Il secolo delle donne?
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LE DONNE E LA PSICOANALISI

(a cura del Centre Culturel Francais de Turin e della Scuola Europea di Psicoanalisi-Sezione Italiana/Sede di Torino)

Salone del Libro, sabato 18 maggio 1996, ore 18, sala Londra

Il Novecento è stato il secolo delle donne? L'incontro costituisce una risposta plurale attraverso voci di donne che hanno rapporti diversi con la psicoanalisi, accomunate tuttavia dalla traccia indelebile che la scoperta di Freud ha lasciato nelle loro esperienze singolari.

Nessuno può negare che le donne abbiano avuto una parte importante nella scoperta della psicoanalisi: prestando ascolto ad alcune di loro e accettando di farsi zittire da una di esse che non sopportò più le eccessive spiegazioni offertele sul sintomo, Freud approdò alla scoperta della psicoanalisi. Il passaggio dall'ipnosi alla psicoanalisi è segnato dalla rinuncia da parte di Freud dell'offerta di una parola pacificante, e questo, accogliendo l'invito di una donna.

Da quel momento la questione della femminilità è stata nodale nella pratica analitica come nella storia della psicoanalisi. Il quesito ultimo di Freud resta infatti "che cosa vuole una donna?". Un enigma a cui egli, in tempi diversi, ha dato risposte diverse.
Col tempo, ancora vivente lo scopritore della psicoanalisi, altri psicoanalisti hanno portato il loro contributo alla risoluzione di tale enigma, costringendo Freud stesso a rivedere quello che aveva enunciato, a rielaborarlo o a riaffermarlo.

Attorno all'enigma della femminilità si avvia negli anni '30 uno straordinario dibattito tra Freud e i suoi allievi, che lascia intravvedere una vera e propria comunità di lavoro. Appare così un nuovo Freud impegnato in un appassionato e proficuo dialogo con le donne psicoanaliste del suo tempo: tra le altre Jeanne Lample de Groot, Hélene Deutsch, Melanie Klein, Anna Freud, Ruth Mack Brunswick, Karen Horney.
Dopo quell'epoca d'oro in cui si è costruita la teoria psicoanalitica, gli psicoanalisti hanno preferito aggirare la questione femminile definendo la donna a partire dalla maternità. In realtà l'esperienza analitica consente di fare obiezione all'identità donna-madre.

Soltanto Jacques Lacan, dopo Freud, riapre la questione, dimostrando, a partire dall'esperienza, che l'uomo e la donna stanno dalla stessa parte, separati da un godimento privo di organo che fa languire. Se le donne vi hanno un accesso più diretto è per via di un atto assoluto reso possibile dalla mancanza della passione per la proprietà.

Quale apporto diano oggi le donne alla psicoanalisi, in quanto esperienza che incontra l'enigma del femminile, lo testimoniano durante il convegno Nadia Fusini, docente di Lingua e Letteratura Inglese alla Facoltà di Lettere dell'Università di Roma; Marie-Christine Hamon, psicoanalista e membro dell'Ecole de la Cause freudienne e della Scuola Europea di psicoanalisi; Carmen Gallano, psichiatra e psicoanalista, membro dell'Ecole de la Cause freudienne e della Scuola Europea di Psicoanalisi; Rosa Elena Manzetti, psicoanalista a Torino e membro della Scuola Europea di Psicoanalisi; Silvia Vegetti Finzi, docente di Psicologia Dinamica all'Università di Pavia.



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