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N. 6 ne Il Giornale dell'Arte - reg.
Tribunale di Torino N.2917 del 4/2/1979 |
Il Museo, un incontro nuovo *
Palermo.
"Oggi visita al museo!" Un tempo era la possibilità di uscire dalla scuola, respirare aria di vacanza, interrompere la monotonia del quotidiano. Le opere d'arte esposte (ma con quale criterio?) attiravano più o meno l'attenzione degli allievi, potevano di volta in volta incuriosirli, ma senza lasciare tracce profonde nel loro bagaglio culturale, fatto di versi poetici e di formule matematiche.

Didattica "storica" guide al museo anni Settanta
Il
museo si visitava nel suo insieme, passando attraverso un'enorme quantità di
sale, progressivamente numerate, dove une serie infinita di capolavori ostentavano,
con sereno distacco, la loro bellezza e perfezione.La visita lasciava nei giovani
un bel ricordo dopo di che si ritornava sui banchi di scuola. Se pensiamo quanto
costa allestire, mantenere, gestire un museo, la visita di un tempo, episodica
e insignificante, appare un'occasione sprecata.
La decodifica di un testo artistico pone tali infinite connessioni con la cultura
del proprio tempo da arricchire infinitamente il bagaglio culturale e la formazione
della personalità dello studente.
Il museo deve integrarsi al sistema scolastico e diventare un laboratorio. Si
può andare un giorno al museo per verificare un lavoro condotto in classe su
di un'unica opera; per individuare, a gruppi, determinati generi artistici;
si può scegliere un determinato percorso che evidenzi una tematica precisa…una
tecnica particolare…
Il
museo per la scuola è ancora un obiettivo lontano?. In molti musei sono attivate
le sezioni didattiche, atte a gestire il rapporto con le scuole, attrezzate
con laboratori e materiali adeguati alle fasce scolari, capaci di coinvolgere
nel modo didatticamente più incisivo gli allievi. Se ciò è abituale in molti
musei d'Europa - persino al museo di Istambul esiste una attrezzatissima sezione
per bambini di concezione molto avanzata-nel nostro paese è una lenta conquista.
Qui molti musei non offrono neppure quei supporti informativi - pannelli ,piccole
guide, video ecc.- necessari per un sommario, generico approccio alla conoscenza.
Così la storia, il taglio delle collezioni, i criteri dell'allestimento, la
logica espositiva, le notizie sulle opere ed i loro autori, le scuole artistiche
restano argomenti per specialisti. Molti nostri musei sono ancora carenti di
spazi di accoglienza, attrezzati bookshops, servizi di ristoro…necessari complementi
di una struttura che non può essere concepita come puro, asettico luogo di godimento
spirituale, avulso dalla realtà. ANISA Palermo attua un rapporto (dal 1991)
con le istituzioni museali (Galleria regionale di Palazzo Abatellis, Galleria
comunale d'arte moderna E.Restivo) di vivace collaborazione, individuando itinerari,
elaborando in classe percorsi di studio che si integreranno con la visita al
museo, che costituirà momento di comprensione e di approfondimento (sono previste
schede di verifica) per un approccio didattico costruttivo, stimolante, culturalmente
proficuo. Il nuovo regime dell'autonomia scolastica permetterà di superare difficoltà
oggi esistenti, innescando processi didattici innovativi in particolare per
la scuola superiore, anche in considerazione della rivoluzione apportata dal
nuovo esame di stato che abituerà gli allievi ad uno studio più articolato,
pluridisciplinare, culturalmente motivato, consapevole delle realtà territoriali,
autenticamente formativo. Il cittadino del Duemila dovrà affrontare i valori
di una società in rapidissimo, ma non lineare sviluppo, conoscendo il proprio
passato ma anche il presente, per poter gestire al meglio il proprio futuro.
* Con questo titolo usciva fin dal 1977 nella collana IDEE CHIAVE dell'editore
Paravia di Torino accanto allo stimolante Italia cha scompare di G.G.Massara,
una guida al museo per alunni e insegnanti curata da M.L.Tibone Attraverso una
antologia di testi, tratti dai maggiori studiosi europei di museologia, ci si
proponeva un nuovo approccio, nuovi strumenti didattici ed un'ampia rosa di
possibili esercitazioni. A distanza di più vent'anni l'articolo da Palermo dimostra
che il cammino è stato lentissimo e l'aggiornamento didattico, nonostante gli
sforzi dell'ANISA, quasi inesistente.