La Cascina Airale al Regio Parco

Vicino al Cimitero Monumentale di Torino, su di un rialzo lungo via Zanella, si trovano i malandati resti della cascina Airale, un complesso di costruzioni in grave stato di degrado. La cascina si situa oggi all'interno del Parco della Colletta, in un territorio delimitato su due lati dalla confluenza dei fiumi Dora e Po, circondata dal Cimitero Generale e dalla ex Manifattura Tabacchi.
La sua storia è strettamente legata alle vicende del Regio Parco e della antica reggia del Viboccone, anche se la sua origine è senza dubbio antecedente all'edificazione della residenza di caccia. Nel 1567 il Duca Emanuele Filiberto acquista le proprietà del Viboccone: i misuratori Peyrolino, Pollone e Bastero vengono incaricati dal duca di procedere alla "misura delle possessioni del Palco di Sua Alt.za, con l'estimo d'esse". L'acquisto dei beni è fedelmente registrato in un documento nel quale tra le diverse proprietà viene menzionato il "Ristretto del'Ayralle col suo ricetto". All'epoca dell'acquisto il complesso appare già bisognoso di riparazioni.
Grazie alla sua condizione di cascina "reale" è stato possibile - diversamente da molte altre cascine del territorio torinese di cui esistono ben pochi documenti - ricostruire le vicende storiche dell'Airale lungo il corso dei secoli. Esse sono state ampiamente documentate nei Testimoniali di Stato conservati presso l'Archivio di Stato di Torino: tali documenti venivano ciclicamente redatti in occasione del rinnovo del contratto d'affitto dei beni appartenenti alla famiglia reale.
Il primo Testimoniale di cui si ha notizia in cui la cascina viene esplicitamente menzionata risale al 1681: in seguito ne verranno redatti molteplici, ma la situazione che vi viene descritta appare sostanzialmente immutata fino all'anno 1746.
Da questa data per un periodo di circa trent'anni non è stato possibile rintracciare alcun documento, ed è proprio in questi anni che l'edificio subisce profonde trasformazioni: il Testimoniale del 1779 descrive un edificio di recente costruzione molto diverso dal precedente, cui si affianca una parte pił antica (chiaramente sopravvissuta alla nuova edificazione) che d'ora in poi verrà denominata "Castelvecchio".
Nel corso dei secoli fino ad oggi la cascina ha mantenuto sostanzialmente inalterata la sua struttura, pur sottostando ad alterazioni e rimaneggiamenti superficiali che non hanno modificato la sua originaria conformazione architettonica.
Grazie alla sua vicinanza col Cimitero Generale essa è sopravvissuta alla speculazione edilizia novecentesca, nonché a numerosi Piani Regolatori che ne avevano decretato l'abbattimento in favore della costruzione di un Porto Fluviale lungo le rive del Po.
Dal 1978, in seguito all'esproprio degli ultimi proprietari, divenne di proprietà comunale, venne dichiarata inagibile e fu sfrattata la famiglia Torta, ultima di vari agricoltori che l'abitavano, oggi versa in stato di completo abbandono ed è destinata a sicura scomparsa, grazie anche all'incuria delle varie amministrazioni che si sono succedute nel corso degli anni.
Edificio di scarso pregio artistico-architettonico, esso è un importantissimo documento storico, testimonianza di un passato e di una cultura ormai scomparsa e da sempre considerata marginale rispetto ai grandi eventi ed ai monumenti ricordati nei libri.
La collina di Superga È tuttora circondata da prati (un tempo 150 giornate) che si estendono, in avvallamenti e piccoli rialzi, fino al Po: oggi, immersa nel verde del Parco della Colletta, lambita dai fiumi, rivolta verso la collina torinese - la basilica di Superga occhieggia splendidamente ai visitatori del Parco -, la cascina Airale costituisce un'occasione quasi unica per la rivitalizzazione e la riqualificazione non solo della vita del quartiere, ma della città stessa.
Genericamente destinata dal Nuovo Piano Regolatore a "servizi" per il tempo libero e per attività ludico-sportive, grazie alla sua ubicazione, essa potrebbe facilmente diventare sede di un "Centro per l'Educazione Ambientale ed il Gioco" destinato all'infanzia, data l'attenzione sempre crescente dedicata al tema "educazione all'ambiente". Una scelta simile peraltro è già stata messa in atto dal Comune stesso per un'altra grande cascina del torinese, la cascina Falchera.

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