GLI ARTISTI

Molte sono le porte da cui si può entrare nella grande casa della musica e il Salone, ad ogni edizione, si propone di aprirne alcune, sempre diverse, proprio con l'aiuto dei protagonisti.

Quest'anno l'attenzione è puntata su alcuni nomi che sembrano avere un posto di particolare "originalità" nella scena musicale, ognuno a suo modo e ognuno nei confronti di una precisa scena musicale. 

Arto Lindsay
Americano, cresciuto nel Brasile degli anni Sessanta, "con l'idea che la musica pop tra le altre cose doveva diffondere informazioni e cambiare la coscienza della gente", è un nome di rilievo della scena newyorkese da circa vent'anni ed è stato, negli anni dell'ondata No-Wave, una sorta di figura guida per gruppi come Sonic Youth e Blonde Redhead. Dopo aver fondato i Dna (con i quali registrò No New York e A Taste of Dna) e gli Ambitious Lovers (con loro gli album Lust, Greed ed Envy), Lindsay ha registrato e suonato con The Lounge Lizards, The Golden Palominos, Laurie Anderson, John Zorn, Allen Ginsberg, Ryuichi Sakamoto, ha composto musica per il Frankfurt Ballet, diretto orchestre e recitato (in Cercasi Susan disperatamente). Il suo recente trittico di album (O Corpo Sutil, Mundo Civilizado e Noon Chill) ha suscitato molto clamore e ha introdotto un'ipotesi di canzone latina proiettata nel Mondo Nuovo che ancora non era stata prevista. Qui una conferma dal vivo, con la possibilità di molte, divertenti sorprese. 

Robert Wyatt
Lo scorso anno Robert Wyatt ebbe un felicissimo incontro con il pubblico torinese e nel corso dei giorni in cui rimase ebbe modo di conoscere e incontrare molti fans anche tra i musicisti della nuova scena: due di loro, Gianni Maroccolo e Francesco Magnelli dei CSI, furono così colpiti dall'incontro da meditare un tributo all'artista. Il progetto si è sviluppato ed è pronto: un disco, The different you, pubblicato dal Consorzio Produttori Indipendenti con la partecipazione di una trentina di nomi del rock italiano, dagli Almamegretta a Franco Battiato, da Jovanotti ai CSI, dai La Crus a Max Gazzè. Nel disco c'è anche Wyatt, che ha deciso di proporre a sua volta un tributo, questa volta ai CSI: con la sua onirica voce esegue Del Mondo. Il disco viene presentato al Salone della Musica nel corso di una serata con la partecipazione di Wyatt. L'omaggio proseguirà con la "prima" di un lungometraggio sulla carriera e la vita dell'artista, The Little Red Robin Hood, curato da Carlo Bevilacqua e Francesco Di Loreto. All'artista sarà anche dedicata una mostra (nel padiglione 2). 

Ivano Fossati
Cantautore originale, tra i più sofisticati, con una "poetica" densa e dalla cifra stilistica fortemente connotata, Fossati ha un suo posto molto preciso nel panorama della musica d'autore italiana. Viene da Genova, ma è ormai dall'inizio degli anni Ottanta che si è rifugiato in un piccolo paese dell'entroterra ligure, dopo molto girovagare per l'Italia e l'Europa. Molti ricordano il suo esordio, nei primissimi anni Settanta, alla guida dei Delirium con i quali nel 1972 mette a segno il primo di una lunga lista di successi, Hesahel. Il suo viaggio nella musica, avviato ufficiosamente all'età di otto anni con le prime lezioni di pianoforte (strumento che rimarrà il suo grande amore, nonostante i "tradimenti" con le chitarre e il flauto), è un lungo percorso con numerose escursioni nei campi più disparati e con collaborazioni con musicisti e artisti internazionali, da Trilok Gurtu a Tony Levin, da Una Ramos a Guy Barker, ma anche Fabrizio De André e Francesco De Gregori. È autore di brani memorabili per alcune tra le voci più belle della musica italiana - come Mina, Patty Pravo, Ornella Vanoni e molti altri - e ha tradotto e fatto conoscere in Italia canzoni di Chico Buarque De Hollanda, Silvio Rodriguez, Djavn e Supertramp. Tra il 1973 e il 1988 ha pubblicato 18 album, con incursioni anche nel cinema - per i film di Carlo Mazzacurati Il Toro e L'Estate di Davide - e nel teatro - per Emanuele Luzzati, per il Teatro della Tosse e, attualmente, per il Teatro Stabile di Parma. Proprio seguendo la sua passione per la sperimentazione e per l'attività compositiva unita allo studio del pianoforte, lo porterà a pubblicare entro il 1999 il primo di una serie di album che esulano dalla musica cosiddetta "leggera". Al Salone della Musica il cantautore proporrà un progetto speciale: con Elisabetta Pozzi, Mario Arcari e Claudio Fossati in forma di quartetto si esibirà in "scambi pressoché telepatici in tempo reale fra i quattro componenti del quartetto, su musica del Novecento, parole, teatro, intuizioni, canzoni, tecnologia ed altro. Come raccontare che la parola nasce già musica accostata al pensiero". 


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