DIMENSIONAMENTO E GESTIONE DEL PERSONALE (2/5/2000)

INTERVENTO DI DENUNCIA E DI PROPOSTA DELLA CISL SCUOLA

La mancata adozione da parte dei Consigli Regionali di Campania, Molise, Puglia e Calabria dei piani di dimensionamento delle istituzioni scolastiche prima del loro scioglimento in vista delle elezioni del 16 aprile p.v., oltre a configurare una grave inadempienza politico-istituzionale, è un evento destinato ad incidere pesantemente sulla gestione del personale in quanto interferisce con tutte le operazioni di mobilità, ed in particolare con quelle relative ai Capi d'Istituto e ai Responsabili am-ministrativi.

Anche i Consigli Regionali della Sicilia e della Sardegna non hanno adottato i piani entro il 28 febbraio u.s., ma vi stanno provvedendo in questi giorni sulla base delle particolari procedure previste dai rispettivi Statuti, anche perché non essendo interessate alla tornata elettorale i loro organi di governo regionali e provinciali risultano regolarmente in carica.

Già da tempo (in coincidenza della contrattazione decentrata nazionale in materia di mobilità) e anche sulla base delle preoccupate segnalazioni da parte dei nostri Dirigenti sindacali delle Regioni sopra richiamate che denunciavano non solo i ritardi, ma anche la mancata volontà "politica" dei governi locali di adottare i piani di dimensionamento prima delle elezioni amministrative, la Segreteria Nazionale si era fatta carico di rappresentare espressamente al Ministro della P.I. questa situazione, invitandolo ad operare tutte le possibili ed opportune forme di sollecitazioni politiche ed istituzionali perché tutte le Regioni esercitassero responsabilmente e nel rispetto dei termini una competenza che il nuovo ordinamento (Legge 59/97, DPR 233/98 e D.L.vo 112/98) aveva loro trasferito in materia di programmazione dell'offerta formativa sul territorio e quindi sul dimensionamento delle istituzioni scolastiche.

In tutte le occasioni nelle quali, anche unitariamente, avevamo prospettato questo problema, il Ministro Berlinguer aveva mostrato grande attenzione e dichiarato la propria disponibilità ad intervenire presso la Conferenza Unificata Stato Regioni affinché venisse trovata l'auspicata soluzione nell'ambito dell'ordinario e autonomo esercizio da parte delle Regioni dei rispettivi compiti istituzionali.

Rivelatosi vano questo intervento, egli aveva comunque ripetutamente fornito rassicurazioni in merito, garantendo che entro il termine inderogabile del 1 settembre 2000 tutte le scuole avrebbero acquisito lo status di "istituzioni scolastiche autonome", lasciando così intendere che in tutte le Regioni sarebbero state completate in tempo utile le operazioni di dimensionamento.

Per fugare le nostre perplessità, egli aveva manifestato il proposito di adottare un provvedimento di governo, compatibile con i vincoli costituzionali che, in caso di persistenza della grave inadempienza delle Regioni, prefigurasse un potere "sostituivo" del Governo o direttamente, attraverso un Decreto Legge, o attraverso la nomina di un Commissario ad-acta, naturalmente individuabile nella figura del Commissario di Governo presente in ciascuna Regione, che provvedesse all'adozione formale dei Piani provinciali di dimensionamento.

Dopo lunghi e ingiustificati tentennamenti, questa sofferta e tardiva soluzione è stata assunta dal Consiglio dei Ministri del 14 marzo u.s.; la nomina del Commissario ad-acta dovrà essere preceduta da una diffida ad adempiere, che dalle informazioni in nostro possesso prevederebbe un termine di 60 giorni, il che significa che i Piani non potranno essere perfezionati prima della fine di maggio, quindi a termini largamente scaduti per poter acquisire al sistema informativo del Ministero della P.I. la nuova mappa delle istituzioni scolastiche e quindi senza alcuna credibile possibilità di poter vedere al 1 settembre 2000 completate le operazioni di mobilità, nel rispetto dei diritti consolidati degli aventi titolo, con prevedibile ulteriore dilatazione dei tempi per le utilizzazioni.

Le conseguenze sull'avvio dell'anno scolastico sono facilmente immaginabili.

La Segreteria Nazionale della CISL SCUOLA denuncia con fermezza questa situazione, ritenendo che il completamento di tutti gli adempimenti connessi all'avvio dell'autonomia costituisca un interesse generale della scuola e non solo una pur legittima esigenza di gestione del personale, che non può comunque risultare sottovalutata e disattesa.

Noi chiediamo ufficialmente al Ministro della P.I. un nuovo e più deciso intervento, non escluso un provvedimento eccezionale, che consenta di risolvere il problema qui sollevato entro tempi molto più ravvicinati di quelli ora ipotizzati. E' una sua precisa responsabilità politica in gran parte imputabile anche alla sostanziale sottovalutazione di una preoccupazione che, unitariamente e in tempi non sospetti, gli manifestavamo affinché non delegasse totalmente ad altri la gestione di questo processo ed esercitasse quel ruolo di governo che, anche su questa materia, lo stesso ordinamento assegna all'Amministrazione Centrale.

Su questa iniziativa di denuncia e di proposta, siamo impegnati a ricercare l'adesione e il consenso unitario che solleciteremo in queste ore, delle cui modalità, dei cui contenuti e dei cui esiti vi terremo tempestivamente informati.

 

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