Le indagini di Nick Pope

 

ILMinistero della difesa inglese raccontato dall’interno

DI EDOARDO RUSSO E PAOLO TOSELLI

 

Alcuni mesi or sono ha suscitato sconcerto negli ambienti conservatori del Regno Unito la dichiarazione di un portavoce del Ministero della Difesa secondo la quale gli UFO erano indiscutibilmente di provenienza extraterrestre. L’autore di questa clamorosa affermazione è Nick Pope, l’uomo incaricato di gestire le inchieste sui casi di avvistamento UFO al Sec(AS)2a, ovvero il Secretariat (Air Staff) 2a, un ufficio di segreteria che è incaricato del collegamento tra il Ministero della Difesa e la RAF (Royal Air Force), ma svolge anche funzioni di pubbliche relazioni.

Nick Pope, 32 anni, vive a Londra e dopo aver completato gli studi ha svolto alcuni lavori temporanei prima di entrare a far parte, nel 1985, del Ministry of Defence (MoD). Nel corso degli anni ha ricoperto numerosi incarichi, che vanno dal predisporre fascicoli di sintesi per gli ufficiali più anziani, al coinvolgimento nella iniziativa di abilitare anche le donne al ruolo di piloti nella Royal Air Force. È stato inoltre occupato per un certo periodo nella redazione di rapporti sulla Guerra del Golfo e i conflitti in Bosnia. Dal 1991 al 1994, Pope è stato responsabile delle indagini sugli avvistamenti UFO per il Ministero. Il suo compito era di valutare se esisteva o meno l’evidenza di una minaccia per il Regno Unito.

«Fino al 1991 ero scettico sul paranormale - dichiara Pope -. Non credevo negli UFO e, comunque, pensavo che le esperienze paranormali accadevano solo agli sprovveduti. La mia conversione fu lenta. Oggi ritengo che alcuni avvistamenti UFO sono probabilmente di origine extraterrestre. Non sono diventato matto. Non sono neanche diventato fideisticamente cieco, ma la conclusione a cui sono giunto l’unica che si conforma ai dati».

A causa di queste sue affermazioni sempre più persone hanno iniziato a riferirsi a lui come il vero Fox Mulder.

«Lavorando al Ministero - prosegue Pope - ho avuto accesso ad ogni genere di informazioni interne, e quando conducevo le mie indagini avevo contatti con vari ufficiali della Royal Air Force, potevo richiedere le registrazioni radariche, recarmi dai testimoni e parlare con loro, confrontarmi con il Royal Observatory di Greenwich, potevo fare ogni genere di controllo e verifica per andare alla fonte degli avvistamenti. Verifiche che risultano difficili da compiere a ricercatori UFO civili».

 

LE INDAGINI UFFICIALI

Uno dei casi che più ha contribuito a convincere Pope dell’esistenza di velivoli con tecnologie apparentemente più avanzate della nostra è accaduto alla fine del dicembre 1980.

A seguito dell’osservazione di misteriose luci da parte di due addetti alla sicurezza della base aerea di Woodbridge, nel Suffolk, all’interno della foresta di Rendlesham, si è verificato un insolito movimento di mezzi militari appartenenti alle basi RAF di Bentwaters e Woodbridge, due strutture presidiate dagli americani in una regione a nord-est di Londra. L’oggetto visto dalle guardie non era sicuramente un aereo. Avvicinandosi alle luci, constatarono la presenza di un oggetto di forma triangolare diverso da qualunque altra cosa avessero visto prima. Le indagini condotte nel corso degli anni dagli ufologi hanno portato a ritenere che qualcosa di molto particolare accadde quella notte: sul terreno furono rinvenute depressioni anomale e uno dei testimoni soffrì di inspiegabili malesseri dovuti probabilmente all’esposizione a radiazioni. Secondo Pope, il Ministero della Difesa ha sprecato una buona occasione nel non indagare accuratamente l’incidente all’epoca.

