di Katia Bouc
Un tempo bisognava imbarcarsi su vascelli più o meno sicuri e intraprendere lunghi viaggi per venire a contatto con nuovi popoli e culture. Oggi, si dice, abbiamo il mondo in casa. Bastano un computer, un modem e il gioco è fatto. Con un po' di dimestichezza in Internet, ci si può ritrovare catapultati nel giro di pochi secondi nel più lontano luogo del pianeta - un viaggio virtuale, naturalmente. Eppure nella nostra società sempre più multietnica basta uscire per strada per incontrare l'altro. Il problema è che spesso non si sa come guardarlo negli occhi, come rivolgergli la parola. L'incontro con un'altra cultura continua a creare difficoltà e problemi. Che la tecnologia possa mettersi al nostro servizio in questo caso? Navigando senza meta nella Rete infinita ci siamo imbattuti in alcuni siti che raccolgono la sfida.
Era il lontano 1997 quando la 2ª A della scuola elementare Alberelli di Parma
intraprese l'opera. All'inizio si trattava di avvicinare il mondo della scuola e quello
della multimedialità. Poi, una volta imparato a usare il computer, si è sentito il
bisogno di impiegarlo in progetti concreti, che riguardassero la vita dei bambini,
provenienti da famiglie molto diverse fra loro per condizione sociale, cultura e valori.
È nato, così, Winny Pooh - ognuno di noi ha la sua segatura, l'importante è
condividerla, un'esperienza di educazione multiculturale. Risultato: un romanzo
scritto a più mani, le cui pagine sono il contributo di tante classi sparse per l'Italia
che hanno collaborato tramite Internet. I protagonisti della storia sono un bambino
italiano e una bambina straniera che vanno a scuola insieme e diventano molto amici,
superando le barriere culturali.
Molte altre le iniziative proposte: percorsi attraverso le religioni del mondo, l'arte, la
natura. Da segnalare il progetto Benvenuto fra noi! ovvero come aiutare i
compagni di scuola stranieri a imparare velocemente l'italiano: anche qui una storia, che
contiene le prime frasi necessarie per farsi capire, le parole che indicano gli oggetti
più comuni. Tutto questo è reperibile sul sito www.provincia.parma.it/scuole/separm13/www/INDEX.HTM.
Una delle grandi potenzialità della rete è far comunicare persone distanti, consentendo di mettere in comune i risultati raggiunti. È questo il tentativo del manuale interattivo Accepter la diversité della francese Accademia universale delle culture. Uno strumento rivolto a insegnanti ed educatori del mondo che intendono affrontare con i giovani il tema del "grande meticciato del terzo millennio". Partendo da una lista di argomenti di base, l'opera sarà il risultato delle diverse osservazioni pervenute al sito, con indicazioni generali sul metodo di educazione da utilizzare, che ogni insegnante dovrà poi adattare al contesto culturale della realtà in cui opera. Un modo per mettere insieme suggerimenti ed esperienze provenienti dai paesi più diversi, che possono influenzarsi a vicenda offrendo punti di vista opposti. Diretto da Umberto Eco, Furio Colombo e Jacques Le Goff. www.academie-universelle.asso.fr.
L'innovazione tecnologica può avere grosse influenze sulla didattica non solo per quanto riguarda i materiali da utilizzare, ma anche per il rapporto insegnante - studente. Un esempio è la sezione del sito Villaggio Volint del Vis (www.volint.it) dedicata all'educazione allo sviluppo. Si tratta di una scuola on-line, con tanto di corsi di specializzazione in cooperazione, in cui ogni studente partecipa da casa sua o da chissà dove, terminale alla mano, e interloquisce con i compagni e i docenti grazie alla posta elettronica. Spersonalizzante? Forse un po', ma permette anche a persone fisicamente molto lontane di abbattere le distanze di tempo e di spazio, ovviando alle esigenze familiari e lavorative di ognuno. Naturalmente occorre un buon livello di motivazione e di costanza, perché la mancanza della relazione faccia a faccia può indurre a trascurare le lezioni virtuali; per questo sono comunque previsti alcuni incontri "veri" fra partecipanti e professori.
Volontari per lo sviluppo -
Maggio 2001
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