Che cosa é l'agricoltura biologica?

D. CHE COSE' L'AGRICOLTURA BIOLOGICA?
R. L'agricoltura biologica, nata diversi decenni fa in alcuni paesi dell'Europa (Germania, Inghilterra) e successivamente anche negli Stati Uniti, è sorta come reazione all'utilizzo massiccio di concimi sintetici e fitofarmaci in agricoltura che procura conseguenze molto gravi sia all'ambiente che alla salute dell'uomo. L'uso scriteriato dei concimi chimici in agricoltura ha portato a una riduzione progressiva del livello di sostanza organica e quindi della fertilità del suolo, mentre l'applicazione massiccia di fitofarmaci ha causato una recrudescenza delle malattie e residui di tali prodotti nelle derrate alimentari. Accanto a questi problemi, esistono anche delle pratiche agricole che sono ambientalmente scorrette; ad esempio la monocoltura che consiste nella ripetizione su uno stesso terreno per più anni di una stessa specie vegetale comporta un notevole impoverimento dell'ecosistema con conseguenti ripercussioni ambientali.

D. QUAL'E' L'IDEA BASE DELL'AGRICOLTURA BIOLOGICA?
R. Si considera che tutte le produzioni agricole avvengono a partire dal terreno che non è un substrato inerte che serve solo a tenere dritto il vegetale. Nell'agricoltura biologica il terreno viene considerato alla stregua di un essere vivente che presenta quindi una serie di esigenze e di relative cure. Da studi e ricerche é emerso che la quantità di microrganismi nel suolo É elevatissimo; sono loro che operando una serie di trasformazioni mantengono il suolo in attività e permettono la vita dei vegetali. I microrganismi tellurici sono presenti laddove esista della sostanza organica. E' per questo che l'agricoltura biologica prevede un apporto continuo di sostanza organica.
L'agricoltura biologica mette quindi al centro dei suoi interessi il terreno: perché esso sia fertile deve essere vivo, perché sia vivo deve contenere microrganismi, perché contenga microrganismi deve essere opportunamente dotato di sostanza organica.

D. QUAL'E' LA DIFFERENZA DI FONDO CON L'AGRICOLTURA CONVENZIONALE?
R. Mentre l'agricoltura tradizionale si basa su una nutrizione delle piante sostanzialmente effettuata con concimi di derivazione sintetica, l'agricoltura biologica cerca di mantenere vivo il suolo con apporti di sostanza organica che opportunamente degradata dai microrganismi nutre poi indirettamente le piante. Semplificando si può dire che nell'agricoltura convenzionale i concimi apportati si sciolgono nel suolo e nutrono direttamente le piante, mentre nell'agricoltura biologica questo procedimento viene regolarizzato e graduato con l'intervento della sostanza organica.

D. QUALI SONO GLI INCONVENIENTI DELL'AGRICOLTURA CONVENZIONALE?
R. Sono molti e si ripercuotono sull'ambiente e sulla salute dei singoli cittadini. Se vogliamo conservare per le generazioni future la capacità da parte del suolo di fornire sostanze alimentari occorre una netta inversione di tendenza.
Un uso scorretto dei suoli (utilizzo di concimi sintetici, lavorazioni eseguite con macchine che "violentano" il terreno con operazioni demolitive, monocoltura, ecc.) ed un impiego massiccio di fitofarmaci (fungicidi ed insetticidi in particolare) comportano una serie di conseguenze gravi per l'ambiente di produzione. Si produce una situazione di squilibrio ambientale che si traduce poi in crescenti difficoltà a coltivare i vegetali e a ottenere delle produzioni. Se per esempio consideriamo la concimazione con l'utilizzo di prodotti sintetici possiamo far rilevare che questa nutrizione poco equilibrata e dosabile fa sviluppare dei tessuti vegetali particolarmente ricchi di acqua e quindi molto suscettibili all'attacco di malattie, inoltre l'eccesso di concime sintetico (e in particolare di azoto) non viene trattenuto dal suolo e quindi si disperde nelle falde inquinandole.

