FULMINI GLOBULARI

IL PROGETTO DI CATALOGAZIONE
DELLE OSSERVAZIONI ITALIANE

Pensate a una palla luminosa che compare all’improvviso a mezz’aria e si muove in modo che pare non casuale, quasi intelligente. Poco dopo esplode con fragore o, a seconda dei casi, svanisce silenziosamente senza lasciar traccia alcuna, a volte solo uno strano odore. Può attraversare corpi solidi senza danneggiarli, oppure provocare danni a cose e persone.

La scienza lo chiama fulmine globulare (o più brevemente BL, da Ball Lightning) a causa della forma prevalentemente sferica e del supposto collegamento con i normali fulmini, ma sono numerose anche le osservazioni con cielo sereno.

Malgrado la gente abbia osservato i BL da sempre - interpretandoli a volte quali manifestazioni sovrannaturali - e siano state avanzate numerose ipotesi di spiegazione del fenomeno, nessuna di queste è ritenuta definitiva, anche perché sinora pochissimi sono riusciti a riprodurre in laboratorio quello che apparentemente poteva assomigliare a un fulmine globulare.

Si parla di bolle di gas, di plasmoidi, di campi energetici, mentre alcuni studiosi, anche se veramente pochi, dubitano dell’esistenza del fenomeno. Negli ultimi anni però, un sempre maggior numero di scienziati ha colto la sfida proposta da questo mistero della natura, mostrando interesse per il suo studio.

Anche se qualche scienziato ha in alcuni casi snobbato le osservazioni di fulmini globulari riferite da testimoni occasionali, poiché ogni modello teorico deve tener conto e interpretare le caratteristiche del fenomeno come vengono descritte, è di primaria importanza la raccolta e la valutazione di tutte le testimonianze. La difficoltà principale è che tali avvistamenti sono raramente riferiti a ricercatori scientifici.

Per colmare il vuoto esistente a tal proposito nel nostro paese, nella primavera del 1999 è stato avviato, a cura di un ristretto gruppo di studiosi, il primo progetto di catalogazione delle osservazioni italiane di BL (in sigla BL.ITA), risultato sia di una preesistente raccolta di osservazioni e letteratura sui BL, sia di una collaborazione con alcuni fisici che sono stati stimolati a partecipare in questa indagine.

Il progetto e alcune risultanze preliminari sono stati oggetto di una relazione ("Project for a Database of Ball Lightning Observations in Italy") a cura dello scrivente e di Renato Fedele, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, presentata al Sesto Simposio Internazionale sui Fulmini Globulari (ISBL99) tenutosi il 23-25 agosto 1999 presso l’università di Anversa, in Belgio.

E’ la prima volta che l’Italia è rappresentata in una simile manifestazione. Suddivise in tre sessioni tematiche - raccolta dati e analisi, teorie e modelli, esperimenti in laboratorio - sono state presentate via via le relazioni dei numerosi partecipanti provenienti da varie nazioni, quali Russia, USA, Giappone, Nuova Zelanda, Austria, Gran Bretagna, Olanda, Finlandia, Spagna, e naturalmente Italia.

Alla fine del simposio, il russo Vladimir Bychkov, noto per le numerose analisi statistiche sulle osservazioni di BL, si è dichiarato molto contento della realizzazione del database italiano, rendendosi disponibile ad uno scambio di opinioni sul modo di organizzare i dati. Lo stesso dicasi di G.E. Norman, dell’Istituto di Fisica e Tecnologia di Mosca, interessato in particolare alla gestione dei dati.

La più importante fonte di casistica, emersa solo di recente grazie ad un’alacre ricerca bibliografica svolta da alcune persone coinvolte nel progetto, è la notevole raccolta di osservazioni curata dallo studioso Ignazio Galli nei primi anni di questo secolo in una serie di monografie e articoli pubblicati dalla Pontificia Accademia dei Nuovi Lincei.

Questi e altri casi raccolti sono stati catalogati in un Archivio Italiano dei Fulmini Globulari (BL.ITA) e un database informatico è stato implementato coi seguenti campi: coordinate spazio-temporali (data, orario, latitudine, longitudine, altitudine), dati descrittivi (colore, dimensione, forma, comportamento, ecc.) e ambientali (meteorologici, topografici).

I campi che compongono la struttura del database sono simili a quelli utilizzati per il database delle osservazioni di BL in Russia. La scelta permetterà un miglior confronto dei valori contenuti nelle due banche dati. Di fatto, progetti analoghi sono già stati avviati in Austria e Ungheria, e numerosi altri cataloghi sono stati prodotti per singole nazioni - quali Russia e Giappone - con caratteristiche climatiche/geografiche/ambientali anche molto differenti tra loro.

