di Sergio Marelli
presidente associazione ong italiane e direttore Volontari nel mondo-Focsiv
Stiamo vivendo una difficile transizione. I fatti dell'11 settembre e le scelte che i
governi hanno assunto nelle settimane successive - scelte per alcuni sofferte e laceranti
- sono lì a ricordare che la consapevolezza dei limiti delle istituzioni e delle
organizzazioni "tradizionali" non può condurre a prese di posizione
sempliciste, manipolate da schieramenti contrapposti o strumentalizzate per fini altri. Ci
sono dubbi enormi e una crescente sfiducia nei confronti delle istituzioni internazionali,
dei governi e del settore privato, e persino nei confronti delle ong; sfiducia e dubbi che
derivano da una serie di realtà con le quali ci dobbiamo ancora oggi confrontare, come la
povertà, il degrado ambientale, l'emarginazione delle donne e dei poveri, lo sfruttamento
dei bambini.
L'umanità è alla ricerca di un nuovo paradigma, forse ancora ricercato per ragioni
diverse, ma certamente riconosciuto come unica via per un futuro sostenibile.
Il mondo del volontariato, delle ong e dell'associazionismo è proiettato nella faticosa
definizione di una "nuova architettura politica, sociale e finanziaria", sta
tenacemente cercando di allargare il consenso su una prospettiva di società mondiale
inclusiva, che garantisca le pari opportunità a tutti gli uomini e le donne del pianeta.
Una ricerca che intravede chiaramente nuove frontiere. L'affermazione di un diritto
internazionale, la soggettività dei popoli e il loro diritto all'autodeterminazione, la
sussidiarietà della società civile organizzata, la "contaminazione" e il
coinvolgimento del settore privato, sono alcune di queste. Sembrano enormi, e forse lo
sono veramente, ma del resto sono le domande e gli ambiti di dialogo che dobbiamo
affrontare per consegnare un futuro migliore alle nuove generazioni dalle quali abbiamo
preso in prestito il nostro presente.
La certezza che ciò sia possibile non ci deriva unicamente dalla nostra abitudine a
condividere il lavoro e le "utopie" dei poveri, ma anche dall'aver ancora una
volta constatato la straordinaria capacità dell'essere umano di reagire, di ricominciare,
di esprimere solidarietà e vicinanza... in una parola, di essere segno di speranza.
Restiamo convinti che la strada maestra sia quella della formazione educativa che non può
prescindere da un'informazione corretta, diffusa e plurale. Per questo Volontari nel mondo
- Focsiv, con il nuovo progetto editoriale di Volontari per lo Sviluppo, che vede
coinvolti diversi organismi federati, ha ancora una volta scommesso sul comunicare la
diversità dando spazio ai soggetti del Sud, alle tante riflessioni fatte dentro e fuori
le nostre organizzazioni, portando alla ribalta le questioni dimenticate e lontane dalle
logiche della comunicazione mercantile...
Su questa strada, da sempre "Vita", il settimanale del no profit, è un alleato
prezioso che con questo numero rende evidente la collaborazione avviata fin dall'inizio
della sua pubblicazione con le realtà dell'associazionismo e in particolare del
volontariato internazionale. Allargare il bacino di persone cui si vuole offrire le
riflessioni e il punto di vista dei tanti nostri amici e partner dei paesi del Sud del
mondo, è un'ulteriore occasione per incrementare un'informazione orientata da criteri
diversi da quelli dell'insopportabile leggerezza della maggior parte dei messaggi che
quotidianamente raggiungono le nostre case.
Un'ulteriore possibilità, offerta a chi vorrà leggere le pagine di queste pubblicazioni,
di esercitare una "resistenza" alla volontà di massificarci in un indefinito e
insipiente settore di mercato.
Da gennaio, la prima settimana del mese, Volontari per lo Sviluppo esce nelle maggiori edicole di tutta Italia insieme a Vita, il settimanale del no profit. |
Volontari per lo sviluppo -
Dicembre 2001
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