Meier e l'Italia

IL "MITO" MEIER IN ITALIA

La storia di Eduard Meier venne pubblicata per la prima volta in Italia sul numero di agosto 1976 de Il Giornale dei Misteri, con la traduzione dell'articolo di Ilse von Jacobi apparso su Quick: in esso venivano presentate non poche fotografie di discreta o buona qualità, insieme ad una descrizione piuttosto dettagliata del suo primo incontro del 28 gennaio 1975 e del colloquio avuto con Semjase.

La conoscenza della storia rimase però su un piano quasi aneddotico e comunque ristretta a pochi studiosi e appassionati italiani per undici anni, finché nel 1987 l'editore Armenia tradusse il libro (appena uscito) di Gary Kinder, Anni luce, che nonostante le numerosissime omissioni e deformazioni rappresenta comunque la più completa storia di Meier finora apparsa in italiano. Tre anni dopo, nel 1990 la Rizzoli pubblicò il controverso (e ormai screditato) primo libro degli Elders (Contatti dalle Pleiadi) e perfino il primo volume dei messaggi ricevuti da Meier (Messaggi dalle Pleiadi), in curiosa contemporaneità con il primo libro di Roberto Pinotti presso questo editore (per questa terna di titoli, oltre che per le due "storie vere" del romanziere Whitley Strieber, il Centro Ufologico Nazionale - di cui Pinotti è segretario - insignì la Rizzoli di un premio per la "migliore informazione libraria sul problema UFO nel 1990", e la Rizzoli da parte sua organizzò il congresso nazionale del CUN).

Per il lancio italiano di Contatti dalle Pleiadi, la Rizzoli fece perfino venire in Italia i coniugi Elders, che parteciparono al Salone del Libro di Torino, fecero una comparsata al Maurizio Costanzo Show del 23 maggio e furono intervistati dalla rivista Vanity Fair, presentando un ritratto molto abbellito (e in apparenza molto più credibile del vero) dell'intera vicenda.

Fu così che il contattista svizzero incominciò ad essere conosciuto ed "apprezzato" anche nel nostro paese, tanto che non pochi sono stati gli italiani che in questi anni si sono recati al F.I.G.U. per fargli visita.

Sempre Pinotti fece una breve presentazione del caso Meier sulle pagine della rivista Il Giornale dei Misteri nel 1991 e poi nel suo libro UFO: contatto cosmico, affrontandolo con un atteggiamento apparentemente molto più pro che contro. Pur non sposandolo in toto, essendo un argomento comunque scomodo, lo scrittore lasciava infatti ampio margine alla concreta possibilità che si trattasse di un caso reale, riportando fra l'altro in maniera distorta l'analisi di Maccabee sul filmato del '75 (a Maccabee veniva attribuito un verdetto "aperto" in base a una asserita conformità del movimento pendolare con quello "a foglia morta" caratteristico di altri avvistamenti ufologici, con una implicita conferma della veridicità del filmato, che è l'opposto della secca conclusione di Maccabee che si tratti di un modellino appeso ad un filo).

Pinotti ha anche trovato il modo di difendere la figura di Wendelle Stevens (che proprio nel '91 avrebbe dovuto pubblicare negli USA un libro di Pinotti, dopo averlo ospitato come relatore al Congresso internazionale di ufologia da lui organizzato a Tucson dopo la sua scarcerazione): circa la sua condanna penale, Stevens avrebbe potuto essere stato incastrato da qualche servizio governativo americano che voleva metterlo così a tacere o comunque screditarlo, nel più perfetto stile della "congiura del silenzio" (della cui esistenza lo scrittore italiano è acceso fautore).

Nel 1995 la Columbia Tristar ha distribuito sul mercato (con la supervisione e "consulenza" di Roberto Pinotti per il Centro Ufologico Nazionale) la versione italiana di uno pseudo-documentario realizzato in realtà dal gruppo Genesis III nel 1979 (UFO - Contatto dalle Pleiadi - L'Enigma Meier). Presentata del tutto acriticamente, se non per una brevissima nota finale che suggerisce di considerare con una certa cautela il caso "alla luce di nuovi sviluppi" (peraltro non meglio precisati), la videocassetta ha più ancora dei libri contribuito a fornire agli appassionati italiani una visione distorta e fuorviante dell'intera vicenda, tanto da farla risultare quasi credibile.



[tratto da: UFO - Rivista di informazione ufologica n. 18, luglio-dicembre 1996
semestrale a cura del Centro Italiano Studi Ufologici
© CISU, casella postale 82, 10100 Torino, tel. 011 3290279, fax 011 545033]



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