove Meier si era inoltrato da solo, e dalle quali riemergeva chiedendo loro se avevano visto la partenza dell'astronave di Semjase. Esiste anche una foto scattata dal seguace di Meier, Guido Moosbrugger,in cui si vede però solo una luce discoidale, non una delle complesse e strutturate astronavi pleiadiane di Meier.

Nessuno degli scritti di Meier, presentati come di "elevatissimo contenuto scientifico" oltre che spirituale, contengono il minimo dato scientifico o tecnico che trascenda quanto è oggi conosciuto, al contrario di quanto lo stesso Meier ha più volte affermato. Anzi, molti scritti contengono errori plateali e comunque sono tratti chiaramente da libri e pubblicazioni che il contattista svizzero acquistava regolarmente alla libreria Schnarwiler di Wetzikon.

Wendelle Stevens e i coniugi Elders hanno affermato che le tracce trovate sul luogo di uno degli incontri rappresentavano uno strano fenomeno non facilmente duplicabile o spiegabile. Si trattava di tre tracce circolari di erba schiacchiata in senso antiorario, disposti a 120 l'una dall'altra e di circa due metri di diametro. Stranamente nessuna analisi, nessuna registrazione strumentale o visiva è stata mai presentata dai sostenitori di Meier: solo delle foto e niente di più. Korff, al contrario, è stato l'unico che ha acquisito dei campioni di suolo delle tracce, come pure dalle aree limitrofe a fini di controllo, senza che dalle analisi successivamente condotte negli Stati Uniti risultasse nessuna anomalia o differenza tra il suolo all'interno ed all'esterno delle tracce. Senza entrare nel merito della facilità con la quale è possibile produrre tali tracce (appoggiando sull'erba, né troppo corta né troppo alta, una forma circolare di legno e facendola ruotare), la particolare attrazione degli insetti verso tali tracce, che il gruppo Genesis III attribuisce ad un "residuo di luce ultravioletta" è banalmente dovuta alla morte dell'erba e al conseguente accumulo di umidità.

Quanto ai misteriosi reperti, durante l'incontro numero 105 Meier avrebbe ricevuto dai Pleiadiani quattro campioni di metallo, uno biologico e nove di cristalli e minerali, casualmente proprio mentre Stevens era in visita presso di lui in Svizzera, cosicché l'ex-ufficiale li ricevette immediatamente per poterli analizzare. Tutti i sostenitori di Meier hanno affermato che almeno uno dei campioni di metallo è risultato non essere di origine terrestre. Invece il laboratorio federale di Zurigo che li analizzò nel marzo del '78 trovò che tutti i componenti risultavano del tutto normali. Il 12 maggio successivo un'altra analisi fu condotta dal dott. Walter Walker, un esperto di metallurgia all'università di Tucson, in Arizona (da anni consulente dell'APRO): i campioni risultarono del tutto normali.

LE ANALISI DEGLI "ESPERTI"

Marcel Vogel, un chimico che lavorava per il centro ricerche dell'IBM (e che si occupava di argomenti paranormali, affermando di poter guarire imponendo le mani, piegare i metalli senza toccarli, comunicare con le piante e perfino mettersi in contatto telepatico con la stessa Semjase), ricevette dal gruppo Genesis III due campioni di cristallo ed uno di metallo: il ricercatore, pur non essendo uno specialista in metallurgia, definì il metallo (che appariva particolarmente duro) come composto da tre elementi separati uno dall'altro da una sostanza cristallina fatta di ferro, zolfo e silicio, probabilmente "un silicato di ferro". Stando alla pubblicistica pro-Meier, Vogel avrebbe affermato di non avere mai trovato una combinazione di metalli di tale genere. Al contrario, lo stesso Vogel ha successivamente riferito a Korff che il campione non era nient'altro che "saldatura d'argento", che appariva inusuale solo per i livelli di purezza, piuttosto alti, dei singoli componenti, senza peraltro essere particolarmente strano. Va poi detto che il campione nelle mani di Vogel sparì "misteriosamente" dal suo ufficio, anche se la cosa è meno misteriosa di quanto la si sia voluta far sembrare, visto che il frammento era conservato, senza alcuna precauzione, in un borsellino insieme ad altri quattro presunti frammenti di provenienza ufologica, e lo stesso Vogel ha ammesso di averne persi anche in altre occasioni!

