Chiesa Madonna del Portone e ex Ospizio di Carità
Attraversata la cosiddetta porta di Santa Maria, un tempo casa del Cappellano,
ci si trova di fronte alla chiesa della Madonna del Portone, costruita alla
fine del XVII secolo, per dare ricovero ad un'immagine della Madonna (sino ad
allora posta sulla porta urbica che doveva essere demolita), cui la popolazione
era particolarmente legata, perché dipinta alla fine della peste.
Contrasta con il semplice partito decorativo della facciata l'interno,
connotato dalla rigogliosa decorazione a stucco di avanzato
Seicento-primo Settecento con tralci di fiori e frutta, volute, cartigli,
che include affreschi raffiguranti angeli musicanti, S. Sebastiano in
gloria, l'incoronazione e glorificazione della Vergine e angioletti con
attributi vari.
Costeggiando il fianco sinistro della chiesa ci si trova, dopo pochi
metri, davanti all'imponente mole dell'Ospizio di Carità, eretto
secondo il tipico impianto a due cortili interni (così da tenere separati
gli uomini dalle donne e distribuire nei diversi piani le attività di
lavoro, riposo, preghiera) su progetto di Filippo Castelli a partire dal
1789. Il lungo fronte è caratterizzato da lesene e riquadrature sagomate
alle finestre in corrispondenza degli agganci dei corpi trasversali interni.