GLI UFO AL PARLAMENTO EUROPEO

La vera storia della "proposta Regge"

di Edoardo Russo

 

Dalla fine di novembre 1989 ai primi mesi del 1991, il Belgio fu l’inspiegabile bersaglio di un’enorme serie di apparizioni di misteriosi oggetti volanti che, spesso a bassa quota, emozionarono e preoccuparono per mesi l’opinione pubblica del piccolo paese europeo. Centinaia, migliaia di persone riversarono le proprie testimonianze sulle forze di polizia, le forze armate e soprattutto gli ufologi della SOBEPS (Societé Belge d’Etudes des Phénomènes Spatiaux). Fra le personalità belghe della scienza, della cultura e della politica che si interessarono più o meno attivamente di UFO in quei mesi, vi era Elio Di Rupo, un eurodeputato del partito socialista, figlio di immigrati italiani (poi divenuto nel ’94 vicepresidente del consiglio dei ministri e successivamente travolto dallo scandalo Dutroux a fine ‘96).

Ma la grande ondata di avvistamenti di triangoli volanti sul Belgio rimase praticamente confinata all’interno di quel paese. Fu invece un altro evento, avvenuto alla fine del 1990, a rappresentare la proverbiale goccia che fece traboccare il vaso e innescò una serie di eventi potenzialmente fondamentali per lo sviluppo dell’ufologia, portando addirittura l’argomento UFO davanti al Parlamento Europeo.

La sera del 5 novembre, un oggetto infuocato seguito da una lunga scia fece la sua fugace apparizione nei cieli di mezza Europa, causando sorpresa ed allarme in migliaia di occasionali osservatori in Spagna, Francia, Italia, Belgio, Svizzera e Germania. L’eccezionale spettacolo celeste venne successivamente identificato come il rientro atmosferico di un razzo sovietico, ma intanto aveva fatto credere a molti che una flotta di UFO avesse veramente sorvolato l’Europa.

A quel punto i tempi erano maturi e Di Rupo fu pronto a prendere l’iniziativa e il 7 novembre depositò al Parlamento Europeo una proposta di risoluzione che invitasse la Commissione della Comunità Europea (CE) a creare a breve termine un "Centro europeo di osservazione degli UFO" che centralizzasse la raccolta delle "singole osservazioni segnalate dai cittadini europei e dalle istituzioni (militari e scientifiche)" e l’organizzazione di "campagne scientifiche di osservazione", in considerazione che numerosi cittadini di molti paesi europei, tra cui persone degne di fede, affermavano da diversi anni di aver osservato fenomeni celesti inspiegati accomunati agli UFO e che "parte della popolazione si preoccupa per la frequenza di tali fenomeni".

Il 25 gennaio 1991 il Presidente del Parlamento Europeo deferì la proposta di risoluzione dell’on. Di Rupo alla Commissione per l’energia, la ricerca e la tecnologia (CERT) per l’esame di merito. A distanza di soli tre giorni la CERT decise di elaborare una sua relazione e nominò relatore il fisico Tullio Regge, europarlamentare italiano e membro della Commissione stessa.

 

CHI È REGGE

Tullio Regge è uno degli scienziati italiani più noti. Nato a Torino nel 1931, si è laureato in fisica nel 1952 e dal ‘54 al ‘56 ha perfezionato i suoi studi all’Università di Rochester (New York). Dal 1962 è stato professore ordinario di teoria della relatività all’Università di Torino. Dal 1965 al 1979 ha fatto attività di ricerca presso il prestigioso Institute for Advanced Studies di Princeton, negli USA. Da alcuni anni insegna teorie quantistiche della materia al Politecnico di Torino.

Sono fondamentali i suoi contributi alla fisica delle alte energie, ed ha svolto importanti ricerche sulla teoria relativistica degli urti, sui fenomeni delle basse atmosfere e sulla gravità discreta, che gli hanno valso diversi premi e riconoscimenti scientifici (premio Heineman dell’American Physical Society nel 1964, medaglia Einstein nel 1979, medaglia Powell della Società Europea di Fisica nel 1987).

Oltre alla didattica e alla ricerca, svolge un’intensa attività di divulgazione scientifica in numerosi articoli (dal 1978 collabora al quotidiano La Stampa) e libri ("Spazio, tempo, relatività", 1981,"Cronache dell’universo", 1981; "Le meraviglie del reale", 1987; "Gli eredi di Prometeo", 1993), oltre a vari impegni civili e sociali, in particolare a favore dei disabili.

