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Anche pentole, tegami e stoviglie vogliono la loro parte nella
cucina naturale. Ecco i consigli di Nico Valerio per una vera
cucina naturista.
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Cocci e pignatte
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Non può mancare un forno ad alta temperatura, una fonte di calore
che si possa regolare a lungo sul minimo, ideale per la cottura
di quasi tutti i cibi.
Tra le stoviglie si devono preferire quelle di coccio, grezzo
con vernice trasparente, senza disegni vivaci e con coperchi adatti.
A seconda delle esigenze, servono almeno un tegame grande, due-tre
pignatte piccole, una-due pentole medie; alcune pentole di ghisa
porcellanata o smaltata, meglio le più pesanti per evitare il
pericolo di scheggiature; qualche pentola di acciaio inossidabile;
qualche pirofila di vetro da portare anche in tavola; un bollitore
di acciaio per lacqua con valvola a fischio, utilizzabile in
caso anche sopra una pentola con lacqua in ebollizione.
Lideale sarebbe trovare una serie completa di stoviglie di terracotta
di buona qualità, meglio se con vernice senza piombo, comprandole
anche una alla volta. Largilla pura di cui sono fatte è adatta
al contatto con i cibi e a conservare a lungo il calore, permettendo
anche un risparmio di legname e gas. Con il coccio, infatti, si
può cuocere sempre a fuoco bassissimo, ma bisogna anche fare attenzione:
è molto fragile, basta un urto un po deciso per romperlo e sul
fuoco è sempre necessario interporre il frangifiamma.
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Le migliori pentole
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Da scartare assolutamente sono le pentole in alluminio: sono tossiche
perché intaccabili dagli acidi, perfino dalla salsa di pomodoro
e dal limone. I sali dalluminio che si formano durante la cottura,
inoltre, sottraggono calcio e fosforo allorganismo umano e avvelenano
i reni. Bisogna stare attenti, però, anche sbrecciature delle
pentole smaltate: finiscono per produrre delle ossidazioni e sono
ricettacolo di germi. Sono da scartare poi anche le pentole a
pressione: lalta pressione interna per una nota legge della fisica,
fa aumentare molto la temperatura del cibo, nelle cotture più
lunghe, così, si perdono più vitamine termolabili, proteine e
alimenti vitali. Nelle cotture molto brevi, invece, potrebbe esserci
qualche convenienza. Ma in genere questo tipo di pentole sono
troppo costose.
Sono utili quelle in acciaio pesante, con la base fatta di metalli
diversi, adatta a diffondere meglio il calore e a cuocere senzacqua,
ma anche queste sono costose. Gli stessi risultati si possono
ottenere con pentole di acciaio o di coccio, chiudendo con il
coperchio e tenendo la fiamma al minimo.
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Cuocere senz'acqua
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La migliore cottura è quella senzacqua, indicata per i vegetali
acquosi come verdure e ortaggi. Se lortaggio è tenace e poco
acquoso, come il cavolo cappuccio, basta aggiungere qualche cucchiaio
dacqua e coprire bene, accertandosi che allinterno la temperatura
non sia troppo alta. In questo modo si possono cucinare perfettamente
i vegetali acquosi in tre-quattro minuti, sempre alla temperatura
media di 60 gradi. Il coperchio è fondamentale per fare in modo
che aromi e vitamine non vadano dispersi con il vapore.
Se si usa il sistema della cottura senzacqua in un pentolino
o in una padella piccola, bisogna porre tra la fiamma e la pentola
una retina spargifiamma non amiantata.
Un altro sistema di cottura indicato per non disperdere le sostanze
nutritive è la cucina a vapore, frequentemente usato nei ristoranti
e in Cina. Questa è molto più delicata, ma comporta qualche perdita
di sali e vitamine. Il cestello di bambù o di metallo inossidabile
per cuocere a vapore può essere inserito in ogni pentola. Sul
fondo basta un dito dacqua.
Sia la cottura a vapore che quella senzacqua permettono di avere
pietanze più ricche e saporite.
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Terracotte e teflon a rischio
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Per cucinare non si deve usare invece la terracotta non smaltata,
porosa e opaca, perché assorbe e non è igienica. Sono da scartare
anche le terracotte smaltate con vernici troppo colorate o giallastre,
che spesso sono a base di piombo: possono così provocare il saturnismo
se sciolte dal limone e dagli acidi in genere. Per scoprirle bisogna
chiedere al rivenditore oppure batterle sul bordo con un oggetto
di metallo: se il suono è argentino sono terracotte ad alta temperatura,
se è sordo sono a bassa temperatura, di solito decorate con colori
a piombo non vetrificati capaci di sciogliersi a contatto degli
acidi.
Se si ha qualche sospetto, è meglio utilizzare le pentole di coccio
solo per cucinare cerali e legumi, e non salse, minestroni e altro
cibo acidulo.
Non devono essere usate, invece, le pentole antiaderenti, in teflon
o simili, se sono visibili graffi. Lo strato di rivestimento,
se usurato alle alte temperature può liberare gas tossici.
I recipienti di vetro sono i più igienici per gli alimenti, e
a parità di condizioni, sono da preferire. E non è vero che sono
troppo fragili. Per usarli anche con gli alimenti bollenti, basta
riscaldarli o raffreddarli a poco a poco. In frigorifero, poi,
sono lideale. Il vetro Pirex, che resiste bene anche sulla fiamma,
è utilissimo e innocuo, ma bisogna fare attenzione al cristallo:
non bisogna lasciarlo a lungo a contatto con cibi acidi (limone,
aceto, frutta, verdura ecc.) perché potrebbe rilasciare sali di
piombo.
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Stoviglie dannose
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Padelle in teflon, pentole di alluminio, pentole a pressione,
utensili e pentole di plastica, terracotta con vernici al piombo,
terracotta non smaltata.
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Stoviglie sicure
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Terracotta vetrificata, vetro, legno e bambù, porcellana, ghisa
smaltata, acciaio inossidabile.
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FRUTTA E VERDURA DI STAGIONE
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