STORIE DALLA MUSICA

L'emozione dei ricordi, l'eredità delle molte esperienze: un viaggio a ritroso nella musica seguendo le storie di protagonisti diversi della scena musicale italiana e internazionale, per approdare al loro presente, seguendo il filo di una evoluzione personale, che tocca, necessariamente, non solo la musica, ma anche il costume, la società e la cultura in genere. 

L'albero della Gommalacca
A due anni da L'imboscata, Franco Battiato riappare con un nuovo disco, Gommalacca, ancora con i testi del filosofo Manlio Sgalambro e sempre con la sua musica eccentrica, paradossale, tornata a inquietare gli spettri del rock e della musica elettrica. La conversazione prenderà spunto dal nuovo disco per andare indietro nel tempo e ritrovare le radici in cui affonda la musica di un cantautore che si è ritagliato uno spazio importante nella nuova canzone italiana degli ultimi trent'anni. 

Da "rock in opposition" alla musica del 2000
Un protagonista della musica del nostro tempo racconta la sua storia. Fred Frith è stato uno dei più grandi e innovativi chitarristi del nuovo rock anni '70, impegnato con gli Henry Cow a elaborare un linguaggio oltre i singoli generi, verso la dolce utopia della "musica totale". Terminata quell'esperienza, ha continuato un suo originale laboratorio come compositore e strumentista, con una lunga serie di collaborazioni e vari, eccentrici album solisti. La sua attività è ancora intensa oggi, come dimostrano le sue ultime uscite discografiche: un paradossale album di "canzoni progressive" con Charles Hayward, Bill Laswell e il poeta americano Percy Howard e una lunga suite registrata con il collettivo italiano Eva Kant con testi di Pablo Neruda. Con Frith si indagherà sul passato, sui molti "incontri ravvicinati" con grandi nomi dell'avanguardia rock e jazz, su composizione e improvvisazione e sui progetti futuri. Un contributo importante verrà da Franco Fabbri, non dimenticato membro degli Stormy Six, che con Frith ha spartito a suo tempo l'esperienza di "rock in opposition" e l'idea di una musica non al servizio del facile intrattenimento commerciale ma di una nuova cultura popolare. 

Com'era "prog" la mia vallata
Franz Di Cioccio
è il batterista storico della PFM e un prezioso testimone della scena italiana con un'attività che dal beat degli anni Sessanta è arrivata immacolatamente ai giorni nostri. In questo incontro Di Cioccio ripercorrerà con Riccardo Bertoncelli il tragitto della PFM, senza nostalgia, facendo un raffronto fra le due stagioni più ricche di rock italiano: i "progressivi '70" e gli eclettici, multiformi, agitati '90. 

Quarant'anni di Ricordi: 1958-1998
Il 1 ottobre 1958 nasceva ufficialmente a Milano la Dischi Ricordi. Fino a quel momento il gruppo Ricordi aveva svolto essenzialmente attività di edizioni musicali e specificamente nel campo della lirica, assicurandosi la collaborazione dei maggiori compositori italiani dell'Ottocento.

Il primo disco pubblicato, per sottolineare in qualche modo la continuità con la tradizione della lirica, fu un album di Maria Callas, ma già nel successivo mese di novembre iniziò la linea di musica leggera, con la pubblicazione dei primi dischi a 45 giri. Sotto la felice supervisione di Nanni Ricordi e Franco Crepax, la Ricordi dava spazio ai giovani, con delle scelte che si riveleranno estremamente oculate, oltre che fortunate in termini di esiti commerciali. Giorgio Gaber, Ornella Vanoni, Umberto Bindi, Luigi Tenco, Sergio Endrigo, Enzo Jannacci facevano così il loro esordio con la nuova etichetta discografica, che costituiva un luogo ideale per la sperimentazione di quelli che sarebbero poi diventati alcuni tra i nomi di maggior spicco della scena musicale italiana.

Con la viva voce di autori, arrangiatori, direttori artistici che videro nascere una straordinaria stagione musicale si rende omaggio ad un marchio che in quarant'anni di attività ha scritto pagine fondamentali della storia della nostra canzone. Un marchio che ha tenuto a battesimo, a metà degli anni Sessanta, anche Lucio Battisti, che con la Ricordi incise alcuni dei suoi più grandi successi fino al 1971 e che dagli artisti della Ricordi (Equipe 84, Ribelli, Dik Dik) venne valorizzato come autore ancora prima di intraprendere la carriera da solista. All'incontro - coordinato da Luciano Ceri e Felice Liperi - partecipano Ricky Gianco, Vincenzo Micocci, Gian Piero Reverberi, Nanni Ricordi

Invito all'improvvisazione musicale e Un pianoforte al cinema
L'improvvisazione è di per sé un pezzo di storia della musica. Per i musicisti del passato, da Bach a Mozart, da Chopin a Paganini, l'improvvisazione era una parte stessa della professione: il compositore, che quasi sempre era anche concertista, improvvisava abitualmente durante i concerti e solo una parte delle composizioni veniva fissata sulla carta e destinata alle stampe. Se si escludono il jazz e altri esigui settori (come certo rock e canto popolare spontaneo), il nostro secolo ha praticamente abbandonato la pratica dell'improvvisazione musicale, cancellando quasi del tutto la figura del compositore-concertista (fatte ovviamente alcune eccezioni. Un ritorno all'improvvisazione, alle soglie del 2000, può rappresentare la carta vincente per smuovere le calme acque nel mondo musicale. E I due incontri di invito all'improvvisazione musicale, tenuti dal maestro Raf Cristiano e da Bruno Baudissone, simulano proprio un corso di improvvisazione. Nel secondo incontro, in particolare, si torna idealmente all'epoca dei film muti, prima della nascita delle "colonne sonore", quando un anonimo pianista sedeva di fronte allo schermo e commentava al pianoforte, quasi sempre improvvisando, le scene che scorrevano, con il duplice scopo di creare l'atmosfera e di coprire il ronzio della macchina da proiezione. Il Maestro Raf Cristiano riproporrà dal vivo il commento a vari spezzoni di film, dai "muti" di inizio secolo fino ai documentari di oggi. Non è esclusa, al termine, una carrellata di celebri musiche da film (anche queste improvvisate), a richiesta del pubblico.


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