di Sergio Marelli
Direttore Focsiv, presidente Associazione ong italiane
Di fronte alla proposta del governo per la Legge finanziaria del 2003, non si può non
manifestare lo sconcerto nel constatare - ancora una volta - come le risorse destinate
all'Aiuto Pubblico allo Sviluppo per i paesi poveri vengano mantenute ai livelli di
quest'anno, fondi peraltro largamente insufficienti ad attuare una cooperazione
internazionale degna di un paese annoverato tra gli 8 grandi della terra.
Gli impegni assunti dall'Italia nei diversi ambiti internazionali, e più volte confermati
nel corso dei recenti Vertici mondiali - da Monterrey a Johannesburg - vengono
completamente disattesi da una finanziaria che conferma la non volontà del nostro governo
ad assumere le responsabilità che competono a un paese come il nostro.
E tutto ciò nonostante numerosi e autorevoli esponenti del governo, dopo l'11 settembre,
abbiano affermato - in un momento in cui le ferite aperte da intollerabili episodi di
violenza minano alla base la convivenza pacifica tra i popoli - che il vero strumento per
la lotta al terrorismo risiede nella cooperazione internazionale, e nella promozione di
uno sviluppo economico e sociale delle popolazioni che ancora vivono in condizioni di
povertà e di negazione dei diritti umani fondamentali.
È scandaloso che mentre si trovano risorse aggiuntive per la corsa agli armamenti (vedi
la programmata risalita del rapporto difesa/Pil tendente verso l'1,5%) e si è disposti a
investire ingenti fondi in una ulteriore, inutile e tragica guerra, non si trovino le
risorse necessarie per contribuire a sottrarre alla miseria centinaia di milioni di
poveri.
Già in occasione della presentazione del Documento di programmazione economica e
finanziaria, nel mese di luglio, le ong italiane avevano denunciato l'ambiguità delle
affermazioni rispetto agli obiettivi proposti per la cooperazione internazionale,
chiedendo un'urgente e concreta inversione di tendenza rispetto alla diminuzione dei fondi
destinati alla cooperazione con i paesi poveri.
Di fronte a questa situazione, oggi più che mai diventa urgente e prioritario che il
nostro Parlamento proceda alla riforma della legge sulla cooperazione allo sviluppo (Legge
49/87). E che da subito provveda con rimedi efficaci e sostanziali alla finanziaria 2003,
affinché inverta con decisione il decremento degli stanziamenti per l'Aiuto Pubblico allo
Sviluppo che oggi, con l'esigua percentuale dello 0,13% del Pil, relega l'Italia al
penultimo posto nella classifica dei paesi donatori.
Le richieste delle ong sono semplicemente quelle dei miliardi di poveri dei Sud del mondo
che chiedono giustizia, diritti, sviluppo, pari dignità: quanto ancora dovranno
aspettare?
Volontari per lo sviluppo -
Novembre 2002
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