Mario D'Amato

via Modigliani, 21/B - Studio Otamad -
10036 Settimo Torinese (To)
tel./fax 011.89.84.064 - email: mdamato62@hotmail.com
URL: http://digilander.iol.it/mariodamato

Il linguaggio di riferimento deriva da una matrice surreali-sta simbolica, successivamente figurativa. Negli anni Ot-tanta l’indagine segue varie direzioni: procedure informali attraverso i “Grumi di sensazioni”, ... Gli anni Novanta so-no caratterizzati da metaforici scavi archeologici e dalla natura ... La realtà fitomorfica è infatti la nuova tematica che espone al Piemonte Artistico Culturale di Torino: ori-ginale percorso ispirato a frammenti organici quali cortec-cie e tronchi d’albero, manipolati con vernici ed altri ma-teriali.

Atelier di Mario D'Amato

“Il suo studio è un teatro delle opere dove l’immagine del-la creatività si organizza scrupolosamente, si ripartisce in zone e si visualizza con impegno nei termini di una stanza paradigmatica, anche se in parte involontaria. C’è l’area delle memorie familiari, quella degli oggetti di costume e quella dei ricordi strani; il cavalletto, ma anche il tavolo da disegno e il leggìo da musica per le scritture visive; gli strumenti più meticolosamente sistemati e una certa sce-nografica informalità che si ritrova nelle opere; la biblio-teca e, appunto, opere di vari periodi che riflettono la for-mazione sul versante simmetrico della poetica, ...
Visitato e visto dal vero, il suo studio ne è scenario e de-posito e luogo prioritario di lavoro: dove la poetica si tra-muta in ambiente, e l'investimento emotivo e teorico della sperimentazione artistica in studio dal vero.”.

(Lucio Cabutti)

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Gianfranco De Leo

via Cinato, 19 - 10040 Novaretto di Caprie (To)
tel. 011.96.32.025 - cell. 338.16.93.527

Nasce a Vaie nel 1944, abita e lavora a Novaretto di Caprie
in Valsusa.


“Un uomo innanzitutto capace ancora di meravigliarsi, stupirsi, di denudarsi davanti ad una tela, ad una carta. Tela o carta che sono terra di conquista cui estorcere una zolla, un orticello per farne un mondo, un campo dove get-tare il seme per raccogliere poi i frutti della tua vita di uomo.”. (Michele Lepore)

“Metafore di stati d’animo e pensieri di tal profondità da essere rappresentati in bianco e nero, con un prospetto di rigore essenziale. A volte dal magma cupo emergono tracce di colore, che sembrano filtrare dal buio come lu-minescenze rosse, azzurre. Piccoli lampi che traducono emozioni, che fermano come un sismografo i movimenti del cuore.”. (Olga Gambari)

“... la pittura diventa un viaggio nell’entità immateriale del tempo e dello spazio, un modo di affacciarsi coraggiosa-mente sull’abisso sterminato dell’inconscio collettivo.”.

(Giovanni Cordero)

Atelier di Gianfranco De Leo

Quieta e insospettata Valsusa. A Novaretto di Caprie, le vetrate si affacciano sul cortile della vecchia casa. Dal paese è breve la strada per raggiungere i primi boschi.
Chi conosce i sentieri può salire i grandi spazi, le luci e le ombre di quest’ultimo sconfinato lembo delle Alpi Cozie.
Sulle tele, la ricerca di quel rigore profondo ricchissimo ed essenziale che è della natura alpina. Colori e segni che non rappresentano.
Sono.

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