Arrocco per magia

 

In qualunque competizione sportiva o meno, compito dell'arbitro è quello di garantire il rispetto delle regole. E, nell'ambito scacchistico, nulla sembra più palesemente infrangerle di quanto costituisce l'argomento di questo e del prossimo articolo: la mossa irregolare. L'attenzione sarà puntata ora su fatti realmente accaduti, mentre il prossimo articolo verterà più su curiosità legate alle mosse irregolari.

 

IL FATTO

Scaccomatto 2000, Novembre, Torino, 6. turno del Magistrale.

La partita tra i Grandi Maestri Miroljub Lazic e Aleksander Delchev va avanti normalmente per 22 mosse e mezzo.

1.d4 d6 2.e4 g6 3.Cc3 Ag7 4.Ae3 a6 5.a4 b6 6.f3 Cd7 7.Dd2 e6 8.h4 h5 9.Ag5 Ce7 10.Ch3 Ab7 11.Ae2 c5 12.dc5 dc5 13.Td1 Ce5 14.Df4 Db8 15.0-0 C5c6 16.Db8 Tb8 17.Af4 Tc8 18.Td6 Ad4 19.Rh1 Ta8 20.e5 Cf5 21.Td4 Ccd4 22.Ad3 c4 23.Ae4

A questo punto il colpo di scena: Delchev gioca 23...0-0-0 e ... la partita continua.

E' sorprendente che nessuno dei due esperti giocatori si sia reso conto dell'irregolarità della mossa, ma tant'è. Gli arbitri non sono presenti o comunque non così attenti, nessuno spettatore nota l'irregolarità, la partita prosegue e Lazic abbandona alla 56 mossa: 0-1.

Nel calcio, un'irregolarità tecnica può portare alla ripetizione della partita. Famoso il caso della partita Catanzaro-Novara, quando si infortunò un guardalinee e fu rimpiazzato da uno spettatore (il che è possibile) che si era spacciato per guardalinee (questo invece no). La partita terminò in parità, ma il Novara fece reclamo e la stessa venne ripetuta (per la cronaca: vinse il Catanzaro, ma questa è un'altra storia che irritò soprattutto il Verona, che si vide raggiunto dal Catanzaro stesso al terzo posto e quindi costretto allo spareggio per venire in A).

Esiste l'irregolarità tecnica negli scacchi? Poteva Lazic fare reclamo? Sì e no.

Vediamo cosa dice il regolamento internazionale del nostro gioco proprio a proposito di mosse illegali.

 

IL REGOLAMENTO

(7.4) Se nel corso di una partita si constata che è stata giocata una mossa illegale [...] dovrà essere ripristinata la posizione precedente l'irregolarità [...]. Gli orologi saranno ripristinati in base all'art. 6.13 e [...] si applicherà l'art. 4.3 alla mossa che sostituisce la mossa illegale. La partita dovrà poi continuare.

(6.13) Se si verifica un'irregolarità [...] l'arbitro deve usare il suo miglior discernimento per determinare i tempi che devono essere indicati dagli orologi.

(4.3a) [...] se il giocatore che ha la mossa deliberatamente tocca sulla scacchiera uno o più pezzi dello stesso colore, egli deve muovere [...] il primo pezzo toccato che possa essere mosso [...].

(4.4c) Se un giocatore, volendo arroccare, tocca il Re o Re e Torre nello stesso momento ma l'arrocco da quel lato è illegale, il giocatore deve scegliere se arroccare dall'altra parte, verificato che l'arrocco su quel lato sia legale, o muovere il suo Re. [...]

(5.1b) La partita è vinta dal giocatore il cui avversario dichiara di abbandonare. Ciò termina immediatamente la partita.

(13.1) L'arbitro deve controllare che il Regolamento per il gioco degli scacchi sia pienamente osservato.

 

IL VERDETTO

Lazic ha abbandonato.

Qualunque siano le ragioni per cui l'abbia fatto, l'abbandono ha posto termine alla partita (art. 5.1b). L'art. 7.4 recita chiaramente: ...nel corso di una partita... Di conseguenza, essendo la partita finita, l'articolo non poteva più essere applicato. Il risultato rimane quindi 0-1.

 

I FANTASCACCHI

Dopo quel magico arrocco lungo, la posizione è diventata sensibilmente vantaggiosa per Delchev che, infatti, ha finito per vincere senza troppi problemi. Ma ipotizziamo -anche perché, come vedremo più avanti, esiste un precedente- che i due giocatori si riducano in zeitnot e arrivino al controllo del tempo senza registrare le loro mosse e sia quindi necessario "ricostruire la partita su una seconda scacchiera sotto il controllo di un arbitro" (art. 8.5c). Ammettiamo che questi durante la ricostruzione si renda conto dell'irregolarità avvenuta alla 23 mossa. Non è necessario alcun reclamo: l'art. 13.1 impone all'arbitro di intervenire perché una mossa illegale è contro il regolamento degli scacchi. E le decisioni successive sono strettamente legate all'art. 6.13 (l'arbitro ragionevolmente ripristina sull'orologio 51 minuti per il Bianco e 54 per il Nero) e 4.4(c), obbligando il Nero a muovere il proprio Re.

La caduta dell'Ab7 avrebbe sicuramente deciso la partita a favore di Lazic. O forse no, se ci si rifà al summenzionato precedente: nel 1995, durante lo zonale di Ptuj (Slovenia), si giocava l'incontro tra Kindermann e Korchnoj. I database che riportano la partita si fermano abbastanza presto nel descrivere le mosse e ufficializzare la patta. Stupisce che Viktor il terribile abbia detto basta così presto ma c'è un retroscena. Korchnoj infatti arroccò corto dopo aver già mosso la Th8, ma la cosa venne rilevata solo durante la ricostruzione della partita dopo lo zeitnot. Forse perché così si usa, forse perché l'irregolarità non aveva effetti così devastanti come nel caso Lazic-Delchev, i due giocatori si accordarono immediatamente per la patta.

Un'ultima ipotesi fantascacchistica: cosa succede se un giocatore "perde" per il tempo e, prima di firmare il cartellino di gara, si mette ad analizzare la partita col suo avversario finendo per scoprire l'irregolarità?

Innanzitutto una precisazione. L'art. 12.3 recita: "Non è permessa alcuna analisi nella sala del torneo quando si svolgono partite, sia da parte dei giocatori che degli spettatori" e quindi di fatto proibisce di analizzare in sala torneo.

La risposta al quesito precedente: l'accenno alla firma del cartellino è ingannevole. Nessun articolo del regolamento dice che è una firma a sancire il risultato finale. Basta un qualunque atto volontario. E, a differenza di una ricostruzione -che è un elemento della partita in corso-, una analisi post-mortem, proprio perché "dopo la morte", è infallibile cartina al tornasole di una partita terminata. 

Sommario | Articolo Precedente

Centro d'Avviamento allo Sport