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La buona notiziaUnione europeaIl Parlamento europeo ha adottato misure più rigide per l'etichettatura dei prodotti contenenti organismi geneticamente modificati (ogm). Tutti gli alimenti in cui sono presenti ogm oltre la soglia dello 0,9% dovranno essere chiaramente etichettati e distinguibili. È il primo segnale di resistenza da parte dell'Ue alle pressioni delle industrie biotech e del governo Usa che, dopo il ricorso al tribunale del Wto, hanno chiesto meno restrizioni sugli ogm. Greenpeace fa ora appello ai paesi membri dell'Unione affinché sia impedita legalmente anche la possibilità di contaminare, attraverso la dispersione dei semi, le coltivazioni biologiche. (AceA) |
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A morte i prigionieri
A Guantanamo, in un lembo dell'isola di Cuba, è presente la base militare statunitense dove sono stati trattenuti i prigionieri della guerra condotta dagli Usa in Afghanistan. Al di fuori degli standard internazionali di trattamento dei prigionieri, da un anno e mezzo si trovano 680 detenuti, sospettati di aver fatto parte di Al Quaeda. Il governo statunitense si è finora rifiutato di applicare le norme della Convenzione di Ginevra a quelli che considera "combattenti illegali", e secondo diverse organizzazioni che si occupano di diritti umani a Guantanamo i prigionieri avrebbero subito violenze e abusi. Nelle scorse settimane, inoltre, i quotidiani internazionali The Guardian e Courier-Mail hanno avvertito che proprio lì sarebbe in costruzione una "camera della morte". (Oneworld)
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Salvare il Narmada
Medha Patkar, leader del movimento che contesta la costruzione di grandi dighe nella regione del Narmada, è stata arrestata a Nasik, nell'India occidentale, mentre stava portando avanti uno sciopero della fame. Il fiume Narmada scorre per 1.300 chilometri prima di sfociare in mare, poco a nord di Bombay, e nella sua vallata vivono 8 milioni di persone, in centinaia di villaggi contadini. Il megaprogetto idrico finanziato dalla Banca mondiale sconvolgerebbe la vita e l'ecosistema dell'intera regione. E così negli anni Ottanta la Patkar, per cercare di salvaguardare la zona, ha fondato il movimento nonviolento Narmada bachao andolan, che si oppone all'iniziativa. (Misna)
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Forza di pace europea
Nel Congo orientale, presso la città di Bunia dove si era segnalata una ripresa dei combattimenti e nuovi episodi di violenza, è intervenuta una forza di interposizione sotto l'egida esclusiva, per la prima volta, dell'Unione europea. I militari dell'Ue, in gran parte francesi, si sono affiancati ai caschi blu già presenti nel paese con la missione delle Nazioni Unite denominata Monuc. I più recenti massacri avrebbero provocato lo spostamento dalla zona dell'Ituri di altri 15 mila profughi verso l'Uganda, e la missione, come ammesso a Bruxelles, è considerata "difficile e rischiosa". Il contingente europeo di 1400 uomini dovrebbe restare sul posto sino a fine settembre, quando verrà sostituito da 4 mila caschi blu provenienti dal Bangladesh. (Warnews)
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Polizia violenta
Secondo il Ministero della giustizia argentino, tra il 2000 e il 2002 sono stati denunciati 4473 abusi e torture da parte delle forze di polizia, in particolare nell'area della capitale Buenos Aires. Soltanto in 24 casi si è però risaliti ai responsabili durante i procedimenti di accusa. Sono dati che secondo il Centro per la giustizia internazionale (Cejl) testimoniano "un'allarmante mancanza di interesse da parte dei giudici che incoraggia la violazione dei diritti umani". Le vittime delle violenze sono soprattutto giovani poveri e disoccupati. E questo non sarebbe un caso, denuncia il Coordinamento contro la repressione istituzionale (Correpi), ma frutto di "una politica repressiva che aumenta l'esclusione". (Latinamerica press)
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Senza via di scampo
Dopo quattro anni di violenze, ad Accra, la capitale del Ghana, è stato firmato il cessate il fuoco tra le forze ribelli liberiane Lurd e Model e il governo di Monrovia. La scontro si era fatto più acuto nelle scorse settimane, coinvolgendo sia i 100 mila profughi giunti in Liberia dalla vicina Costa d'Avorio, anch'essa alle prese con una crisi interna, sia i 15 mila profughi giunti in precedenza dalla Sierra Leone. A loro volta, negli anni passati, si calcola che almeno 70 mila liberiani fossero emigrati in territorio ivoriano. Secondo Amnesty International, la soluzione per queste costanti fughe e spostamenti che sembrano non dare ai rifugiati via di scampo, dovrebbe divenire una priorità per le Nazioni Unite. E infatti all'inizio di luglio sono iniziati i trasferimenti dei rifugiati da parte dell'Acnur. (Amnesty International, Unhcr)
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Dall'ItaliaAdozioni agevolate Adottare un bambino all'estero può oggi essere un grosso onere economico. Le spese per le complesse procedure necessarie possono raggiungere anche i 20.000 euro in totale. Per alleviare queste difficoltà le Banche di Credito Cooperative hanno pensato di andare incontro alle famiglie che decidono di impegnarsi in una adozione internazionale. Si potrà infatti richiedere un apposito mutuo agevolato (per un massimo di cinque anni), variante tra i 10 e i 15 mila euro, con un tasso di interesse molto contenuto, del 3,75%. Un'opportunità che molti raccontano di aver già colto. (Rivista del volontariato) Tramontata la 185 La nuova legge 1927/03, approvata lo scorso giugno, manda in pensione la vecchia 185/90 che regolamentava le norme italiane in materia di produzione e vendita di armamenti. Secondo i pacifisti italiani, la nuova legge è molto più permissiva e riduce la trasparenza e la responsabilità politica dell'esportazione di armi, punti saldi della precedente legge 185/90. La novità principale è data dall'introduzione della "licenza globale di progetto". Questa licenza permette all'Italia di co-produrre armamenti insieme a qualsiasi altro paese membro dell'Ue o della Nato, secondo procedure "semplificate". Non si dovranno più specificare quantità e costi delle armi prodotte, e ci potrebbero essere collaborazioni con paesi noti per aver violato gli embarghi Onu (per esempio la Repubblica Ceca, che attraverso la Siria ha venduto armi all'Iraq nel 2002). Saranno inoltre possibili le famigerate "triangolazioni" nelle esportazioni, dal momento che risulterà difficile risalire ai destinatari finali delle armi senza misure formali e condivise di controllo. (Os.c.ar.) |
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Libertà di stampaAttacchi a InternetÈ stato pubblicato lo scorso luglio "Internet sotto sorveglianza", il primo rapporto curato da Reporters sans frontières sulla libertà di espressione in Internet, con l'analisi di questo settore in oltre 60 paesi. Attraverso gli arresti di cyberdissidenti, il blocco dei siti e il controllo della posta elettronica, la libertà di comunicazione viene fortemente limitata, ad esempio in Cina, a Cuba e in Tunisia. La rete informatica mondiale è la bestia nera dei regimi autoritari ma le recenti misure restrittive adottate in Francia, Gran Bretagna e Usa stanno mettendo a rischio anche in questi paesi le fonti di informazione giornalistica. (Reporters sans frontières) |
Volontari per lo sviluppo -
Agosto 2003
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