
Il Novecento è stato il secolo delle donne? L'incontro costituisce una risposta plurale attraverso voci di donne che hanno rapporti diversi con la psicoanalisi, accomunate tuttavia dalla traccia indelebile che la scoperta di Freud ha lasciato nelle loro esperienze singolari.
Nessuno può negare che le donne abbiano avuto una parte importante nella scoperta della psicoanalisi: prestando ascolto ad alcune di loro e accettando di farsi zittire da una di esse che non sopportò più le eccessive spiegazioni offertele sul sintomo, Freud approdò alla scoperta della psicoanalisi. Il passaggio dall'ipnosi alla psicoanalisi è segnato dalla rinuncia da parte di Freud dell'offerta di una parola pacificante, e questo, accogliendo l'invito di una donna.
Da quel momento la questione della femminilità
è stata nodale nella pratica analitica come nella
storia della psicoanalisi. Il quesito ultimo di Freud resta
infatti "che cosa vuole una donna?". Un enigma a
cui egli, in tempi diversi, ha dato risposte diverse.
Col tempo, ancora vivente lo scopritore della
psicoanalisi, altri psicoanalisti hanno portato il loro
contributo alla risoluzione di tale enigma, costringendo
Freud stesso a rivedere quello che aveva enunciato, a
rielaborarlo o a riaffermarlo.
Attorno all'enigma della femminilità si avvia
negli anni '30 uno straordinario dibattito tra Freud e i suoi
allievi, che lascia intravvedere una vera e propria
comunità di lavoro. Appare così un nuovo Freud
impegnato in un appassionato e proficuo dialogo con le donne
psicoanaliste del suo tempo: tra le altre Jeanne Lample de
Groot, Hélene Deutsch, Melanie Klein, Anna Freud, Ruth
Mack Brunswick, Karen Horney.
Dopo quell'epoca d'oro in cui si è costruita la
teoria psicoanalitica, gli psicoanalisti hanno preferito
aggirare la questione femminile definendo la donna a partire
dalla maternità. In realtà l'esperienza
analitica consente di fare obiezione all'identità
donna-madre.
Soltanto Jacques Lacan, dopo Freud, riapre la questione, dimostrando, a partire dall'esperienza, che l'uomo e la donna stanno dalla stessa parte, separati da un godimento privo di organo che fa languire. Se le donne vi hanno un accesso più diretto è per via di un atto assoluto reso possibile dalla mancanza della passione per la proprietà.
Quale apporto diano oggi le donne alla psicoanalisi, in quanto esperienza che incontra l'enigma del femminile, lo testimoniano durante il convegno Nadia Fusini, docente di Lingua e Letteratura Inglese alla Facoltà di Lettere dell'Università di Roma; Marie-Christine Hamon, psicoanalista e membro dell'Ecole de la Cause freudienne e della Scuola Europea di psicoanalisi; Carmen Gallano, psichiatra e psicoanalista, membro dell'Ecole de la Cause freudienne e della Scuola Europea di Psicoanalisi; Rosa Elena Manzetti, psicoanalista a Torino e membro della Scuola Europea di Psicoanalisi; Silvia Vegetti Finzi, docente di Psicologia Dinamica all'Università di Pavia.
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