DOCUMENTO APPROVATO DALL'ASSEMBLEA NAZIONALE DELLA CISL SCUOLA SULL'IPOTESI DI CCNL (2/4/99)

 

 

L'Assemblea Nazionale della CISL Scuola riunita a Chianciano nei giorni 24 e 25 marzo 1999, si pronuncia positivamente sull'Ipotesi di CCNL Scuola siglata il 3 marzo u.s., a conclusione di un percorso statutario che ha visto il costante coinvolgimento a tutti i livelli del gruppo dirigente dell'Organizzazione.

 

L'Assemblea Nazionale

 

rileva come dai contenuti dell'Ipotesi emerga un'attenzione significativa che avvia un percorso di riconoscimento e valorizzazione delle condizioni economiche e professionali del personale della scuola, chiamato peraltro a realizzare e gestire i processi di profondo cambiamento in corso nel sistema scolastico e formativo;

 

sottolinea la coerenza dell'Ipotesi con le linee e gli obiettivi strategici presenti nella Piattaforma unitaria, che ha consentito la tenuta complessiva del fronte sindacale confederale, rispetto alle posizioni sostanzialmente alternative e punitive per la Categoria, che le controparti istituzionali hanno ostinatamente riproposto per tutto l'andamento della trattativa.

 

In particolare si evidenzia come questa concreta esperienza contrattuale abbia fatto emergere evidenti limiti di ruolo e di competenza dell'ARAN, rivelatasi nella circostanza non all'altezza della situazione.

Ciò nonostante l'esperienza stessa ha confermato la validità del nuovo modello di contrattualizzazione del rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche e il conseguente completamento della disciplina politica.

 

L'Assemblea Nazionale

 

valuta positivamente il sostanziale mantenimento degli impegni assunti dal Governo relativamente all'incremento delle risorse da destinare al rinnovo del CCNL Scuola, risorse che, pur non consentendo di ritenere risolta la "questione salariale" - uno dei nodi centrali di questa tornata contrattuale -, rappresenta tuttavia un segnale di inversione di tendenza che dovrà trovare concreti riscontri in azioni volte a realizzare gli ulteriori impegni assunti dal Governo al momento della sigla dell'Ipotesi, da verificare fin dalla predisposizione del prossimo D.P.E.F.

 

L'Assemblea Nazionale

 

riconosce che nella distribuzione delle risorse integrative per il finanziamento dei vari istituti contrattuali è stato raggiunto il massimo equilibrio possibile alla luce delle dichiarate disomogeneità delle posizioni al tavolo della trattativa. Va registrata, in particolare, la positività dell'E.D.R.P. quale indennità accessoria indifferenziata erogata al personale;

 

riconosce altresì che l'Ipotesi persegue criteri di equità distributiva delle risorse stesse rispetto alle varie aree professionali del Comparto.

 

Nel prendere atto di alcune significative acquisizioni concernenti gli istituti normativi, l'Assemblea nazionale sottolinea che su questo versante il cammino non si possa ritenere tuttora compiuto e che l'evoluzione del rapporto di lavoro e di tutti gli istituti da cui risulta composto non potrà non svilupparsi in coerenza con i processi di riforma, legati in primo luogo all'attuazione dell'autonomia amministrativa, organizzativa e didattica delle istituzioni scolastiche.

A tale proposito l'Assemblea Nazionale considera che l'Ipotesi di accordo, nelle scelte relative agli istituti e alle materie demandate alla disciplina pattizia, abbia contribuito a definire gli assetti organizzativi, funzionali e di governo complessivo delle istituzioni scolastiche, mantenendo e valorizzando il modello cooperativo e collegiale, così respingendo le suggestioni aziendalistiche interne ed esterne al tavolo negoziale, dando atto alla Dirigenza Nazionale dell'impegno particolare svolto in questa direzione.

 

L'Assemblea Nazionale

 

condivide il nuovo modello di contrattazione che affida al livello integrativo l'individuazione di modalità, procedure e tempi di gestione delle risorse destinate al salario accessorio, attraverso la predisposizione ed il varo di un'apposita specifica piattaforma.

 

In relazione a ciò, l'Assemblea Nazionale, sulla base delle comunicazioni della Segreteria Generale, riferite in particolare all'ipotesi di introduzione di una "dinamica retributiva e professionale in grado di valorizzare le professionalità acquisite con particolare riferimento all'attività di insegnamento", con conseguente differenziazione retributiva, ritiene che debbano essere prioritariamente garantite le seguenti condizioni:

- controllo collegiale;

- equità e oggettività dei giudizi;

- trasparenza delle procedure.