D. E I VANTAGGI DELL'AGRICOLTURA BIOLOGICA?
R. Nell'agricoltura biologica si cerca soprattutto di mantenere e ripristinare il più possibile un ecosistema diversificato. In tale ambiente si viene a creare una sorta di equilibrio biologico con la contemporanea presenza ad esempio di un insetto parassita della pianta e del suo naturale antagonista. (Esempio: afidi con coccinelle). Questo rappresenta la prospettiva più ambiziosa; comunque qualsiasi intervento debba essere condotto É eseguito nel rispetto dell'ambiente.
Ne deriva quindi che quando noi coltiviamo dei vegetali in un sistema biologico all'equilibrio possiamo permetterci di azzerare gli interventi fitopatologici con il risultato di non alterare l'ambiente e non ìcaricareî i nostri prodotti con residui poi tossici.

D. È VERO CHE NELL'AGRICOLTURA BIOLOGICA SI REALIZZANO MINORI PRODUZIONI?
R. Qualità o quantità? Il dilemma è sempre in agguato. La risposta proviene dall'osservazione dei mercati dei prodotti agricoli che oggi sono ìsaturiî di prodotti ortofrutticoli. I produttori devono quindi, per poter garantirsi un reddito sufficiente, aumentare la produzione utilizzando in azienda un massiccia di mezzi tecnici non sempre eco-compatibili che quindi danneggiano per primi loro stessi ed i loro luoghi di produzione, in più questo eccesso di produzione abbassa ulteriormente i prezzi e si innesta cosÏ una spirale perversa. Nell'agricoltura biologica si punta ad un prodotto con elevate caratteristiche qualitative rispettando l'ambiente di produzione, gli agricoltori e soprattutto i consumatori.

D. CI SONO DELLE CONSEGUENZE PER L'ALIMENTAZIONE?
R. Certo! Spesso le derrate alimentari da noi consumate e che provengono da coltivazioni ottenute seguendo i principi dell'agricoltura convenzionale contengono residui di fitofarmaci distribuiti durante la coltivazione dei vegetali. Queste sostanze accumulate nell'organismo non giovano di certo alla nostra salute. Occorrerebbe fare una valutazione economica globale mettendo sui due piatti della bilancia da una parte la riduzione del costo di spesa che noi attuiamo consumando cibi "trattati" e sull'altro i costi sostenuti per curarci da malattie causate dall'ingestione di tali alimenti ... senza tenere conto dei cosiddetti ìmali incurabiliî.

D. QUALI SONO LE TECNICHE DELL'AGRICOLTURA BIOLOGICA?
R. Potremmo dire che in agricoltura biologica le tecniche impiegate sono quelle tradizionali, con un'attualizzazione fatta alla luce delle più recenti scoperte scientifiche.
Si adottano ad esempio le rotazioni colturali che sono nel patrimonio culturale agronomico da sempre, tale scelta viene perseguita per evitare fenomeni di impoverimento e stanchezza del terreno causati da colture ripetute per più annate sullo stesso terreno. Anche le fertilizzazioni avvengono con apporto di materia organica con lo scopo di "nutrire" il terreno considerato come un vero e proprio organismo vivente. Sono annullati gli interventi con fungicidi, insetticidi, erbicidi di sintesi; a questi sono preferiti composti di natura organica, come il Piretro ad esempio, che hanno tra gli altri pregi una rapida degradazione nell'ambiente senza che si originino ripercussioni sull'ecosistema.
In agricoltura biologica é molto ridotto l'impiego di materiali che non siano riciclabili (es. plastica), mentre si cerca in ogni caso di riutilizzare tutti i materiali di scarto. A proposito se consideriamo l'attività orticola tutti i residui della lavorazione dei materiali vengono impiegati per la formazione del compost.

