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Banca Etica: istruzioni per l'usoIl chiaro successo di Banca Etica la vede sempre più presente sul territorio
nazionale, suddiviso in ben 57 circoscrizioni. Rimane comunque una banca virtuale, con la
sede centrale e lo sportello aperto al pubblico a Padova, con filiali a Milano, Roma,
Brescia, Vicenza, ed entro fine anno a Treviso e Firenze. Gli uffici informativi si
trovano a Modena e a Verona. Chiunque può accedere ai servizi tramite Internet e da qui
può operare, aprendo il proprio conto, controllandolo nella massima trasparenza e dando
disposizioni di bonifico. I servizi offerti sono quelli consueti, quindi Bancomat e carta
di credito, e per investire vi sono i certificati di deposito. E ancora: l'addebito dello
stipendio sul conto e il pagamento delle bollette. Rimane il problema cassa, risolto in
parte con la stipula di convenzioni con le Banche popolari di Milano, dell'Emilia, di
Sondrio e con gli Uffici postali. Il risparmiatore può avvalersi dello sportello Bancomat
del circuito delle banche di credito cooperativo a costo zero, mentre presso gli altri
sportelli paga 1800 lire di commissione; valore che, pur rimanendo al di sotto della
media, dovrebbe diminuire nel prossimo futuro. Un servizio quasi completo, che vedrà a
settembre l'installazione del Pos, richiesto soprattutto dalle botteghe del Terzo Mondo, e
in futuro l'utilizzo del chiostro informatico. Il primo che troviamo in Italia è quello
che Banca Etica ha installato presso una banca di credito cooperativo di Trento: una
postazione da cui con la carta d'identità si può accedere al proprio conto e operare a
distanza. |
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Le prime esperienze di finanza etica nacquero negli Stati Uniti intorno agli anni '20.
Si rivolgevano a coloro che desideravano comportarsi in modo coerente rispetto ai dettami
delle proprie confessioni religiose. I risparmiatori affidavano i soldi a intermediari
fidati che si impegnavano a non investire il denaro in settori quali la produzione di
armi, tabacco, alcool, materiali pornografici e gioco d'azzardo.
Negli anni '80, sulla spinta del crescente movimento ambientalista e pacifista, i criteri
degli investimenti etici si allargano: settori quali l'energia nucleare, i pesticidi, le
imprese altamente inquinanti, le società operanti sotto regimi dittatoriali o razzisti,
sono escluse dalla lista delle possibili realtà in cui investire. Nascono inoltre realtà
di finanza etica orientate a settori precisi, come quello della cooperazione allo
sviluppo, o quello educativo, nei quali gli intermediari si impegnano a investire in modo
esclusivo. Negli anni '90 le esperienze di finanza etica si moltiplicano lentamente in
molti paesi.
Fin dalla sua nascita, l'elemento distintivo della finanza etica è la trasparenza.
L'intermediario, vale a dire l'incaricato di scegliere dove investire il denaro dei propri
risparmiatori etici, pone molta attenzione alla trasparenza nella gestione, affidandosi a
strumenti quali il "bilancio sociale" (pubblicazione sistematica e dettagliata
di valutazione dei risultati sociali ottenuti) e il "comitato etico" (assemblea
di riconosciuta competenza ed eticità incaricata delle scelte etiche in materia di
investimenti).
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Microcrediti per macrobisogniLe persone che non rientrano nei ristretti parametri di garanzia stabiliti dalle banche
a chi si possono rivolgere per chiedere in prestito modeste somme di denaro? Esiste un
prodotto finanziario "alternativo" che possa porre rimedio alle carenze dei
servizi finanziari classici? |
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Ogni giorno gli speculatori finanziari investono più di 1.500 miliardi di dollari in
transazioni a breve termine. Approfittano delle improvvise oscillazioni dei tassi di
cambio delle valute per ottenere facili profitti, spostando enormi somme di denaro che in
pochi secondi hanno effetti devastanti sull'economia planetaria. Ma oggi, con l'adesione
di una serie di realtà appartenenti al mondo dell'associazionismo, arriva la campagna dal
titolo "Tobin Hood: una tassa per lo sviluppo". Scopo dell'iniziativa è
limitare proprio le transazioni a breve termine con l'introduzione di una tassa, che
prende il nome di James Tobin, suo inventore e premio Nobel per l'economia. "Con i
movimenti di capitale speculativi a breve e brevissimo termine - spiega Paolo Palazzi,
professore di Economia dello sviluppo presso la Facoltà di statistica alla Sapienza di
Roma e membro del Comitato scientifico per la Tobin Hood - si arrecano grossi danni ai
paesi. Per rendere queste operazioni più complicate, più difficili, uno degli strumenti
è quello di tassare i movimenti di capitale a breve termine. In questo modo chi specula,
compra e acquista azioni più volte nello stesso giorno dovrebbe limitare i suoi movimenti
finanziari per il costo che ne deriverebbe".
