Il secolo delle donne?
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METAMORFOSI DELLE EROINE DA FIGURA A COSCIENZA NELLA LETTERATURA E NEL CINEMA

(a cura del Premio Italo Calvino)

Salone del Libro, giovedì 16 maggio 1996, ore 18, sala Londra

Al centro del dibattito è il mutamento dell'immagine femminile - e della nozione stessa di femminilità - che si compie nel corso del Novecento investendo ogni forma di rappresentazione, dalla letteratura al cinema alla fantascienza.
Lalla Romano porta la sua testimonianza di scrittrice nel racconto di un'esperienza che attraversa l'intero secolo e nella riflessione sui metodi espressivi, sulle figure e sulle voci della sua narrativa.
Lo scrittore Vincenzo Consolo analizza i due atteggiamenti che contrassegnano, per la letteratura e per la storia, la condizione della donna in Sicilia tra Verga e Vittorini, a significare, da un lato la soggezione e la rassegnazione, dall'altro la presa di coscienza e la ribellione.
Marisa Bulgheroni, studiosa di letteratura americana e scrittrice, definisce la metamorfosi dell'eroina ottocentesca da figura in coscienza. Nella scrittura delle narratrici moderniste - da Virginia Woolf a Katherine Mansfield a Zora Neale Huston - la donna si esprime in una propria lingua, visionaria o lirica o duramente colloquiale, alternativa rispetto al canone espressivo maschile. In Orlando della Woolf - eroe/eroina in continua mutazione - si compie il passaggio non solo dall'oggettività alla soggettività, ma dalla certezza al dubbio sui "generi" e sui ruoli.
Maria Nadotti, saggista, scrittrice e giornalista, partendo dall'attenzione alla fantascienza e al cinema attuali - in particolare riferendosi ai casi esemplari di Octavia Butler e di Kathryn Bigelow - si pone una serie di domande teoriche. La femminilità è una maschera mutante nel tempo? Quali sono i fluttuanti confini che il personaggio femminile è chiamato a varcare? Come ridefinire il concetto stesso di metamorfosi? La creazione di ogni personaggio maschile/femminile di autrice/autore si identifica oggi con la dicotomia scrivere/essere scritto, trasformarsi dall'interno ridefinendosi/subire l'imposizione del mutamento? E, se eroina è il femminile di eroe, che cosa s'intende per eroe?
La scrittrice Pia Pera riflette sui motivi che l'hanno spinta a dar voce, nel suo primo romanzo, a una delle eroine più ambigue e inquietanti uscite, in questo secolo, da una mente maschile - la Lolita di Nabokov - e sui metodi che le hanno permesso di trasformare la seduttrice adolescente in coscienza critica.

Coordina Anna Chiarloni, saggista e ordinario di Letteratura Tedesca presso l'Università di Torino.


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