Il catalogo preliminare delle osservazioni italiane di probabili BL allo stato attuale contiene 140 casi. Le principali caratteristiche dei BL italiani possono essere, provvisoriamente, così sintetizzate.

* Il maggior numero di osservazioni è concentrato in estate, con un picco a settembre;

* La distribuzione oraria delle osservazioni, oltre a un massimo riscontrabile intorno a mezzogiorno, mostra un’alta concentrazione di rapporti anche nelle successive ore pomeridiane e serali;

* Il 79% dei BL presenta un diametro compreso tra 10 e 50 centimetri;

* La forma sferica è decisamente prevalente, anche se il 18% circa dei BL mostra altra forma;

* Il rosso è il colore predominante, seguito dal bianco e dall’arancione;

* A proposito delle modalità di scomparsa dei BL, un’esplosione avviene approssimativamente nel 58% dei casi;

* Le condizioni atmosferiche concomitanti con l’osservazione dei BL sono simili a quelle dei dati raccolti per l’ex-URSS (alta percentuale di casi concomitanti con temporali);

* Oltre il 75% delle osservazioni avviene in ambiente urbano;

* Danni, per lo più lievi, a cose o persone sono stati riscontrati nel 38% dei casi;

* Al contrario di altre nazioni, sembrerebbe che i BL in Italia siano maggiormente osservati all’esterno piuttosto che all’interno di edifici.

Attualmente il nostro progetto si trova nella fase preliminare di raccolta e catalogazione delle osservazioni. Completata questa fase, si darà avvio a un lavoro statistico che si svilupperà in tre fasi principali.

La prima consiste in una verifica della consistenza interna del database. La seconda si prefigge di effettuare un confronto tra i casi del BL.ITA e altri casi raccolti da fonti differenti (ad esempio il database cosiddetto SKB, dal nome dei suoi autori: Stakhanov, Keul e Bychkov-Amirov). Un simile confronto potrà estendersi poi anche ad altri cataloghi già esistenti e relativi a fenomeni aerei diversi, quali meteore, bolidi, ecc.

Inoltre, verrà condotto su un insieme di rapporti selezionati uno studio sulla localizzazione geografica delle osservazioni, in modo da relazionare gli avvistamenti di BL con particolari caratteristiche ambientali, ad esempio geologiche e geomagnetiche, oppure con altri fenomeni (vedi cadute di fulmini).

La terza fase sarà l’estrazione, effettuata sull’insieme delle osservazioni italiane di BL, di quei casi che potranno costituire l’effettivo database per analisi più approfondite: quei rapporti che mostrano la maggiore somiglianza con le definizioni e i modelli esistenti di BL, e al contempo che contengono il maggior numero di informazioni descrittive, sia quantitative che qualitative, da sviluppare.

Al momento non è possibile avanzare delle conclusioni propriamente dette. Nei prossimi mesi ulteriori osservazioni si aggiungeranno alle 140 sinora catalogate, in quanto sono in corso accurate ricerche bibliografiche per il reperimento di altri possibili BL. Inoltre, è stato predisposto un questionario per la raccolta di osservazioni inedite da inoltrare agli osservatori meteorologici e a tutti i gruppi di astrofili sparsi sul territorio.

Ci si attende anche un confronto con altri studiosi che si occupano, ad esempio, di fisica atmosferica e dei plasmi, o che hanno già condotto lavori teorici e/o sperimentali sulla fisica dei fulmini globulari. Il nostro database potrà essere messo a loro disposizione.

Si tenterà, in ultimo, di trovare alcune spiegazioni per una serie di episodi catalogati come avvistamenti di UFO che mostrano alcune analogie con i BL.

Di fatto, esistono numerose affinità fenomenologiche tra BL e alcuni casi UFO, ma, al contempo, molte sono le differenze, e un collegamento diretto, anche se ipotizzato da alcuni sin dalla fine degli anni ‘40, non è ancora stato provato.

Concludiamo condividendo l’autorevole parere di Paul Davies pubblicato sul mensile Second Look nel 1979, ma valido tuttora: "Riconoscere che i rapporti UFO contengono molte descrizioni di fulmini globulari non spiega nessuno dei due fenomeni, poiché il fulmine globulare è lui stesso un mistero".

Paolo Toselli

Responsabile Progetto BL.ITA


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