TEATRO JUVARRA : VOLO TRA LA VITA E LA MORTE

Siamo su un aereo. Dario D'Ambrosi e' un passeggero come tanti : un po' spaventato, un po' ansioso. Non si e' ancora aperto il sipario e protagonisti sono i pensieri del viaggiatore, che corrono veloci, rimbalzando da una parte all'altra confusamente. L'aereo cade. Si apre la scena: appaiono vestiti senza corpi appesi ovunque, e anime come nuvole nell'aria, dalle sembianze di lampadine, e ancora una strana polvere grigiastra dappertutto. Il passeggero sta attraversando il sentiero che lo portera' alla morte.

E' appunto il volo tra la vita e la morte il tema dominante, ed e' affrontato con audacia. Spaventa e appassiona, di lui, tutti, a volte vorremmo sapere tutto e a volte nulla. Nell'angoscia della consapevollezza della morte il trapasso avviene come una dolcissima vibrazione corporea, con la perdita di qualsiasi identita' sessuale, con lo svanire lieve della memoria , dei ricordi che con tanto amore in vita si serbano. "Che cosa fai qua ?"continua a chiedere il passeggero all' angelo, Lorenzo Alessandri, strano e confuso ."Aiuto !" questi risponde. L'angelo di "Volare", il coprotagonista, e' colui che aiuta i morti ad abituarsi alla loro condizione. Anche nella morte sembra esserci bisogno dell'adattamento. Ma in questa scena d'oltretomba lo sventurato non si arrende molto facilmente, stenta a staccarsi dalle cose della vita, fino a rendersi conto della dolcezza della assenza di preoccupazioni quotidiane, di sentimenti spiacevoli. E poi al morto si offre un tempo infinito, senza tempistiche da rispettare o orari da assecondare. Lo spettacolo e' una creazione della Associazione del Teatro Patologico, nata per opera dello stesso D' Ambrosi che, dopo aver frequentato una scuola di recitazione, trascorre un periodo in un ospedale psichiatrico per esplorare quel mondo e quando ne esce fonda un Gruppo dedicato ai problemi mentali.

L' ironia e' sempre in bilico fra tristezza e comicita'; lo spettacolo, davvero coraggioso, e' ricco di spunti e riflessioni, che con ritmo si alternano nella narrazione. Ne nasce quindi una performance divertente, originale, animata dalla ricerca di una comicita' non banale, da un modo sagace e frizzante di raccontare la vita ed i suoi misteri.
Silvia Zopolo

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