Secondo Stevens la stessa sparizione sarebbe accaduta anche al dr. Robert Olgivie del M.I.T. di Cambridge, a cui era stato dato un altro campione di metallo. Stevens non riporta invece l'opinione di Olgivie che ritiene anch'egli si trattasse di semplice saldatura d'argento. In compenso, Vogel accusò Stevens di aver sottratto da casa sua due foto provenienti da un progetto di analisi dell'IBM, che sarebbero state successivamente spacciate come i campioni di metallo di Meier sottoposti a forte ingrandimento.

Diversi pareri pro-Meier di altri esperti sono stati riportati nel libro dello scrittore Gary Kinder, ma andando a verificarli uno ad uno Korff si è trovato davanti un panorama ben diverso. Per vari di questi, Kinder si era infatti limitato a riportare una o più frasi di sua scelta (invariabilmente a conferma dell'autenticità delle foto), togliendole dal contesto spesso apertamente negativo o dubitativo: è il caso degli esperti di elaborazione di immagini Neil Davis, Eric Eliason e Michael Malin, che hanno sì dato pareri non negativi, ma affermavano anche che si trattava di conclusioni provvisorie, non basate sugli originali ma su copie di terza generazione di pochissime foto, e che anzi era assolutamente necessario poter disporre dei negativi (promessi ma mai consegnati).

Kinder cita poi il giudizio positivo di Wally Gentleman, presentandolo come un esperto che lavorò come direttore degli effetti speciali fotografici nel film di Stanley Kubrick 2001 Odissea nello Spazio (in realtà Gentleman lasciò la produzione dopo qualche settimana, come si può ben verificare dai titoli di coda del film stesso, dove non è affatto menzionato): il fatto è che non era un analista fotografico e non aveva competenza per condurre analisi ed emettere giudizi su reperti fotografici, tant'è che non si rese conto neppure di un semplice problema di ombre su una foto e affermò che sarebbero necessarie almeno "quindici persone" ed 80.000 dollari per riprodurre le foto di Meier, mentre Korff stesso le ha replicate, con ottimi risultati e con minimi sforzi.

Diverso invece il caso di Robert Nathan, effettivamente uno dei migliori esperti americani di analisi di immagini, cui vennero consegnate da Jim Dilettoso dieci delle foto di Meier. Secondo Kinder, Nathan avrebbe affermato che non era possibile rintracciare indicazioni di un falso. Intervistato da Korff, Nathan ha invece dichiarato che Dilettoso avrebbe mentito sia su come fu condotta l'analisi che sui risultati stessi (entrambi riportati con enfasi nel libro di Kinder): a suo giudizio le foto erano degli "ovvi falsi", di "qualità estremamente povera e di nessun valore analitico", probabilmente prodotte con l'uso di modelli sospesi a fili.

E' sintomatico, a questo proposito, anche l'episodio della società californiana De Anza Systems, le cui pretese "analisi" vennero pubblicate con enfasi sul libro Contatti dalle Pleiadi. Non solo nello stesso libro sono presentati dati totalmente falsi, come la foto dell'analisi della grana fotografica tramite microdensitometro: come si può vedere a pagina 52 del libro, le linee bianche del grafico sono state disegnate e chiaramente sovraimpresse alla fotografia, tanto che le stesse escono dal bordo dello schermo! Un altro esempio: a pagina 53 è riportata una fotografia che sarebbe stata sottoposta ad un termogramma a basse frequenze, in cui si evincerebbe il fatto che i valori della luce al suolo si riflettono sulla base dell'UFO. Ken Dinwiddie, il tecnico che acquisì le foto nel computer su richiesta di Genesis III, ha dichiarato che ha inserito lui, digitalmente, quell'effetto di riflessione, su richiesta specifica di Jim Dilettoso!