«Il 31 marzo 1993 - aggiunge Pope - abbiamo avuto un caso in cui personale della RAF e agenti di polizia riferirono la presenza di un oggetto sopra la Britannia. È stato visto dalle guardie addette alla sorveglianza della base RAF di Cosford. Dopodiché fu visto dal personale dell’ufficio meteorologico della base RAF di Shawbury. L’oggetto emetteva un raggio luminoso diretto verso la campagna. È stato udito anche un debole ronzio. Il giorno dopo i telefoni non cessavano di squillare, ho ricevuto decine di segnalazioni. C’era ovviamente qualcosa in volo: ci fu una vera e propria grande ondata di avvistamenti sopra il Regno Unito, quella notte: alcuni erano di semplici luci in cielo, altri di oggetti strutturati. Sull’accaduto relazionai ai miei superiori e, sorprendentemente, il mio capo-divisione (che era sempre stato incredibilmente scettico sull’argomento) sottoscrisse il mio rapporto e lo rilanciò lungo la linea gerarchica, finché arrivò al vice-capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica. Il mio rapporto in sostanza diceva: "questo è quel che è successo, cosa dovremmo farne?". La risposta che ci tornò indietro fu del tipo: "Be’, avete fatto un lavoro completo di indagine, ma qualunque cosa fosse ormai se n’è andato e non c’è molto che possiamo farci adesso". Fu incredibilmente frustrante, ma il fatto che il caso venne mischiato con la questione collegata ma del tutto indipendente dell’Aurora: anche chi accettava la mia conclusione che un velivolo triangolare ci avesse sorvolato quella notte pensava che fosse stato l’aereo ipersonico americano, sulla cui presenza in basi americane nel nostro paese in quel periodo si susseguivano interrogazioni parlamentari».

Naturalmente, non tutti i casi restano non identificati. Molte segnalazioni hanno infatti una spiegazione convenzionale. Ma anche dopo le indagini condotte dal Ministero resta una percentuale tra il 5 e il 10 per cento che sfida ogni possibilità di spiegazione in termini convenzionali, e per questi episodi, secondo Pope, è probabile che ci troviamo di fronte a oggetti provenienti da altrove.

Nel corso dei suoi tre anni di permanenza in quell’ufficio, Nick Pope ha ricevuto pochissimi rapporti da personale militare, una dozzina in tutto, e il funzionario lo spiega col fatto che i militari sono ancora timorosi del ridicolo. «Ho parlato dell’argomento in molti corsi o seminari, e spesso dipendenti della Difesa mi avvicinavano e mi confidavano cose del tipo: "Stavo volando dalla Germania verso l’Inghil-terra quando uno strano velivolo mi ha sorpassato a velocità folle, ma non ho fatto rapporto perché non voglio diventare quello del disco volante". Poi c’è la mancanza di conoscenza della struttura: il sistema nazionale di reporting è difettoso: anche se in teoria ogni rapporto di militari ed ogni segnalazione pervenuta ad aeroporti civili o alla polizia avrebbe dovuto essere trasmesso al Sec(AS)2a, in alcune regioni funzionava così ed in altre no, anche solo perché i vari responsabili sono trasferiti abbastanza rapidamente e non tutti i nuovi si rendono conto subito che devono trasmetterci questo tipo di rapporti. Le basi militari hanno in dotazione il modulo di segnalazione UFO, ma non esiste alcuna Procedura Operativa Standard (le istruzioni che specificano cosa fare in ogni situazione) per le segnalazioni UFO: ho tentato di proporla, ma mi è stato detto chiaramente che non era il caso. Quindi se un UFO appare improvvisamente su una base militare, il rapporto viene trattato come il sorvolo da parte di un aereo non autorizzato. Questo costituisce senza dubbio una minaccia alla sicurezza nazionale, perché se qualcosa arriva su un’area militare allora le nostre difese si sono già dimostrate non all’altezza».