Un progetto ambizioso, una campagna che certo si troverà a dover affrontare l'ostilità
dei risparmiatori indifferenti e degli operatori di borsa che della speculazione hanno
fatto un mestiere. Ma com'è possibile sensibilizzare queste persone?
"Esistono diversi livelli d'azione - continua Palazzi - da quello della stampa e
dell'opinione pubblica a quello istituzionale. Il parlamento, le regioni e i comuni sono
tutti possibili interlocutori. Anche i parlamentari europei, dal momento che il movimento
per la tassazione è internazionale, dovrebbero essere sensibilizzati. Altro importante
luogo di sensibilizzazione è la scuola".
L'operazione si pone un duplice obiettivo: da una parte arrestare la speculazione delle
transazioni a breve termine, dall'altra raccogliere somme di denaro da riutilizzare a fini
etici. "In un periodo in cui vengono ridotte le risorse per i paesi in via di
sviluppo - conclude Palazzi - sono molte le organizzazioni internazionali che potrebbero
utilizzare al meglio questi fondi".
Un ragazzo seduto sullo scooter invia dal suo telefono cellulare l'ennesimo ordine
d'acquisto azionario su chissà quale mercato internazionale. Nient'altro che un
videogioco aperto sul mondo, una possibilità di "guadagno facile" legalizzata e
sistematicamente promossa dal nostro sistema economico. Ma quel ragazzo è cosciente delle
conseguenze del suo semplice gesto? Ha qualche vaga idea di come saranno utilizzati i suoi
risparmi?
Proprio per dare maggior consapevolezza, per far maturare una coscienza critica verso
regole e processi economici, Volontari nel mondo-Focsiv, con la collaborazione di altre
associazioni, porta avanti la Campagna nazionale sull'etica della finanza dal provocatorio
slogan "O la borsa o la vita".
Si tratta di un progetto rivolto agli educatori, ma soprattutto ai ragazzi dagli 11 ai 14
anni, finalizzato a rendere consapevoli dell'importanza di un impegno comune per affermare
una finanza orientata eticamente, e per ribadire il primato dell'uomo sull'economia. La
campagna, partita a marzo di quest'anno, comprende tre strumenti di sensibilizzazione:
| una tenda, dal titolo "Tenda dell'economia globale", che fino a ottobre toccherà ben 12 città italiane accogliendo i giovani interessati e offrendo loro materiale informativo; | |
| un concorso per gli allievi delle scuole che visiteranno la Tenda, nel corso del quale Nicolò Fabi selezionerà il miglior testo di canzone sul tema "il mondo che sogniamo"; | |
| un kit didattico da distribuire alle scuole composto di schede d'approfondimento sulla realtà economico finanziaria, un diario scolastico e un videogioco su cd rom sulla lotta agli speculatori che minacciano l'umanità. |
Info: tel. 06/6877867-6877796, web site: www.focsiv.it
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Tobin Tax: due esempi concretiL'introduzione di una tassazione sulle transazioni finanziarie a breve termine, per
contrastare le speculazioni, fa discutere il mondo della finanza. Da una parte le realtà
economiche legate alle reti delle ong cercano di promuoverne l'attuazione, dall'altra gli
economisti "tradizionali" affermano che l'utilizzo di tale tassa incoraggerebbe
la fuga di capitali verso i cosiddetti "paradisi fiscali". Gabriele Smussi |
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Come scegliere tra un istituto bancario e un altro? Quali sono le banche condannate per illeciti o che hanno sedi nei cosidetti "paradisi fiscali"? Per incominciare ad avere qualche risposta a questi interrogativi, nel mese di febbraio sono partiti 874 questionari ad altrettanti istituti bancari italiani. Mittente il Centro Nuovo Modello di Sviluppo che da tempo conduce ricerche sul comportamento socioambientale delle imprese. Trentasette domande che riguardano la struttura delle banche, le politiche generali, i rapporti con l'ambiente, il sud del mondo, le fabbriche di armi, diritti dei lavoratori, paradisi fiscali, ecc.. L'indagine sulle banche potrebbe portare alla pubblicazione di una "guida al risparmio critico", sulla scorta di quella "al consumo critico", edita dalla Emi, che ha riscosso grande successo. Non è detto, però, che l'indice di trasparenza del sistema bancario consenta un risultato di questo tipo. Per informazioni sull'andamento della ricerca: AltrEconomia 02/48953031 redazione@altreconomia.it.
Volontari per lo sviluppo -
Maggio 2001
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