D. CHE COSA E' IL COMPOST?
R. E' il materiale che serve per stimolare e mantenere la vita all'interno del suolo e quindi, come già precedentemente accennato, la sua fertilità. E' proprio dalla qualità del compost prodotto che si può verificare come un agricoltore biologico lavora. Si dice: "Fammi vedere il Compost che hai e ti dirò che agricoltore biologico sei".
Ogni prodotto organico, come ad esempio letame, cippato di legno, residui vegetali, spazzatura senza residui inorganici, puÚ essere compostato. Dobbiamo una volta creato il cumulo far avvenire dei processi ossidativi nella massa in modo che la materia si trasformi senza che avvengano dei processi fermentativi. Al termine del procedimento di maturazione ci troviamo di fronte a un prodotto profondamente trasformato che É ricco di sostanze nutritive (macro-meso e microelementi) e nel contempo di microrganismi che andranno ad arricchire la microflora tellurica.
Per elevare la qualità del Compost si possono eventualmente aggiungere delle sostanze come ad esempio le farine di sangue, di ossa, o della cornunghia che contenendo azoto facilitano il processo di trasformazione.

D. SI POSSONO USARE PRODOTTI MINERALI?
R. Oltre all'impiego dei prodotti di origine organica in agricoltura biologica si possono impiegare delle sostanze di origine minerale come ad esempio le farine di roccia. Queste sostanze si ottengono semplicemente per macinazione di rocce ricche di particolari sostanze che sono utili per la nutrizione del terreno e dei vegetali. Naturalmente la tendenza É quella di avere il più possibile un "ciclo chiuso": tutto ciò che non si impiega in azienda viene reimpiegato nell'orto.

D. COME E' ACCOLTA DALLA GENTE L'AGRICOLTURA BIOLOGICA?
R. L'agricoltura biologica sta facendo dei passi avanti e incontrando via via il favore della gente. Il problema fondamentale é quello di informare: l'opinione pubblica sa quello che i mass-media propinano tutti i giorni. Spesso si genera nel consumatore una confusione di termini; ad esempio forse non tutti sanno che agricoltura "integrata" non significa biologica, in quanto consente l'utilizzo di tecniche di coltivazione che prevedono anche l'utilizzo di composti sintetici. La stessa confusione si genera quando si parla di "prodotti di qualità" non specificando bene di che tipo di qualità si parla.

D. L'AGRICOLTURA BIOLOGICA RICHIEDE PIU' LAVORO?
R. L'agricoltura biologica richiede certamente più lavoro in quanto certe operazioni devono essere svolte a mano. Pensiamo ad esempio all'operazione di rinettamento delle colture dalle malerbe: mentre nelle coltivazioni convenzionali viene eseguita con l'utilizzo di diserbanti, nelle coltivazioni biologiche tale operazione é in alcuni casi meccanizzabile mentre nella maggior parte delle situazioni deve essere eseguita manualmente. Ciò comporta una mole di lavoro suppletiva rispetto alle tecniche oggi in uso.

D. COME COMPORTARCI CON IL PREZZO?
R. Proprio per il fatto che le produzioni biologiche richiedono più lavoro (e quindi più costi) é richiesto un aumento del prezzo. Esiste inoltre un altro concetto fondamentale: se nell'agricoltura convenzionale con l'utilizzo massiccio di fitofarmaci si ha una certa standardizzazione della qualità del prodotto (stesso colore, stessa pezzatura, ecc.) nelle coltivazioni biologiche ciò non accade; si verifica quindi sostanzialmente un maggior ìscartoî, con relativa minore produzione, che va ad incidere sui costi e quindi sul prezzo di vendita/acquisto.

D. E LE PROSPETTIVE FUTURE?
R. Sembra che ci si orienti su una netta separazione della commercializzazione dei prodotti agricoli; una per la produzione industriale, l'altra per il consumo fresco. La grande distribuzione tratterà prodotti che derivano dall'agricoltura convenzionale, mentre ci sarà un mercato parallelo che commercializzerà le produzioni biologiche. Oggi il mercato del biologico attraversa momenti di crisi in quanto è eccessivamente frazionato e scollegato: manca un raccordo tra i consumatori, la distribuzione e la produzione. Si spera che esso si strutturi meglio per poter soddisfare le richieste di chi vuole impostare la sua vita su un'alimentazione più sana. Occorre infine che il consumatore informato correttamente non ìrincorraî il prodotto che ha le caratteristiche qualitative più appariscenti, ma sappia distinguere la ìvera qualitàî cioè quella fornita da prodotti che sono ottenuti con metodi di coltivazione biologica rispettosi dell'ambiente e della salute dell'uomo.