 

L’APERTURA DEGLI ARCHIVI

Nel corso della sua permanenza all’Air Staff 2a, Pope cercò di instaurare anche un clima di collaborazione con gli ufologi britannici. Ed infatti, a sorpresa, nella primavera del 1992 Nick Pope inviò una lettera circolare ad alcune associazioni ufologiche inglesi per precisare il contenuto degli archivi ministeriali sugli UFO, il tipo di segnalazioni ricevute e i termini della disponibilità a fornire informazioni. In particolare, il funzionario precisava che i casi ricevuti da quando era in carica erano tutti luci notturne od oggetti diurni osservati a distanza, e nessun incontro ravvicinato. Veniva anche precisato che nei casi del terzo tipo (quelli con presenza di entità animate), trattandosi di episodi che la Difesa inglese non indaga, eventuali nuovi testimoni sarebbero stati incoraggiati a rivolgersi alle organizzazioni ufologiche. A completare il quadro, il Ministero si offriva di rispondere a richieste specifiche su singoli casi, col limite che l’archivio dell’AS-2 contiene solo i casi dal 1985 in poi; dei precedenti, quelli anteriori al 1967, i documenti venivano distrutti ogni cinque anni (anche se Nick Pope ha rintracciato in archivio alcuni schedari degli anni ‘50 che ora sono consultabili al Public Record Office), e quelli dal 1967 al 1984 erano stati archiviati e sarebbero rimasti riservati per 30 anni (prassi ordinaria per i documenti della burocrazia ministeriale inglese).

Si è così scoperto che dal 1967, quando venne istituito l’archivio del MoD sulle segnalazioni ricevute da basi militari, aeroporti civili, stazioni della guardia costiera e uffici di polizia - tutti enti incaricati di trasmettere dati al Ministero -, la media dei casi raccolti è stata di 300 all’anno, con punte massime di 750 casi nel 1978 e 600 nel 1981. Naturalmente la gran maggioranza dei rapporti è stata spiegata in termini prosaici. In totale, a partire dagli anni ‘50, il Ministero della Difesa inglese ha accumulato informazioni su più di 8.000 avvistamenti UFO, molti dei quali però restano non accessibili al pubblico proprio a causa della cosiddetta "legge dei trent’anni".

Tra i casi declassificati ritroviamo un documento in cui viene riferito che nell’aprile 1957 due aerei della RAF sono stati inviati a intercettare due UFO sopra lo Stretto della Manica. I due oggetti furono osservati visivamente, ma i jet non furono in grado di rilevarli sul loro radar. Il Comando riferì al Ministero che si poteva ritenere che gli oggetti fossero due jet della RAF in esercitazione.

In un altro caso, accaduto la notte del 13 agosto 1953, un jet Venom della RAF fu fatto decollare per intercettare un UFO rilevato dal radar. Il bersaglio si muoveva molto velocemente sopra la East Anglia. Il pilota non vide nulla, ma due altri caccia indirizzati all’inseguimento ebbero «un breve contatto».

Nel 1963, un oggetto che assomigliava a un disco volante fu visto da due avieri librarsi sopra un hangar della base RAF di Cosford, vicino Wolverhampton. Un documento del MoD precisa che «mentre lo stavano osservando notarono una botola leggermente aperta nella parte superiore». Un’inchiesta interna scartò il caso come «uno scherzo di giovani buontemponi».

In altri casi, i militari hanno ammesso che non sono riusciti a trovare spiegazioni. Nel 1962 la polizia della RAF intraprese una indagine dopo che un motociclista che si trovava vicino a Luton alle prime ore del mattino vide «un oggetto simile a un hovercraft volare a circa dieci metri dal suolo. Una forza sconosciuta rallentò il suo avanzare a meno di 30 chilometri orari. Quindi l’oggetto volò via». La polizia locale dichiarò di ritenere credibile il resoconto dell’uomo.

I dossier contengono un altro caso accaduto nel dicembre 1961, in cui quattro agenti di polizia di Hessle, Humberside, videro «una luce gialla intensa muoversi in assoluto silenzio nel cielo». La osservarono per 20 minuti finché si allontanò a sud di Grimsby. La RAF confermò che in quel momento non era in corso alcuna attività aerea.

 

SALVIAMO LA FACCIATA !

Contemporaneamente al rilascio di questi casi, avvenuto alla fine del 1994, un portavoce del Ministero della Difesa ha volutamente precisato: «Non ci lasciamo coinvolgere in una discussione sull’esistenza o meno della vita su altri pianeti, ma possiamo assicurare che non esiste alcuna cospirazione. Non c’è nessuno tra noi con le orecchie a punta».