La società De Anza Systems, presso cui Genesis III ha affermato di aver condotto delle analisi fotografiche a computer ha negato qualsiasi coinvolgimento del genere, affermando anzi di non essere in grado di fornire un servizio del genere: i membri del Genesis III (Dilettoso e Welch) si recarono da loro raccontando di volere acquistare un loro computer grafico e a scopo di dimostrazione si fecero digitalizzare una foto che si erano portati, a cui vennero quindi applicate semplicissime tecniche di elaborazione di immagine. Quanto visualizzato dal monitor fu fotografato e falsamente presentato da Stevens e gli Elders come "sofisticate tecniche" di analisi fotografica in grado di confermare la genuinità delle foto di Meier. Il gruppo Genesis III affermò anzi di avere speso 40.000 dollari (60 milioni di lire) per le indagini e ben 60.000 (90 milioni di lire) per le analisi fotografiche!

LA RESA DEI CONTI

L'affare Meier dimostra ancora una volta, al pari di altri episodi che hanno visto coinvolti personaggi e situazioni similari, come un'abile presentazione di dati inconsistenti (se non palesemente contraffatti) e comunque contraddittori e difficili da controllare direttamente, possa essere sfruttata per fornire un'aura di credibilità capace di ingannare non poche persone e di lasciare comunque una buona dose di dubbi, soprattutto per il fatto che le informazioni presentate sembrano, appunto, credibili. Ne sono la prova argomenti come "le analisi scientifiche dell'evidenza di Meier" che ancora vengono presentati nel corso di conferenze, con una buona affluenza di pubblico pagante, in varie parti del mondo e specialmente negli Stati Uniti. Non solo: il sapiente uso della creazione di situazioni misteriose e legate a fantomatiche "congiure" (come la sparizione di fotografie o di prove fisiche, come i frammenti di metallo, in modo che non sia più possibile confutare le dichiarazioni originali) aiuta ulteriormente a superare i punti più deboli della storia ed a rafforzare ancora di più il suo alone di fascino.

Le ragioni del successo del contattista svizzero vanno quindi ricercate, soprattutto, nella credulità di molte persone e nella loro mancanza di pensiero critico.

L'ufologia abbonda poi di personaggi mediocri (o meno che tali) e di autoproclamati "esperti" che dichiarano credenziali e competenze inesistenti, con le quali cercano di sostenere le loro affermazioni e i casi che presentano. Il gioco di presentare l'"esperto" o lo "scienziato" di turno funziona la maggior parte delle volte, proprio nel tentativo di fornire una maggiore dignità e credibilità a casi o situazioni altrimenti soggette, quantomeno, al beneficio del dubbio. Ben si sa come la reazione media di un pubblico generico e potenzialmente acritico sia di completo ossequio nei confronti del "professore" corredato di qualche credenziale altisonante, specie se quest'ultimo conforta le proprie credenze ed aiuta a fugare le ultime incertezze, permettendo di dire "anche lo scienziato X ha detto così".

Ci sono poi gli pseudo-ufologi che si inventano addirittura tali personaggi e costruiscono appositamente le loro pretese credenziali, sempre allo scopo di rendere più credibili ed accettabili le loro investigazioni. Tale scenario non si applica unicamente al caso Meier, ma anche a molte altre situazioni meno note ed eclatanti, tra le quali non poche avvenute anche nel nostro paese.

Una ragione di più, questa, per affrontare l'argomento UFO con la necessaria cautela ed obiettività, armi necessarie per controbattere i sempre più numerose personaggi ed azioni screditanti l'ufologia, che hanno come risultato quello di dare ulteriore forza ai più ottusi approcci negativisti verso la materia.



[tratto da: UFO - Rivista di informazione ufologica n. 18, luglio-dicembre 1996
semestrale a cura del Centro Italiano Studi Ufologici
© CISU, casella postale 82, 10100 Torino, tel. 011 3290279, fax 011 545033]



I PROMOTORI DI MEIER

KAL KORFF: L'ANTI-MEIER

IL "MITO" MEIER IN ITALIA

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