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Piemonte-Sahel - Scambio tra scuole

I reporter dei rifiuti

Studenti italiani e africani alle prese con un tema di attualità: i rifiuti. Per affrontarlo, si sono trasformati in reporter, hanno indagato nelle loro città, realizzato video e articoli. E hanno confrontato le diverse esperienze in due viaggi di scambio Nord-Sud. Un modo nuovo e originale per promuovere l'incontro tra le culture, e cercare insieme le soluzioni ai guai del pianeta.

di Alessandra Rossi

Esistono scuole che vengono usate come luoghi comuni, punti di incontro e di confronto, che non chiudono il mondo fuori dal portone d'ingresso nelle ore comprese fra il suono della prima e dell'ultima campanella. Sono scuole che accompagnano i ragazzi a scoprire realtà sempre meno lontane e problemi che sempre più ci interpellano. Tra queste, ci sono tre licei delle città di Torino e di Chieri che, insieme a quattro scuole superiori del Senegal e una del Burkina Faso, hanno avviato un progetto innovativo di scambio tra gli studenti e i professori. Tema affrontato: i rifiuti. Un argomento inizialmente ostico per i ragazzi, che (come gli adulti) tendono a rimuovere il problema e a cercare di occuparsi di cose più gratificanti. Ma l'argomento è poi diventato molto interessante, grazie a un originale escamotage metodologico. I ragazzi infatti, a Nord e a Sud, si sono trasformati in giornalisti incaricati di realizzate un reportage televisivo sul problema dei rifiuti nella loro città.

Faccia a faccia

Oltre a realizzare un laboratorio artistico presso il Castello di Rivoli, gli studenti italiani hanno partecipato a diversi incontri sullo sviluppo sostenibile organizzati dal Cisv di Torino, hanno seguito un corso di linguaggio cinematografico e ideato uno spettacolo di animazione teatrale sul tema dei rifiuti. Poi hanno organizzato un'uscita alla discarica di Torino e ai centri di riciclaggio nei dintorni della città.
Quindi il momento clou. L'incontro faccia a faccia tra i ragazzi, che in quelle occasioni si sono scambiati i loro "scoop". A settembre 2001 una delegazione di studenti e professori africani si è recata a Torino per due settimane, mentre a fine marzo 2002 è stata la volta degli italiani in Senegal.
Esperienze che difficilmente potranno essere dimenticate: "Momenti talmente forti che ci siamo smarriti tutti, allievi e prof." racconta una delle insegnanti che ha partecipato allo scambio, Donata Testa dell'Istituto Lagrange di Chieri, che aggiunge "tante e tante bellezze tutte insieme che tentare di descriverle sarebbe fatica sprecata. Abbiamo visto, annusato e toccato con mano l'impossibilità di non fare qualcosa. Di stare da parte". "I ragazzi sono stati fantastici - aggiunge la professoressa Chiara Vigliano - raramente si sono lamentati, hanno percorso strade e tempo con entusiasmo e intelligenza, hanno avvicinato il mondo con naturalezza e sensibilità, non hanno mai sprecato le occasioni".

Tra arte e impegno

Nella cittadina di Louga, in Senegal, la delegazione di professori e studenti ha partecipato a numerose attività: dalla giornata d'igiene, con il recupero rifiuti all'interno di uno dei licei partner del progetto, alla creazione di uno spazio per la raccolta differenziata, dalla trasformazione dei rifiuti raccolti in risorse (ad esempio della carta in giochi) a un concorso artistico sul tema "Uomo e rifiuti", fino a una pièce teatrale e a canti, danze e sketch a ritmo di sabar, djambè e kora.
I ragazzi faticano a trovare le parole per i loro diari di viaggio. Per Marta, "l'Africa rimane dentro come un pugno e brucia. La prima impressione è di aver improvvisamente capito tutto, la seconda di non capire più niente". "Occhi marroni, pelle nera, sorrisi bianchi, vestiti rotti, piedi con la polvere - scrive Giulia - Voglio tornare perché è un altro mondo che noi non riusciamo neanche a immaginare, dove non riesci a dire le parole se non le hai sentite veramente formarsi dentro di te". Per Sara, poi, "mai come ora ho capito quale enorme differenza esista fra ascoltare e vedere. Ora mi rendo conto di quanto la mia mente sia ristretta, mi sembra di essere un animale con i paraocchi che fino ad ora non ha visto altro che il suo mondo".

Un film per le scuole

Lo scambio scolastico si è ampliato coinvolgendo anche le municipalità, le associazioni ambientaliste e le ong delle cinque città saheliane, che si sono "messe in rete" con ong, associazioni ambientaliste e municipalità di Torino per affrontare in modo innovativo e partecipativo il problema della gestione dei rifiuti in ambito urbano. Insomma, si tratta di un ampio progetto di cooperazione decentrata che proseguirà per i prossimi due anni, realizzato dalla Città di Torino con il finanziamento della Regione Piemonte e coordinato dall'ong Cisv, in collaborazione con Lvia e Mais.
E alla fine i diversi reportage, con tutte le loro emozioni e scoperte, sono diventati un film. Un cortometraggio di 15 minuti, realizzato con la supervisione del regista torinese Enrico Venditti, e presentato al Torino Film Festival. La videocassetta, insieme al kit didattico "Da rifiuto a risorsa", che raccoglie tutte le esperienze fatte, è disponibile per le scuole che vogliano cimentarsi in questa attività. Si possono richiedere i materiali a cisvcoop@libero.it.
Conclude la professoressa Testa: "Spero che i tanti regali ricevuti in e dal Senegal abbiano aperto cuori e cervelli dei ragazzi e che ognuno di loro, nel tempo, trovi la propria strada per tornarci".

Volontari per lo sviluppo - Novembre 2002
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