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ItaliaSmantellata la ''favela'' di Milano Con un'operazione coordinata tra polizia municipale, Nuir (Nucleo d'intervento rapido), Amsa e polizia di Stato, all'alba del 25 settembre è stata smantellata la tristemente famosa "favela del cimitero" di Milano: decine di baracche, costruite con legni e teli ma anche in muratura, occupate da alcune centinaia di extracomunitari di varie nazionalità, ucraini, peruviani, ecc. L'insediamento abusivo era situato nei pressi del cimitero di Greco, a ridosso della linea ferroviaria, non lontano dal nuovo Teatro degli Arcimboldi. Durante un controllo effettuato dai vigili urbani l'aprile scorso, erano state "censite" oltre 100 persone, raddoppiate nei mesi successivi. Già in passato la baraccopoli era stata evacuata dalla polizia, ma si era puntualmente riformata. Questa volta lo sgombero ha coinvolto diversi settori del Comune, tra cui Demanio, Traffico e Parchi e giardini, in modo da allontanare gli abusivi ma anche smantellare le baracche e rimuovere i materiali con cui venivano costruiti gli alloggi di fortuna. (Redattore sociale) |
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Attaccata ong a Karachi: 6 morti
A fine settembre due terroristi hanno attaccato la sede di un'organizzazione
assistenziale cristiana a Karachi, uccidendo sei persone e ferendone altre quattro. L'ong
si chiama Idare-e Amn-O-Insaf (pace e giustizia) e i suoi uffici, teatro della tragedia,
si trovano al terzo piano del Rimpa Palace, edificio di 12 piani nel centro della città
che ospita, tra l'altro, un ospedale.
Dei sei morti, tre erano di fede cristiana, gli altri mussulmani. L'accaduto contribuisce
a surriscaldare l'allarme delle ultime settimane, in cui si sono intensificati in Pakistan
gli arresti di presunti terroristi, accusati di aver partecipato all'ondata di attentati
rivolti soprattutto contro la comunità degli stranieri. (Vita)
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Scandaloso silenzio sulla strage di Itaba
Risalgono all'8 e 9 settembre i tragici fatti di sangue che hanno colpito il villaggio di Itaba in Burundi. Numerosi civili, per lo più donne e bambini, sono stati uccisi durante gli scontri tra le forze dell'ordine e i ribelli delle Fdd (Forze di difesa della democrazia). Si parla di migliaia di vittime civili, anche se il governo del Burundi segnala in una stima provvisoria 173 morti. Il silenzio che ha coperto per settimane questo massacro, e la carenza di notizie ufficiali in merito ha spinto la comunità locale, ancora in preda al panico, a chiedere un'inchiesta internazionale indipendente, per stabilire quanto realmente accaduto e individuare le responsabilità. (Unimondo)
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Muore il leader dei ribelli del Tibesti
Youssouf Togoimi, presidente del Movimento per la democrazia e la giustizia in Ciad (Mdjt), è morto il 24 settembre all'ospedale centrale di Tripoli. Lo ha riferito all'agenzia France Presse Youssouf Barkai, consigliere diplomatico e politico dell'ex ministro della difesa. Fondatore della formazione ribelle, nata nel 1998, Togoimi era rimasto ferito a fine agosto dall'esplosione di una mina nella regione nordoccidentale del Ciad, situata alle falde del massiccio del Tibesti. Un comunicato del governo di N'Djamena lo aveva dato per spacciato, con due gambe dilaniate dall'ordigno, mentre i ribelli avevano assicurato che si trattava solo di "lesioni leggere a un piede". Ricoverato in Libia, le sue condizioni sembravano migliorate. Martedì 24 settembre è invece sopraggiunta la morte. (Misna)
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Censura globale in Internet
Con una nuova legge il governo vietnamita concederà a imprese private di diventare fornitrici d'accesso alla rete Internet. Inoltre, tutti gli Internet-caffè del paese saranno obbligati a trasformarsi in agenzie delle imprese private fornitrici del servizio o a chiudere. Sempre secondo la nuova normativa, gli internauti che diffonderanno in rete informazioni non gradite al governo dovranno pagare multe fino a 1.500 euro. (Reporter senza frontiere)
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Libertà di stampaCeceniaFrelance di tutto il mondo unitevi Il 26 settembre di quest'anno è morto in Inguscezia (Cecenia) il giornalista inglese
Roderick John Scott. Era un frelance 29enne, inviato per la tv londinese "Frontline
Television News", che indagava sulle azioni dell'esercito russo contro i guerriglieri
ceceni. Il giornalista portava con sé una videocamera, alcune cassette e un passaporto
britannico con visto georgiano. Poco si sa sulle dinamiche dell'omicidio, e quasi nessuna
testata ha ripreso la notizia. |
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Novembre 2002
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