Questa posizione ufficiale stata ribadita nel corso del programma televisivo Newsight del secondo canale della BBC andato in onda il 24 maggio scorso, a cui Pope ha partecipato come ospite. In tale occasione, il Ministero della Difesa si è premurato di fornire alla rete televisiva una dichiarazione secondo la quale «per quanto ne sappiamo, nessuno ha mai stabilito la consistenza di una minaccia per la difesa in riferimento a qualsivoglia avvistamento UFO. E nessuno ha fornito la prova per convincerci che astronavi aliene abbiano mai penetrato lo spazio aereo britannico».

Prontamente, Pope ribatteva di ritenere che era evidente che velivoli di origine sconosciuta sono penetrati e continuano a penetrare l’area difensiva del Regno Unito. «Ci è accaduto in diverse occasioni. Abbiamo l’evidenza radarica,... in alcuni casi aerei intercettori sono stati guidati sul bersaglio. Tutto ciò è reale, anche se non possiamo dire con certezza cosa siano queste cose». Ma nessun’altro oltre a Pope pare credere a ciò all’interno del Ministero.

Tuttavia, ancor prima di Pope, dal 1969 al 1972, fu Ralph Noyes, ora in pensione, a ricoprire la carica di Defence Secretariat 8 (come era denominato l’Air Staff 2A prima della riorganizzazione). Anche lui iniziò ad occuparsi di UFO da scettico. Poi, si convinse che, malgrado il 95% dei casi poteva essere spiegato in termini razionali, restavano degli episodi che nessuno era in grado di comprendere. Lui stesso ebbe modo di osservare un UFO sopra Londra nel 1984. Le sue conclusioni furono simili a quelle di Pope. «Esiste un fenomeno persistente che coinvolge questo pianeta - dichiarò Noyes, che si manifesta in modo estremamente bizzarro e che sembra indicare un certo grado di intelligenza».

 

POPE ESCE ALLO SCOPERTO

Oggi, Nick Pope lavora ancora per il MoD dove ha raggiunto il livello di Higher Executive Officer, che equivale al grado di Maggiore nell’esercito britannico. Malgrado non sia più coinvolto nelle indagini ufficiali sugli UFO, Pope continua a coltivare un forte interesse per l’argomento, occasionalmente si occupa ancora privatamente di alcuni avvistamenti, ma soprattutto è divenuto un ospite fisso di conferenze e convegni ufologici, da quando lo scorso mese di giugno uscito il suo libro intitolato Open Skies, Closed Minds (Cieli aperti, menti chiuse), in cui descrive il suo punto di vista sul fenomeno UFO, con una particolare attenzione alle ricerche e indagini da lui condotte per il MoD.

«Ho deciso di scrivere un libro sulla mia esperienza perché penso che ci sia molto lavoro da fare: c’è un fenomeno reale, e questo non viene apprezzato dal resto del dipartimento e nemmeno dal pubblico, al di fuori della "lobby ufologica". Scrivendo il libro penso di spingere l’argomento verso il pubblico, dicendo "guardate che non sono solo titoloni sulle riviste scandalistiche". C’è qualcosa di reale che ha implicazioni per la difesa nazionale. Open Skies, Closed Minds è stato scritto in parte anche per rivolgermi al ministero: i miei superiori non l’hanno apprezzato ma pensavo che altra gente (impiegati civili, personale della RAF) l’avrebbe letto e avrebbe concluso: "Sì, c’è qualcosa di vero nell’argomento"».

Molta gente si è chiesta se il suo libro nonsia in conflitto con l’Official Secrets Act (la legge inglese sulla segretezza degli atti pubblici), ma lo stesso Pope ha precisato che proprio dopo la guerra del Golfo c’è stato un grande cambiamento nell’interpretazione della legge: «Prima c’era un vero e proprio divieto, ma dopo che il comandante in capo delle forze britanniche, il generale Sir Peter de la Billiere, ha pubblicato il suo libro, be’ parecchi dipendenti ministeriali si sono detti: "Allora posso farlo anch’io"».

