Il 3 febbraio ci ha scritto
Marinella dal Guatemala
che da ottobre 2011 si trova, con
la sua famiglia, a San Juan La Laguna, sul lago Atitlan, nel Dipartimento di
Sololà, per realizzare il progetto
"Alma se Colores"
Amici!!!!!
Prima di tutto scusate il silenzio, e grazie
a tutti coloro che, nonostante ciò, hanno
scritto per avere notizie.
La
ragione di questo tacere (che non è
evidentemente da me!!!) sono stati i
problemi che abbiamo avuto subito dopo
Natale. Come molti di voi sanno (e Viola ed
il cugino Alberto possono testimoniare!) la
nostra prima casa era vicino ad una cantina.
L'alcolismo è sempre stato una piaga sociale
di Guatemala, ma noi, quando abbiamo scelto
quella casa, non avevamo idea di quanto
questo si fosse acuito negli ultimi anni.
Per farla breve, dopo infiniti tentativi di
mediazione con il padrone della cantina,
Marco è uscito una notte inviperito (giuro
che ha urlato, ed è tutto dire!!!!) per il
fracasso incredibile che, per l'ennesima
volta, stavano facendo gli ubriachi in
strada, rompendo bottiglie, vomitando,
picchiandosi. Il padrone della cantina ha
risposto molto aggressivamente, ed il giorno
dopo ha preso me per un braccio e mi ha
detto (chiaramente ubriaco) che questa è la
loro terra e non la nostra, e che se
volevamo continuare a vivere lì non lo
dovevamo infastidire più, e di fare
attenzione.
Siamo andati alla Polizia e dal Sindaco a
far denuncia, dopodichè però abbiamo cercato
in fretta e furia una nuova sistemazione.
Insomma, abbiamo annusato molto da vicino la
faccia brutta di un paese dove fame, miseria
e delinquenza stanno diventando sempre più
laceranti, una faccia della quale avevamo
letto più sul sito della Farnesina e sui
quotidiani locali, che avuto esperienza
diretta, perchè San Juan è un paradiso a
confronto del resto del paese. Ma tutto bene
quel che finisce bene, almeno per noi, che
abbiamo avuto l'opportunità di scegliere e
di spostarci da una situazione difficile.
Adesso viviamo nella "casa dei puffi", così
l'ha chiamata Giulio, per le dimensioni (27
metri quadri!), che per il colore della
doccia! E' un incanto. Le auto non passano
ed i bambini giocano fuori, senza pericoli,
tutto il tempo che non passano a scuola. E'
una zona molto molto povera, e questo,
scusate il giro di parole, ci arricchisce
tanto.
A
questo terremoto nella nostra vita
famigliare si è sommato un grande impegno
relativo al progetto: la ristrutturazione
della stanza al centro che ora è "la nostra
stanza" come dice Lencho con orgoglio, visto
quanto ci ha lavorato nelle vacanze di
Natale. E' la stanza "Alma de Colores",
dipinta da Micol, una meraviglia ventenne
che arriva dalla Sardegna.
Ma com'è il
vostro quotidiano mi avete chiesto in tanti?
Bello, complicato ed intenso.
Ogni
mattina, alle sette, partiamo: Marco ed Elia
verso il molo per prendere la barca per San
Marcos ed io e Giulio verso la materna di
San Juan. Attraversiamo la strada tra le
lamiere contorte che solo dopo un po' di
tempo abbiamo capito essere case. Piano
piano la gente si è abituata alla nostra
presenza ed alla nostra pelle bianca, e
così, sempre meno timidamente, tra il fumo
delle stufe su cui cuociono le tortillas e
la polvere dei pavimenti in terra battuta,
ci augurano "buenos dias", "que les vaya
bien", con sorrisi che si aprono come
farfalle e che aprono in noi mille domande
su cosa sia necessario per vivere con
l'animo sereno.
Ah,
inciso, Giulio va in bicicletta a scuola, e
mi ha chiesto specificamente di informarvi
che riesce a fare, senza scendere, tutta la
salita che porta al pueblo.
Lì
ci salutiamo, ognuno per la sua strada, ed
io arrivo al Centro, dove mi aspettano i
miei meravigliosi personaggi; Claudia,
Fabiola, Lencho, Obed, Sergio, Lucas, Billy,
Erick, Israel, Cristobal, Domingo.
