UFO, FANTASCIENZA E CINEMA: UN LEGAME DA STUDIARE

di Fabrizio Dividi

Il rapporto tra UFO e cinematografia è l’oggetto di un progetto di ricerca del CISU che raccoglie e cataloga le pellicole che in qualche modo hanno punti di contatto con l’ufologia. Si tratta di un catalogo che, a differenza di altri elenchi incentrati sul tema fantascientifico dell’invasione aliena, è costruito in un ottica fortemente ufologica. Delle tre categorie principali nelle quali sono suddivise le pellicole, la prima è infatti riservata ai film ufologici in senso stretto, quelli cioè che sono legati ad aspetti significativi del fenomeno UFO e del suo studio, quali ad esempio Incontri ravvicinati del terzo tipo, ma anche Strange Invaders, Occhi dalle stelle, o il più recente Bagliori nel buio. Alla seconda categoria appartengono invece quei film che prendono spunto dall’arrivo dell’astronave aliena come semplice punto di partenza per sviluppare tematiche - fantascientifiche e non -, comunque non collegate direttamente con la fenomenologia UFO. Esempi di questo tipo possono essere La cosa di un altro mondo, o Le ragazze della terra sono facili oppure Fratello di un altro pianeta. La terza categoria, infine, comprende tutte le citazioni - più o meno fortuite - degli UFO o dell’ufologia sotto forma di brevi sequenze o di semplici battute.

Parliamo ora di numeri. Centottantasei sono i film catalogati dalla nostra ricerca, compresi nelle tre categorie citate. La cosa dall’altro mondo e Ultimatum alla terra entrambi del 1951 danno inizio all’epopea dei dischi volanti come meglio non si sarebbe potuto. In percentuale, i film di categoria A, direttamente legati a tematiche ufologiche, sono la minoranza con il 22%, appena un quinto dell’intera produzione cinematografica analizzata.

A seguire, con il 30% dei titoli, si pone la categoria B, il restante 48% riguarda invece film della categoria C.

Questi ultimi formano la grande maggioranza delle pellicole, a dimostrazione di un legame proporzionale con il crescente interesse dell’opinione pubblica e ad una sua conoscenza più precisa del fenomeno. A riprova di ciò possiamo osservare il grafico dei dati della distribuzione per decennio dei film di categoria C. Se trascuriamo un lieve calo del numero di film di questo gruppo raccolti negli anni ‘70, peraltro parzialmente compensato da un picco nella produzione di film della categoria A, notiamo una crescita costante rispetto agli anni ‘50. Gli anni ‘90 sono sotto di qualche unità, ma non dimentichiamo che manca più di un anno al 2000 ed è conseguentemente plausibile un’ulteriore crescita del 20-25%. Ciò conferma le nostre precedenti ipotesi in merito ad una sempre più diffusa conoscenza dell’argomento, ormai stabilmente radicato nell’immaginario collettivo.

Le poche unità C degli anni ‘50 fanno da contrappunto al picco record di categorie B. Infatti questi anni corrispondono alla grande stagione della fantascienza classica, e non solo cinematografica; nel contempo il fenomeno degli avvistamenti ufologici e della loro indagine, in parole povere la nascita dell’ufologia in quanto disciplina specifica di studio, non sono ancora pienamente codificati dai media di quel periodo. E’ quindi normale che la fantascienza d’invasione prevarichi l’ufologia molto più di quanto accadrà nei decenni seguenti.

Un’ultima considerazione: il picco di film di categoria A, ben al di sopra della media annua degli altri decenni, si manifesta negli anni ‘70 e, a ben guardare, il grosso dei film di questo genere si concentra alla fine del decennio, non a caso sull’onda del capolavoro di Spielberg Incontri ravvicinati del terzo tipo.


[© 1998 CISU - tratto da UFO - Rivista di informazione ufologica del Centro Italiano Studi Ufologici n. 21, novembre 1998]


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