Nel 1990 venne eletto al Parlamento Europeo come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano, e per quattro anni ha fatto parte della Commissione Energia, Ricerca e Tecnologia.

Da sempre scettico dichiarato nei confronti del paranormale, sostiene le iniziative e collabora alle attività del Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale (CICAP, la versione italiana del gruppo spagnolo ARP). E nel paranormale Regge ha purtroppo sempre compreso anche gli UFO. Prima di essere incaricato della relazione al Parlamento Europeo, il suo pensiero in campo ufologico era sintetizzato dalla seguente citazione, tratta da un suo articolo del 1981: "Le storie di dischi volanti mi irritano per la loro banalità e mancanza di fantasia. Quasi tutti gli astronomi sono favorevoli, con cautela, all’esistenza di vita extraterrestre ma cercare di immaginarla avendo come modello certi filmetti televisivi è pura follia".

 

L’INCHIESTA E LE POLEMICHE

Come lui stesso ha poi raccontato: "Sono sempre stato scettico sulle storie che si raccontano sugli Ufo, ma non ho potuto tirarmi indietro, e la stesura del rapporto è risultata più divertente del previsto.

Non potendo condurre da solo una inchiesta su di un fenomeno così vasto che preoccupa da decenni l'opinione pubblica, ho cominciato a scrivere a tutte le forze aeree dei paesi comunitari chiedendo il loro parere sull'argomento."

Quasi nessuno rispose però. Da alcuni colleghi francesi, Regge aveva intanto appreso dell’esistenza in Francia del SEPRA, l’ufficio creato nel 1977 in seno al Centre National d’Etudes Spatiales per occuparsi di UFO. Prese contatto e ne rimase ben impressionato, tanto da convincersi che la strada giusta non era quella di istituire un centro europeo di raccolta dati ufologici ma invece di trasformare il SEPRA dandogli un ambito europeo.

Dopo aver raccolto informazioni da varie fonti, Regge presentò un primo progetto di relazione, che venne discusso dalla CERT nelle riunioni del 20 gennaio 1992, 25 marzo 1992, 23 aprile 1992, 25 giugno 1992 e 15 febbraio 1993.

Fu a questo punto che la notizia trapelò con crescente clamore sui mass media di tutto il mondo e proprio perché alla riunione di febbraio scoppiò la polemica: due europarlamentari laboristi britannici, che videro nella proposta di risoluzione in tema di UFO un’insperata occasione di rinfocolare la loro annosa polemica anti-europeista (e con un occhio agli umori dei propri elettori), dichiarandosi indignati della sola eventualità che la Comunità Europea ipotizzasse di spendere soldi per studiare i dischi volanti.

Scriverà poi lo stesso Regge: "Sono stato preso alla sprovvista dalla scorrettezza di certi miei colleghi in Parlamento. Ad una seduta della Cert sono apparsi due laboristi inglesi, Glyn Ford e Robert Bowe, mi hanno accusato di far perdere tempo al Parlamento Europeo e di voler finanziare la ricerca sugli Ufo. Mi sono accorto che era totalmente irrilevante cosa avessi detto nel rapporto, che non avevano letto: volevano solo sfruttare la notizia a scopi politici e per ragioni demagogiche. E' seguita da parte della stampa inglese una lunga e violenta serie di attacchi contro il mio progetto di relazione, distorcendone o reinventandone il contenuto."

Paradossalmente, infatti, la relazione Regge rispondeva di no alla proposta di Di Rupo. Invece il coro unanime dei mass media costruiva la notizia opposta: "La CEE ha incaricato Tullio Regge di studiare gli extraterrestri". Lo stesso Regge si trovò a dover ripetutamente precisare che non era affatto avvenuta la costituzione di un Centro ufologico comunitario di cui il fisico italiano sarebbe stato addirittura direttore.

Dapprima in un suo articolo apparso il 23 febbraio sulla prima pagina del quotidiano La Stampa (di cui è frequente collaboratore), poi in un più lungo intervento sul supplemento settimanale dello stesso quotidiano, "Tuttoscienze", del 3 marzo e in un’intervista rilasciata al telegiornale scientifico di RAI3, "Leonardo", del 2 marzo, Regge negò tale suo ruolo precisando che l’incarico affidatogli si limitava a redigere un rapporto sugli UFO che sarebbe servito al Parlamento Europeo per pronunciarsi sull’opportunità di istituire un Centro che si occupasse della questione UFO, "ma non di pronunciarsi sulla natura delle apparizioni".