Ognuno di loro ha una storia incredibile
alle spalle, di povertà, fatica e malattia e
su ognuno di loro ci sarebbe tanto da
scrivere. Mi accontento di informarvi del
fatto che Claudia e Lucas sono stati alla
Capitale dal neurologo, che ha loro
finalmente rivisto la terapia. Le spese
sono a carico di Alma de Colores (30 euro
al mese a testa), ma ciò che spero di tutto
cuore, è che questo serva a far smettere le
orrende convulsioni che segnano il loro
quaotidiano.
Tutti loro hanno lavorato come matti, dalle
vacanze di Natale all'altro ieri per la
ristrutturazione della "nostra" stanza.
Hanno caricato cemento, spaccato mattoni,
dipinto pareti, inchiodato lamiere, e poi
pulito, ordinato, ed ora, felici ci lavorano
dentro.
Il
lavoro procede bene, stiamo producendo
bigiotteria che speriamo presto di vendere,
anche se molti dei ragazzi inseriti nel
programma devono ancora acquisire abilità di
base (la puntualità, la pulizia personale, i
ritmi di lavoro e riposo etc). Soprattutto è
difficile, per i genitori, uscire dalla
logica agghiacciante della miseria. E'
difficile pensare che venire al centro sia
un investimento per il futuro,
l'opportunità di imparare un mestiere ed
avere poi un lavoro in regola. L'urgenza di
mangiare, difendersi dal freddo, curarsi, fa
sì che spesso i ragazzi siano assenti perchè
magari impegnati in lavori "senza futuro" ma
che fanno loro guadagnare subito una
manciata di quetzales, come, di questi
tempi, la raccolta del caffè.
E
certo il mio compito non è quello di
giudicare, ma ancora una volta, di farmi
provocare dalla durezza di questa realtà:
come si può pensare al futuro, quando la
morte è un evento che entra con tanta
facilità ad interrompere la vita? E la crisi
economica, nei paesi un via di sviluppo
altro non è che questo: è più facile morire
adesso. Qui nel dipartimento di Sololà,
negli ultimi due anni hanno chiuso sei
progetti sanitari.
La
"nostra" stanza dice Lencho, ed è così:
loro, vostra e mia. L'albero dipinto sulla
parete, sotto il quale lavoriamo (e che si
vede nella foto) è composto da tanti colpi
di spugna quante sono state le persone che,
dal 2003 ad oggi, ci hanno accompagnati
nella nostra strada, hanno creduto in questo
progetto, ed hanno sentito tutto il bene che
c'è in Centro Maya.
Ho
ricevuto ieri dall'ufficio progetti Coe la
notizia che il Ministero degli Affari Esteri
ha negato il finanziamento del progetto
(resta aperta la speranza almeno del parere
di conformità). questo significa che tutto
dipende dalle contribuzioni private...
Subito la cosa ci ha intristiti,
disorientati, avviliti, spaventati...è così
tanta la responsabilità che ci sentiamo
addosso...
Poi,
come al solito, è stato sufficiente guardare
fuori dalla finestra, vedere le sofferenze
di chi abita il nostro quotidiano e la
serenità con cui le affronta, per pensare
che non ci si deve abbattere, ma al
contrario mettere ancora più energia in
quello che crediamo un progetto di vero
sviluppo, una speranza concreta di riscatto.
Per
i più pazienti e caparbi, che sono arrivati
a leggere fino qui, mando anche l'informe
redatto da Leticia sulle attività del
centro, da cui traspare tutta la
professionalità, ma soprattutto la passione
di questa grande donna che, prima che
direttrice del Centro, è mamma.
Dedico le ultime due righe a dare il
benvenuto a Viola Mini, che arriverà a farci
visita a metà marzo, e che ci aiuta, come
tutti gli amici che hanno viaggiato fino qui
negli anni, a far sentire sempre più vicine
le nostre due terre.
con
affetto infinito
Mari
con Marco Elia Giulio
allego qualche foto, sperando di farvi
piacere...è stato così difficile
sceglierle!!!!
Nella caotica ed incerta
situazione che avvolge la discussione sulla Manovra bis, una sola decisione
sembra intoccabile: la riforma fiscale e assistenziale che
consenta di drenare 40 miliardi in tre anni dalle
tasche delle famiglie e dai servizi alle persone.
