di Paolo Romagnoli
È facile vivere a Milano? Dipende. Milano nasconde nelle sue pieghe, nelle sue
"terre di mezzo", sacche di disagio e povertà, problemi irrisolti ma anche
ricchezze inaspettate.
Per scoprire che cosa c'è dietro la Milano "da bene" il Celim e Terre di mezzo,
il giornale di strada, hanno proposto di entrare nella "città nascosta",
incontrare le persone dimenticate, le più comuni situazioni di precarietà, i luoghi
difficili, ma anche le risorse inaspettate che la città attinge dalla sua stessa
fantasia, come la solidarietà del volontariato. Il tutto grazie a "Terre
sottosopra", una caccia al tesoro assolutamente originale.
Nella sua prima edizione, nel giugno scorso, la caccia ha visto "affrontarsi
goliardicamente" 31 equipaggi da 4 persone per un totale di 124 partecipanti più
circa 150 collaboratori messi a disposizione dalle associazioni. La manifestazione ha
ottenuto grande "visibilità", grazie anche alla presenza delle televisioni in
via San Vittore, dove sono state costruite 30 celle con materiale di recupero davanti al
quarto raggio del carcere milanese, in pieno centro città.
Quando poi 120 persone hanno allestito 30 camere da letto con abat-jour, peluches, candele
e zanzariera in Corso Vittorio Emanuele, in pieno sabato sera, l'avvenimento ha raggiunto
il suo apice. Per ricordare, con l'associazione Cena dell'Amicizia, chi in strada ci dorme
tutti i giorni.
Partners della "caccia" l'associazione Olinda dell'ex-ospedale psichiatrico
Paolo Pini; l'Aias Associazione italiana assistenza spastici, l'Uildm Unione italiana
lotta alla distrofia muscolare, la Cooperativa Chico Mendes, Magazine 2, la rivista della
casa circondariale di San Vittore, Opera Nomadi di Milano, Mani Tese, Wwf Lombardia,
Associazione cena dell'amicizia, Associazione di volontariato "Insieme nelle terre di
mezzo" e molti altri collaboratori.
I premi? Ai vincitori un viaggio di turismo responsabile per quattro persone in Albania,
offerto da Volontari per lo Sviluppo Cta, per i secondi quattro campi natura con il Wwf ,
poi week-end di trekking, buoni acquisto, abbonamenti a riviste di stampa alternativa,
prodotti del commercio equo...
Delle 30 squadre che sono arrivate alla fine (una sola si è persa), due hanno giocato con un ragazzo disabile, un paio si sono permesse lo straniero. Il momento più intenso è scattato alle 17. In via Morigi e al Parco Sempione, ai banchetti della Unione italiana lotta alla distrofia muscolare, tutte le squadre si sono presentate con una carrozzina a disposizione o un amico disabile per percorrere la strada fino a via Rovello, segnata da barriere architettoniche e fatiche quotidiane di chi ha una disabilità. La prova è stata corredata da due risposte che i puntigliosi volontari della Uildm hanno preteso precise e che in pochi sono in grado di dare: quanti sono i gradini che al cinema Vip impediscono l'ingresso ai disabili appassionati di cinema e come fa una persona in carrozzina ad andare da piazzale Lotto a via Arici, usando mezzi forniti dal servizio pubblico. La seconda risposta, l'hanno sbagliata tutti, anche perché l'Azienda municipale trasporti ha fornito indicazioni errate. Poi, più che una gara, la prova è diventata una faticosa camminata, con due momenti topici: il tentativo di schiacciare il campanello dell'hotel London, in via Rovello, ad altezza basket e quello, per lo più vano, di attivare un bancomat.
Poco dopo è scattata la prova supermercato: scambiereste il vostro Nescafé appena
acquistato o un altro pezzo forte della vostra spesa del sabato con una confezione di
caffè equo o solidale offerta da alcuni sciamannati tutti sudore e buone maniere? C'è
chi l'ha fatto. Le squadre, raccolte le residue forze, si sono scatenate davanti a quattro
supermercati e in breve tempo hanno scambiato le confezioni di caffè ricevute dai
volontari dell'associazione Chico Mendes con formaggini, patatine, brioches, e, cosa che
dà maggiore punteggio, caffè d'altre marche e prodotti Nestlé. Per poi essere colti in
contropiede dalla domanda "Dove sorge a Milano il tiglio che ricorda Chico
Mendes?". Per chi non lo sapesse, è in piazza Fontana.
Dopo circa 12 ore di fatiche la sadica giuria ha ancora chiesto alle squadre di reperire
una persona straniera per preparare una ricetta del proprio Paese. Poi l'assalto ai tavoli
della festa finale nell'ex-ospedale psichiatrico Paolo Pini dove il concerto di Massimo
Bubola ha inaugurato la tradizionale festa d'estate "Da vicino nessuno è
normale".
È proprio il caso di dirlo.
Per chi volesse riprodurre la caccia al tesoro nella propria città può contattare il Celim (02/58316324) o Terre di mezzo (02/48953031).
Volontari per lo sviluppo -
Ottobre 2000
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