Del "rapporto Regge" si sono poi impossessati gli ufologi, e lo scienziato non l’ha affatto gradito, in particolare quando nell’aprile di quello stesso anno il Centro ufologico nazionale (CUN) italiano annunciò che Tullio Regge aveva accettato di partecipare con una relazione a San Marino al suo Simposio internazionale sugli oggetti volanti non identificati e i fenomeni aerei anomali, e che anzi avrebbe addirittura dovuto presiedere una tavola rotonda fra gli oratori. Regge reagì seccato: "Preciso che non ho affatto partecipato ai lavori del Simposio e che anzi, invitato dal signor Roberto Pinotti, segretario del CUN, che insisteva per una mia partecipazione, ebbi l'impressione che anche il solo mostrarmi avrebbe prodotto reazioni indesiderate. Per pura cortesia, ho spedito via fax una mia dichiarazione, nella quale ho solamente ripetuto, condensati, alcuni temi generici sugli UFO già espressi nel mio rapporto, ed ho terminato con un invito al silenzio. La mia dichiarazione è stata invece "fatta propria" e votata dai partecipanti al Simposio, e dal mio testo Pinotti o chi per lui ha tratto un comunicato stampa che diceva praticamente l'opposto, attribuendomi scorrettamente l'intenzione di voler creare senza indugio un nuovo centro di ricerca ufologica.

Contrariamente a quanto taluni hanno interesse a far credere, ho nulla a che fare con le iniziative di San Marino, e non esiste alcun legame né formale né di collaborazione con certi ufologi estremisti, che peraltro hanno continuato ad impestarmi di telefonate ma da cui giro al largo. Ho anche accettato di incontrarmi con Pinotti ed un suo collega, ma smentisco che per il mio incarico mi fosse necessario od utile il supporto del loro centro, come affermato in un bollettino del CUN, se non altro per la buona e semplice ragione che la mia proposta di relazione era già stata preparata e perfino discussa in Commissione a quella data.

D'altra parte gli ufologi premono da tempo per entrare di diritto nel mondo della ricerca e non mi stupisce se qualche volta sono tentati di stravolgere le parole altrui portando acqua al proprio mulino. Certi comportamenti dimostrano solamente come sia facile la frottola in certi ambienti."

 

LA RELAZIONE E LA PROPOSTA

Nonostante tutte le polemiche e i vari tentativi di coinvolgimento a destra e a sinistra, Tullio Regge arrivò alla stesura definitiva della sua relazione e della conseguente proposta di risoluzione, presentata il 17 agosto 1993 alla sua commissione.

Come previsto, la "proposta Regge" venne approvata all'unanimità dalla CERT il 9 dicembre 1993 e avrebbe dovuto essere discussa in seduta plenaria dall'Assemblea di Strasburgo nella sessione del 21 gennaio ‘94.

All'ultimo momento però l'argomento non venne incluso tra gli argomenti all'ordine del giorno, a seguito della violenta campagna condotta dalla stampa inglese su istigazione dei parlamentari laburisti che già avevano criticato Regge nei mesi precedenti.

Per evitare che la proposta decadesse senza alcun seguito, la stessa Commissione Energia Ricerca e Tecnologia discusse e approvò (nuovamente all’unanimità) il 20 febbraio ’94 una nuova versione della proposta di risoluzione e della relazione di accompagnamento, che Regge aveva parzialmente rielaborato proprio per cercare di evitare certe critiche ed accuse.

Il testo della nuova versione era sostanzialmente conforme alla precedente, con qualche spostamento, qualche taglio non rilevante ed alcune aggiunte formali, intese a rispondere preliminarmente alle contestazioni di cui si è detto, ma utili a meglio inquadrare l'atteggiamento di Regge nei confronti del problema UFO e del suo studio.

