REFERENDUM
REFERENDUM (26/1/2000)
Si deposita la nota confederale relativa alla costituzione dei Comitati per il NO ai referendum.
- Ai Segretari Gen.li USR
- Ai Segretari Gen.li UST
- Ai Segretari Gen.li delle
Federazioni Naz.li
- Ai Presidenti Nazionali degli
Enti e Associazioni
LORO SEDE
Roma, 19 gennaio 2000
Prot. n° 498/GT/cd
OGGETTO: Referendum
Credo utile informarvi, anche per consentire a tutte le strutture di mantenere posizioni coerenti con gli indirizzi confederali, che da oltre 15 giorni abbiamo avviato con CGIL e UIL una verifica congiunta tesa a valutare la praticabilità della costituzione di un Comitato Nazionale per il "NO" ai nove quesiti referendari che riguardano il sociale ed il lavoro.
Purtroppo fino ad oggi, mentre registriamo unità di opinioni nel rifiuto dei quesiti proposti, non abbiamo trovato la disponibilità della CGIL a promuovere il Comitato Nazionale caratterizzandolo come espressione del sindacato e del mondo dell'associazionismo.
Permane quindi ancora, da parte della CGIL nazionale, la tesi di evitare la caratterizzazione associativa del Comitato e di privilegiare invece la promozione di un Comitato che sia espressione di opinioni individuali di sindacalisti, politici, intellettuali, uomini e donne dello spettacolo, del mondo della cultura, ecc.
Credo sia a tutti voi evidente la differenza sostanziale tra le due tesi che nel caso dell'opzione CGIL produrrebbe, a nostro avviso, una sorta di effetto delega ad espressioni personali, politicamente strumentalizzabili e tali da renderle indistinte dalle peculiarità che contraddistinguono le opinioni del sindacato e dell'associazionismo.
Pertanto, considerati i tempi brevi entro i quali la Corte Costituzionale si pronuncerà sull'ammissibilità dei quesiti (presumibilmente entro il 25/1) abbiamo convenuto di rinviare ancora di qualche giorno la decisione definitiva, salvaguardando comunque ad ogni organizzazione la libertà di opinione e di indirizzo sull'insieme dei quesiti proposti.
Riteniamo conseguentemente utile, laddove sussistono le condizioni unitarie, avviare la promozione di comitati regionali e locali che siano espressione del sindacalismo e dell'associazionismo, rifiutando tesi che ripropongano l'ipotesi CGIL a tipologia partecipativa individuale.
Per quanto ci riguarda come CISL, riteniamo comunque opportuno sollecitare le UST a richiedere, come già fatto nel passato, ai sindaci dei Comuni l'utilizzo degli spazi per l'affissione di nostre autonome posizioni in materia referendaria.
Sarà nostra cura comunicarvi immediatamente le conclusioni del confronto in essere con CGIL e UIL. Gli ulteriori approfondimenti di merito sui quesiti eventualmente ammessi dalla Consulta saranno immessi sullo specifico spazio inserito nel nostro sito internet.
Cordiali saluti
IL SEGRETARIO CONFEDERALE
(Graziano Trerè)
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