In effetti, all’interno del ministero c’era una fazione che non voleva la pubblicazione del libro: Pope aveva sottoposto il testo alla Publication Clearance Branch, l’ufficio del MoD che controlla e censura ad esempio i libri dei militari inglesi recentemente apparsi sulla Guerra del Golfo. Con sua enorme sorpresa - e per la prima volta, a quanto ne sa - il manoscritto gli venne restituito con una letterina nella quale si diceva che il testo era «assolutamente inaccettabile per il ministero e al di là di ogni ragionevole aggiustamento», cosa che non successa neppure per alcuni libri particolarmente aggressivi, che contenevano informazioni sensazionali sul ruolo delle operazioni SAS nel Golfo.

Ma alla domanda se ritiene che ci sia una qualche sorta di cover-up da parte del Ministero della Difesa, ciòè che il Ministero stia nascondendo informazioni risolutive, Pope risponde francamente: «Non penso che ci sia un cover-up sugli UFO, penso che alcune persone stiano semplicemente coprendo la loro ignoranza sull’argomento, quello che io chiamo il "fattore imbarazzo". Forse c’è chi crede che ci siano davvero velivoli sconosciuti che penetrano nel nostro spazio aereo senza che sappiamo cosa sono e cosa farne: è più semplice screditare l’argomento. Ma non credo che a Whitehall ci siano prove certe che gli UFO siano extraterrestri. E non tutti al MoD la pensano come me: ci sono credenti e scettici, gente che mi appoggia e altri che pensano che io sia un suonato».

A chi gli domanda se il Sec(AS)2a possa essere solo un ente di facciata, Pope risponde che quell’ufficio è la fine di tutti i rapporti, tranne per il fatto che a volte si ricorre ad altri reparti specializzati per un parere tecnico. «Ma non c’è un’organizzazione segreta che si prende i casi migliori, in questi tre anni me ne sarei reso conto, o mi sarebbe stato fatto sapere qualcosa, anche solo perché trasmettessi i dati che ricevevo dal pubblico».

Pensando all’ufficio UFO del Ministero lo si immagina come un gruppo di indagine, ma secondo quanto riferisce Pope la segreteria si limita a ricevere le segnalazioni dei testimoni, per lettera o per telefono. «Se volevo ulteriori informazioni, facevo delle telefonate». Circa i casi in cui ufficiali militari avrebbero interrogato testimoni, offre due possibili spiegazioni: il primo quello di impostori che si spacciano per ufficiali della RAF, anche in divisa (un fenomeno ben documentato, più diffuso di quel che si creda, e in campo ufologico c’è anche l’aura di mistero); oppure qualche iniziativa locale: «è sbagliato pensare al MoD o alla RAF come a una singola entità dove tutto definito e documentato: si tratta di organizzazioni enormi, burocratiche, e in burocrazia talvolta il centro perde controllo della periferia: è possibile che a livello locale l’Ufficiale di Pubbliche Relazioni prenda l’iniziativa di verificare un rapporto locale, perché ha un suo interesse personale o anche solo per mostrare un interesse ufficiale, per mantenere relazioni con la comunità circostante. Ricordo il caso di un ufficiale della RAF che mi informò di aver visitato un testimone perché risiedeva vicino alla base. A volte invece la sicurezza potrebbe sospettare che un caso UFO sia ad esempio relativo a qualcosa caduto da un aereo, o cose simili».

In realtà, il dipartimento Sec(AS)2a non si è mai propriamente dedicato allo studio degli UFO. Nick Pope (e come lui, chiunque altro nella sua posizione) era autorizzato a impiegare circa il 10% del suo tempo nella trattazione dei rapporti UFO, che, per la maggior parte, erano molto concisi (una pagina) e giungevano dalle basi della RAF.

Nick Pope venne promosso nel luglio 1994 e la sua partenza rischia di riportare al punto di partenza il processo di apertura del Ministero. Il suo successore, miss Kerry Philpott, denominata "la zitella di ghiaccio", ha infatti fatto rigorosamente propria la linea ufficiale: «Il solo interesse del Ministero della Difesa (in relazione alle osservazioni aeree inesplicate) si riferisce alla possibilità di una minaccia alla sicurezza del Regno Unito; una volta che ci siamo convinti che la sicurezza nazionale non è stata violata il nostro interesse negli avvistamenti non ha più ragione d’essere».