Ma alla fine il progetto non venne né discusso né tantomeno votato in aula: fu semplicemente messo da parte e dimenticato, finché a giugno finì la legislatura e alle successive elezioni Regge non si presentò più alle elezioni europee, ma tornò a fare il docente universitario a tempo pieno. E di UFO non ha più quasi voluto parlare, anzi all’eppoca ebbe cura di precisare il suo sollievo: "Sono stufo di dover rispondere e chiedere rettifiche e non nascondo un certo sollievo all'idea di non dovermi più occupare di dischi volanti. Prego quindi giornalisti e ufologi di non chiamarmi più, almeno fin quando un Ufo sarà atterrato sul tetto del Parlamento Europeo."

 

IL (NON) SEGUITO

In seguito, Tullio Regge ha rotto il silenzio ufologico in poche occasioni: per scrivere la sua versione dei fatti relativi all’incarico "ufologico" affidatogli dalla CERT, in un articolo pubblicato nel 1994 sulla rivista Scienza & paranormale (edita dal comitato scettico del CICAP); nel 1995 per scrivere un articolo sdegnato su Tuttoscienze quando i dirigenti del Centro Ufologico Nazionale impedirono l’ingresso dell’inviato di quel settimanale, Matteo Leone, al convegno che si svolgeva a San Marino sul controverso filmato dell’"autopsia dell’alieno", per la sola ragione che Leone era socio del Centro Italiano Studi Ufologici, che si era fin dall’inizio pronunciato criticamente contro il filmato (che il CUN invece appoggiava apertamente); in un duro articolo intitolato Star Trick (ovvero "trucchi stellari") sulla rivista MicroMega, nel febbraio 1999, prendendosela con il filone New Age del contattismo e con la pseudo-ufologia commerciale da baraccone che imperversa da alcuni anni anche in Italia.

In questi anni abbiamo avuto occasione di incontrarci o parlarci più volte: l’argomento UFO non gli interessa in effetti più di tanto e considera la sua esperienza un’avventura conclusa. Ogni tanto ritrova qualche documento o pubblicazione sugli UFO, fra quelli che gli erano stati fatti pervenire da mezzo mondo, e gentilmente me li ha fatti avere per gli archivi del Centro Italiano Studi Ufologici (CISU).

Qualche mese fa, il 12 maggio 2000, Regge è tornato a parlare pubblicamente di UFO al Salone internazionale del libro di Torino, e ci siamo ritrovati insieme come relatori alla conferenza stampa di presentazione di un libro di taglio abbastanza scettico sull’argomento, alla redazione del quale hanno partecipato anche alcuni soci del CISU, e al quale Regge ha eccezionalmente accettato di scrivere la prefazione. In quella sede ha nuovamente raccontato come andarono le cose al Parlamento Europeo, e dopo la conferenza abbiamo mangiato un boccone insieme. La sua posizione non è cambiata: si è reso conto ed accetta che esistano fenomeni anomali, che merita studiare; apprezza l’impegno e il lavoro degli ufologi (non di tutti, beninteso, ma di alcuni); ma non intende più farsi coinvolgere.

Per l’ufologia seria è stato estremamente positivo che Tullio Regge, anche per il ruolo che riveste all’interno della comunità scientifica, sia giunto alla conclusione che meriti condurre un lavoro di ricerca e di corretta informazione su un fenomeno così vasto che preoccupa da decenni l’opinione pubblica, anche se le sue motivazioni risiedono principalmente nel timore circa il ritorno dell’irrazionalismo come "grave attacco alla conoscenza scientifica" e anche se alla fine la sua relazione è rimasta lettera morta.

In più di un senso, si è trattato del più alto livello di riconoscimento pubblico mai ottenuto dal fenomeno UFO; più ancora delle sedute all’ONU nel 1978 (che per i più rimasero una bizzarria dovuta alla fissazione di un dittatorello del terzo mondo) e di quelle alla Camera Alta inglese del 1978-79 (anch’esse facilmente liquidate come esempio delle proverbiale eccentricità dei Lord inglesi). La relazione di Regge e la sua proposta di risoluzione furono infatti non solo redatte da uno dei maggiori scienziati europei ma anche fatte proprie all’unanimità dall’organo tecnico-scientifico (a Commissione Energia Ricerca e Tecnologia) della massima assise politica dell’Europa occidentale.

Spetterà alla storia (sia pure la nostra petite historie) giudicare se sia stata solamente un’occasione perduta o invece un passo non secondario nella progressiva accettazione dell’ufologia come legittimo argomento di studio scientifico.

 

Torino, 23 novembre 2000