La riforma
dell’assistenza che è necessaria nel nostro Paese non è certo quella che il
Governo propone. Servizi migliori, più efficienti e
vicini ai diritti e ai bisogni delle persone, moderni e volti
all’inclusione anziché alla segregazione, sono lontanissimi dalla volontà di
chi intende comprimere ancora l’assistenza sociale,
piegandola alle esigenze di cassa, sacrificandola per evitare di assumere
decisioni che possano disturbare altre e più forti categorie di cittadini.
Le Federazioni
delle associazioni delle persone con disabilità (FAND e FISH),
rifiutano recisamente questa ipotesi che prelude al
confinamento e all’esclusione di disabili, bambini in difficoltà, non
autosufficienti.
ai Parlamentari della Camera dei
Deputati e del Senato della Repubblica
PER IL FINANZIAMENTO DEI LEA (Livelli essenziali di
assistenza) PER LE PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI
Flavio Lotti: “Non è
un discorso ideologico ma decisamente pragmatico. Non è un problema di coscienza
ma di utilità pubblica. E’ venuto il tempo di tagliare e rivedere completamente
la nostra spesa militare. E’ giusto continuare a spendere in questo modo 24
miliardi di euro all’anno? Ce lo possiamo permettere? E’ questo il modo migliore
per garantire la nostra sicurezza? Oppure ce ne sono altri?"
A
conclusione della Perugia-Assisi, convocata a cinquant'anni dalla prima Marcia
organizzata il 24 settembre 1961 da Aldo Capitini, le associazioni e gli Enti
promotori lanciano un nuovo appello per la pace e la fratellanza dei popoli, con
le seguenti proposte e impegni:. 1. Garantire a tutti il diritto al cibo e all'acqua.
2. Promuovere un lavoro dignitoso per tutti.
3. Investire sui giovani, sull'educazione e la cultura.
4. Disarmare la finanza e costruire un'economia di giustizia.
5. Ripudiare la guerra, tagliare le spese militari.
6. Difendere i beni comuni e il pianeta.
7. Promuovere il diritto a un'informazione libera e pluralista.
8. Fare dell'Onu la casa comune dell'umanità.
9. Investire sulla società civile e sullo sviluppo della democrazia
partecipativa.
10. Costruire società aperte e inclusive.
Il Gruppo si propone la produzione di
ricerche e report su aspetti generali e specifici del fenomeno utili per
avanzare proposte e progetti per il superamento delle discriminazioni rilevate
agli assessorati delle Pari Opportunità (e/o altri Amministratori competenti)
della Città e della Provincia di Torino.
Tassare del 3x1000 i patrimoni sopra i 5 milioni di euro e
innalzare l'imposizione fiscale sulle rendite dal 12,5% al 23%: queste le due
principali proposte della campagna Sbilanciamoci! per ridare equità fiscale e
giustizia sociale ad un paese che ne ha bisogno e per ribaltare la la logica
socialmente iniqua della manovra del governo Berlusconi. Solo dalla tassa
patrimoniale potrebbero entrare oltre 10 miliardi e 500 milioni di euro, mentre
dall'innalzamento dell'imposizione fiscale sulle rendite finanziarie potrebbero
maturare circa 5 miliardi di introiti. Si tratta in tutto di 15 miliardi di
euro: lo stesso ammontare che la manovra del governo vuole tagliare agli enti
locali, alle regioni e alla sanità.
(Questa campagna è parte della Marcia
Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, che partirà dalla Nuova Zelanda il 2
ottobre 2009, proclamata dall'ONU Giornata mondiale della nonviolenza,
passerà per un centinaio di paesi in tutti i continenti e terminerà nelle
Ande argentine il 2 gennaio 2010. Informazioni:
http://www.marciamondiale.org/
NO poverty NO aids
“Lavoreremo per […] ideare e mettere in opera un pacchetto
per la prevenzione, la terapia e la cura dell’HIV/AIDS, allo scopo di
avvicinarci il più possibile all’obiettivo stabilito per il 2010
dell’accesso universale alle cure”.Dichiarazione finale del Summit G8 di
Gleneagles, 2005
Dall’inizio degli anni ‘80 ad oggi, l’AIDS ha ucciso circa 30 milioni di
persone: l’equivalente dell’intera popolazione di un paese come il Canada!
Il virus dell’HIV è la prima causa di morte in Africa e la quarta a livello
mondiale.
Fermare la pandemia è possibile attraverso azioni concrete per garantire
l’accesso universale alle cure mediche per tutti gli oltre 42 milioni di
persone che attualmente risultano infettati dal virus.