 

Assumono, pertanto, carattere decisivo:

 

a) le scelte relative alla composizione e al funzionamento delle Commissioni, rispetto alle quali l'Assemblea Nazionale ritiene necessario un forte ruolo di interlocuzione propositiva del sindacato con l'Amministrazione scolastica;

 

b) la declinazione puntuale del concetto di "prova" attraverso l'individuazione di una procedura che, escludendo il riproporsi dei meccanismi tradizionali dei concorsi per l'accesso ai ruoli, assuma parametri di natura tecnico-professionale valorizzando il lavoro d'aula;

 

c) l'incardinamento della procedura, in livelli in grado di coniugare l'esigenza di accertamenti "in situazione", con la necessità di evitare rischiose autoreferenzialità delle singole istituzioni scolastiche. In considerazione degli elementi innovativi contenuti in questo istituto contrattuale, l'Assemblea Nazionale ritiene che le modalità definite per la fase di prima attuazione, vengano considerate sperimentali e quindi modificate e aggiornate sulla base di puntuali verifiche rispetto all'efficacia dei risultati, valorizzando nella procedura i momenti formativi.

 

Relativamente al Fondo d'istituto, valutandone positivamente il mantenimento e l'incremento delle risorse destinate al relativo finanziamento, l'Assemblea Nazionale ritiene che accanto al riconoscimento delle prestazioni aggiuntive debba essere introdotta una finalità per obiettivi che consenta riconoscimenti accessori per l'intero corpo professionale che li raggiunge.

 

L'Assemblea Nazionale

 

esprime, infine, l'esigenza che l'attivazione degli istituti contrattuali legati al salario accessorio risulti tempestiva e la relativa erogazione - unitamente agli incrementi tabellari derivanti dall'adeguamento ai tassi d'inflazione programmata, -rispetti puntualmente le decorrenze previste nell'ipotesi di accordo.

 

In riferimento allo scenario delle riforme, quale si prefigura dagli atti legislativi e amministrativi attualmente già definiti o in via di definizione, l'Assemblea Nazionale ritiene necessario il compimento del processo riformatore avviato che, nel suo sviluppo e nella sua applicazione, garantisca organicità, continuità e coerenza degli interventi.

 

L'Assemblea Nazionale

 

ritiene, tuttavia, di dover esprimere preoccupazioni, riserve e dissenso rispetto ai seguenti profili:

 

a) la gestione della fase transitoria dell'elevamento dell'obbligo a nove anni, in mancanza di una previsione di terminalità istituzionale e formativa dell'anno scolastico di assolvimento dell'obbligo stesso e in assenza di una reale prospettiva di integrazione con il sistema della formazione professionale;

 

b) il trasferimento, operato dal nuovo testo della legge-quadro sul riordino dei cicli varato dal Comitato ristretto della 7^ Commissione Istruzione della Camera, delle "tensioni" del ciclo secondario a quello primario, mettendo comunque in crisi l'assetto organizzativo del sistema scolastico, a seguito di scelte che appaiono motivate da esigenze di ingegneria istituzionale - finalizzate al contenimento non sufficientemente legittimato della scolarità al diciottesimo anno, e non da un vero progetto fondato su ragioni psico-pedagogiche e didattico-educativo;

 

c) la riforma dell'Amministrazione scolastica centrale e periferica (ivi inclusi IRRSAE, CEDE e BDP) che, pur rispondendo ad una condivisibile logica di decentramento amministrativo (valorizzando il ruolo dei livelli regionale e di istituzione scolastica), lascia troppi spazi decisionali alla decretazione secondaria su materie importantissime, sia rispetto agli assetti istituzionali che alle ripercussioni sul personale, e quindi determinanti ai fini di una motivata valutazione di merito.

 

La vastità e la complessità dello scenario riformatore esigono l'assunzione di forti iniziative di interlocuzione politica con tutti i soggetti istituzionali, sostenute da adeguate iniziative di coinvolgimento della categoria.

 

In questo senso l'Assemblea Nazionale sollecita un impegno specifico della Dirigenza Nazionale.

 

 

Approvato a maggioranza

 

Chianciano, 25 marzo 1999

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