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Recensioni

Rosa M. Amorevole
BANCA DEL TEMPO
EMI Edizioni - L. 10.000

"Devo portare il bambino in palestra e non so come fare". "Ho ospiti ma non tempo per cucinare". "Devo ritirare dei documenti ma non ci riesco". Dalla cura dei bambini al giardinaggio, dalla riparazione di un sifone al bricolage, dalle faccende domestiche alle pratiche d'ufficio... I problemi che ci assillano ogni giorno possono oggi trovare una soluzione, basta affidarsi alla Banca del Tempo, un vero e proprio istituto di credito in cui a essere amministrati non sono i soldi, ma le ore. Il meccanismo della BdT è molto semplice: chi sa fare qualcosa offre la propria disponibilità, e quando avrà bisogno chiederà a sua volta un servizio. Lo scambio è paritario: un'ora è sempre un'ora, che venga offerta da un insegnante o da un muratore. A ogni aderente viene intestato un regolare conto corrente-tempo e viene consegnato un libretto degli assegni-tempo. Unico obbligo, il pareggio periodico del conto, per cui chi va "in rosso" deve rientrare. Tra i meriti della Banca c'è quello di migliorare le relazioni umane o, per così dire, di "buon vicinato", che non hanno valore di mercato, ma migliorano la qualità della vita. Nel libro di Rosa Amorevole, coordinatrice del laboratorio delle BdT della provincia di Bologna, troviamo alcune "istruzioni per l'uso", utili sia per chi fa già parte di una BdT sia per chi desidera avviare iniziative analoghe. In particolare, si esaminano gli aspetti normativi, contabili, assicurativi, alla luce delle ormai numerose esperienze in atto. Un valido promemoria, per ricordarci che non sempre il tempo è denaro.

Antonella Valer
BILANCI DI GIUSTIZIA
EMI Edizioni - L. 15.000

Mangiare i pomodori dell'orto anziché quelli del supermercato, preparare i biscotti in casa invece di acquistarli già confezionati, andare al lavoro in autobus o in bicicletta anziché in automobile. Sono solo alcuni dei modi per diventare consumatori "leggeri", capaci cioè di soddisfare le proprie necessità senza compromettere le risorse economiche e naturali del pianeta condannando alla povertà ampi settori della popolazione attuale, insieme alle generazioni future. Molte famiglie (circa trecento nel nostro paese) hanno deciso di fare la prova, prendendo l'abitudine di calcolare il bilancia domestico di fine mese in modo che il dare e l'avere tengano conto di un criterio non strettamente monetario: la giustizia. Ogni spesa viene così collocata in una colonna diversa, a seconda che nel compierla si segua un criterio di eticità e sostenibilità ambientale, oppure no. Le esperienze e le testimonianze delle famiglie "bilanciste" sono raccolte in Bilanci di giustizia, un agile volumetto che insegna come consumare meno e vivere meglio. Ci sono, per esempio, le testimonianze di Claudio e Vittoria, che evitano di comprare abiti o giocattoli provenienti dai paesi in cui si sfrutta la manodopera minorile, o quelle di Cristiana e Sergio, che quando vanno in vacanza si comportano da turisti "eco-compatibili", o ancora quelle di Marina e Carmen, che hanno sostituito i regali natalizi con inviti "conviviali" a casa loro. Oltre al valore etico, il consumo responsabile presenta anche un positivo risvolto economico, perché le famiglie bilanciste risparmiano parecchio denaro. Ma come utilizzano, poi, i soldi risparmiati? Anche in questo caso, le idee non mancano: c'è chi affida il proprio malloppo alla banca etica, chi fa beneficenza, chi si abbona a riviste alternative, chi adotta un bambino a distanza. Non si tratta di iniziative isolate, perché la maggior parte dei bilancisti sono in contatto tra loro, si riuniscono periodicamente, si confrontano e si interrogano sui meccanismi che impoveriscono la nostra vita: il commercio internazionale, il debito estero, la manipolazione genetica. Convinti come sono che "il gusto per la vita derivi dall'agire responsabile nella comunità e non dai beni materiali".

Volontari per lo sviluppo - Gennaio 2000
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