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Editoriale

Spiragli ecumenici

di Toni Revelli

Quest'anno ci ha portato una gradita sorpresa: la celebrazione della Pasqua nello stesso giorno da parte di tutte le Chiese cristiane. Un fatto irrilevante, che non tocca il nostro mondo secolarizzato, i non credenti o i credenti in altre fedi? Nella prospettiva evangelica appare invece come un "segno dei tempi": il fatto che in molte città italiane si siano tenute anche celebrazioni in comune sta a indicare un dono di grazia e una risposta umana; un cammino verso il regno di Dio che si estende a tutti gli uomini, non solo ai cristiani. Un primo passo per poter essere fermento di unità in un mondo lacerato.

Non si tratta di "essere alla moda" o di "stare al passo con i tempi": sono forme schiavizzanti che non ci interessano. Semplicemente perseguiamo l'unità (non l'uniformità o il conformismo) nell'incontro e nella conciliazione delle diversità, e nella piena libertà.
Tutto ciò che costruisce unità ci interessa. Per questo partecipiamo al movimento ecumenico e alla ricerca di dialogo interreligioso.
Un mondo che viene appiattito e mortificato (ma non unificato) nelle sue originalità dai processi della "globalizzazione", intesa principalmente come estensione del dominio del denaro e dell'ideologia del capitalismo neoliberale: in realtà da questa globalizzazione non potranno nascere che ulteriori divisioni e lacerazioni. Già il continuo e progressivo allargamento della "forbice" che divide i paesi ricchi dai paesi poveri ne è un indicatore inequivocabile.
Voglio sottolineare l'importanza di un fatto che, osservato superficialmente, potrebbe apparire come una semplice coincidenza di calendario. Ma è un'occasione in più, per i credenti in Cristo, di offrire il proprio contributo alla "globalizzazione della solidarietà": contributo necessario e fondamentale, "lievito" (per parlare in termini evangelici) che fa fermentare la pasta umana. "Piccolo seme" che può passare inosservato o apparire insignificante per chi cerca solo potenza e ricchezza, abbagliato dai processi economici, abbinati eventualmente al dominio politico; ma un "piccolo seme" che, se trova terreno fertile, può crescere nei luoghi e nei modi più impensati.

È di questi giorni la grande notizia: i colossi dell'industria farmaceutica sono stati battuti dalla mobilitazione e dalla solidarietà popolare. A chi produce medicine in vista dei capitali che ne ricava e non per la salute della gente, è stato ricordato in chiari termini che "la salute è prima del profitto". Da accusatori (nei confronti del Sud Africa che si è sottratto al loro monopolio, procurando medicine altrettanto efficaci contro l'Aids a prezzi enormemente più bassi) sono passati sul banco degli imputati e hanno rinunciato (fosse pur solo per salvare la faccia) al processo, ritirando la denuncia.
Una vittoria della solidarietà e del primato dell'uomo sopra il denaro. Che non può lasciare indifferenti.

Unità fra le chiese, rispetto e collaborazione tra i credenti di fedi diverse, solidarietà popolare, richiamo ai valori fondamentali della convivenza umana, riaffermazione dell'inviolabile dignità di ogni persona umana: sono i diversi passi di un unico cammino, quello dell'umanità verso il suo Dio.
Un frutto di quella Pasqua in cui risorse colui che "morì non per la nazione, ma per riunire i figli di Dio dispersi" (Giovanni 11,52).

Volontari per lo sviluppo - Maggio 2001
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