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Firma di un accordo di pace
Il 12 dicembre, ad Algeri, Etiopia ed Eritrea hanno firmato un accordo di pace che mette fine a due anni di guerra e sei mesi di diplomazia sotto la mediazione dell'Algeria. Il testo presenta, tra l'altro, le procedure da seguire per la demarcazione delle frontiere, i compensi per i risarcimenti di guerra e un'inchiesta sulle responsabilità all'origine del conflitto e sui prigionieri di guerra. Sono previsti 4200 peacekeeper delle Nazioni Unite per aiutare il consolidamento della pace. Etiopi ed Eritrei accolgono freddamente la firma di Algeri. Si dice che l'amarezza di questa guerra sarà dura da mandar giù. (Anb-Bia).
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Mistero sulle elezioni
Jean-Bertrand Aristide è stato rieletto presidente di Haiti. Si insedierà il 7
febbraio 2001. Molte ombre oscurano il suo nuovo mandato: le contestazioni sulle elezioni
politiche di maggio, su cui non si è mai voluto far chiarezza; e l'ondata di violenza che
ha preceduto le presidenziali del 26 novembre, provocata soprattutto dai sostenitori del
neopresidente.
Eletto ufficialmente con il 91,7 % dei voti, Aristide ha ribadito l'intenzione di dare
spazi all'opposizione riservandole incarichi nel nuovo esecutivo. La proposta, però, è
stata rigettata dal gruppo di Convergenza democratica (Cd) - che raduna oltre una decina
di partiti di opposizione - che invece ha esortato la popolazione a mobilitarsi per
impedire l'insediamento al vertice dello Stato del leader della Fanmi Lavalas
(Famiglia Lavalas). Non si placano le accuse di frode elettorale contro Aristide. John
Compton, capo degli osservatori della Comunità del Caribe (Caricom) che hanno monitorato
le operazioni di voto, ha dichiarato che i dati ufficiali sull'affluenza alle urne
sopravanzano di molto quelli reali. Non il 60 % della popolazione si sarebbe recata a
votare, secondo Compton, ma solo il 15-20 %. L'Unione europea critica, in un comunicato, i
risultati delle ultime elezioni, perché non si è trovato un accordo, proposto
dall'Organizzazione degli Stati Americani, su due questioni essenziali: l'installazione di
un Consiglio elettorale provvisorio indipendente, che potesse rappresentare tutti i
settori del paese, e la soluzione delle dispute sulle elezioni del 21 maggio. Se non si
troverà rimedio, l'Unione europea potrebbe rivedere la sua politica degli aiuti nei
confronti di Haiti. (Misna, Haiti support group).
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Intolleranza religiosa nelle Molucche
Non si placa la violenza nelle Molucche centrali. Il 10 dicembre musulmani integralisti
hanno attaccato i villaggi cattolici di Korfutin e Korlokin sull'isola di Teor, est di
Ceram. Molte case sono state rase al suolo e la gente costretta a fuggire.
A causa degli scontri, nelle ultime settimane la situazione a Teor era sempre più tesa. I
cristiani hanno cominciato a lasciare l'isola con piccole imbarcazioni, raggiungendo le
isole Kei. E le minacce dei musulmani continuano: l'8 dicembre Paulina Kolatlena, ministro
della comunità protestante di Rumoy, è stata invitata a convertirsi all'Islam, pena la
morte. (Fides)
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Si archivia il caso Guatemala
Il 2 dicembre 1999 il premio Nobel per la pace Rigoberta Menchù aveva presentato una denuncia di fronte ai giudici della Audencia nacional spagnola, chiedendo giustizia per le atrocità compiute dagli squadroni della morte dal '62 al '96 e tuttora impunite in Guatemala. A questa iniziativa si sono unite molte associazioni per i diritti umani in tutto il mondo. Ma il 14 dicembre scorso l'Audiencia nacional ha archiviato il caso sostenendo che "questi delitti competono prioritariamente alla giustizia guatemalteca" e spiegando le differenze tra questo caso e quello cileno. Ma la Menchù non molla: "Se non trovo giustizia in Spagna, la troverò in un altro paese" afferma.
Volontari per lo sviluppo -
Gennaio-Febbraio 2001
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