
Foto di gruppo degli editori VpS
Non solo numeri
Pubblichiamo in queste pagine, come ogni anno, i bilanci degli organismi editori di Volontari
per lo Sviluppo. Oggi, però, il gruppo editoriale si è ingrandito, conta 13 ong e
la presenza della federazione nazionale Focsiv - Volontari nel mondo. Ci sembra importante
allora non rinchiuderci solo nei numeri dei bilanci - seppur così importanti - ma cercare
di capire che cosa rappresenta questo gruppo di associazioni, andando oltre le fantasiose
sigle che le identificano.
Da Roma a Milano, da Torino a Trieste, passando per Brescia, Ancona, Livorno, Bologna,
Verona, Cuneo, Cantù e Lodi siamo una realtà variegata, con una base popolare radicata
in otto regioni italiane.
Organismi di volontariato internazionale, ci definiamo. Ma quanti sono i volontari del
gruppo editoriale sparsi per il mondo? Abbiamo contato, a oggi, 174 volontari in 37 paesi
(vedi figura). L'Africa primeggia con presenze in 19 paesi, segue l'America Latina e
Caraibi con 14, per arrivare all'Asia e all'Europa con due paesi ciascuna. I nostri
"ponti culturali", i volontari, portano avanti ben 135 progetti di sviluppo, con
una media di 1,3 ogni progetto.
Ma se consideriamo il lavoro svolto in Italia vediamo che, senza contare il personale
stipendiato, i nostri organismi si basano soprattutto sul servizio gratuito di 413
persone. Ci riferiamo ai volontari che in modo costante e continuativo dedicano una parte
del loro tempo nei diversi settori degli organismi. Spesso ricoprono cariche elettive
fondamentali, che per Statuto delle associazioni devono essere non retribuite.
E veniamo ai soldi. Facendo due conti abbiamo scoperto che il gruppo editoriale
(federazione esclusa) nel 2000 ha potuto avvalersi di un budget complessivo di circa 40,3
miliardi di lire ovvero 20,8 milioni di euro. Ma come sono stati utilizzati questi soldi?
Facendo la media, otteniamo che il 71,7% del bilancio è finito in progetti di sviluppo
nel Sud del mondo, a fronte del 13,4% utilizzato per le spese di struttura. Alle attività
in Italia, educazione allo sviluppo e informazione (settore di cui la rivista fa parte) si
è consacrato in media il 12,7%. Alcuni organismi riportano altre attività, come
formazione, artigianato e commercio equo dove finiscono gli ultimi spiccioli percentuali.
La scelta privilegiata resta quindi quella dei progetti all'estero, piuttosto che gli
investimenti nel nostro paese.
Agostino Mantovani, presidente della Focsiv - Volontari nel mondo, commenta questi
dati: "Grazie alla rivista si può aumentare la conoscenza reciproca tra i diversi
organismi. I 174 volontari in servizio all'estero devono travasare la loro esperienza
sugli oltre quattrocento che lavorano in Italia. Questo serve da stimolo non solo per
migliorare la nostra progettualità, ma per arrivare a progetti realizzati con un livello
superiore di coordinamento tra le ong".
Esaminando le percentuali medie di spesa, riprende: "Ogni organismo tende a investire
il massimo nel Sud, per le grosse esigenze che alcuni paesi esprimono. Dovremo però
cercare anche nuove risorse, senza toglierne ai progetti - precisa il presidente - per
aumentare il nostro intervento nella società in cui viviamo. L'impegno in formazione e
conoscenza qui in Italia è fondamentale per cambiare i rapporti Nord-Sud".
"Anche per questo - ribadisce Mantovani - è importante l'apporto dei volontari, che
una volta rientrati devono essere protagonisti nei nostri organismi".
Le torte dei bilanci diventano così più vive: le possiamo mentalmente collegare a
realtà molto diverse tra loro, a grandi città sudamericane e a villaggi sperduti nella
savana, a paesini sulle Ande e ai sobborghi di città africane. Ci portano a volti di
indios, neri, mulatti. Ma anche a qualche centinaio di volontari sparsi in Italia e sui
continenti, che cercano di dialogare tra loro. Ci portano a una varietà grande di
situazioni e di storie di vita. Per percepire, almeno un po', anche quello che ci sta
dietro.

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