L’itinerario che, partendo da Cuneo - città nella quale transitavano
i grossi quantitativi di sale provenienti dalla Francia del Sud (Nizza
e Mentone) - raggiungeva il magazzino della gabella di Polonghera attraverso
Villafalletto e Savigliano, fu utilizzato a partire dalla seconda metà
del 1400, divenendo poi un’importante via di comunicazione commerciale
sin dal secolo successivo.
La strada alternativa che da Villafalletto e Savigliano, attraversando
il fiume Maira, conduceva a Cavallermaggiore e Racconigi, poichè
non passava interamente su domini sabaudi, ma attraversava invece un importante
possedimento dei Bolleris di Centallo fedeli agli Angioini dapprima ed
alla corona Francese in seguito, fece sì che il traffico commerciale
legato al trasporto del sale venisse effettuato passando per Monasterolo,
Murello e Polonghera, attraverso territori interamente di proprietà
dei Savoia.
Della citata strada ampie tracce ne sono rimaste nella toponomastica e
nelle carte topografiche settecentesche, dalle quali emerge che il percorso
abbastanza lineare della "strada del sale" non sempre coincideva
con i più tortuosi tracciati stradali che congiungevano i vari villaggi
tra di loro.
Dell’esistenza di un pedaggio a Villafalletto pare vi sia un accenno
più o meno esplicito in un documento presente nell’archivio comunale
di Saluzzo datato 31 gennaio 1242; sul luogo si esigeva anche una gabella,
menzionata per la prima volta in una transazione del 1335 come appartenente
per una metà ai signori e per l’altra metà al comune. Nella
prima metà del XV sec. passavano per Villafalletto spezie, coltelli,
cuoio, panni di Francia ed altre merci il cui traffico sembra legato alle
relazioni commerciali del Piemonte con le regioni marittime francesi e
con Nizza in particolare. Per quel che riguarda il commercio di bestiame
e di prodotti agricoli si ha notizia, documentata con certezza soltanto
nel 1615, di un importante mercato settimanale che "da tempo immemorabile"
si teneva il giovedì. Nel tardo Medioevo le comunicazioni tra il
torinese e le terre a sud di Villafalletto si svilupparono notevolmente,
venendosi così a creare quella che mons. F. A. Della Chiesa identificava
come "la grossa strada per la quale da Cunio a Torino si và",
sulla quale si trovava "la grossa gabella del sale e la posta".
Savigliano fu, alla fine del medioevo, uno dei più importanti
punti di pedaggio in quanto crocevia di importanti strade che da Nizza,
Cuneo e dai valichi alpini si dirigevano verso nord e verso l’astigiano.
La città fu inoltre, nel basso medievo, un importante centro commerciale:
l’esistenza di un mercato, che secondo lo storico C. Turletti si teneva
di venerdì, .vi è attestata sin dal 1217. Nel corso del XV
sec. tale mercato dovette subire la pericolosa concorrenza di quello di
Carmagnola, al punto che Carlo I di Savoia autorizzò il comune di
Savigliano a tenere un secondo mercato il martedì, e Carignano a
tenerne un secondo il mercoledì.
A Monasterolo si esigeva un pedaggio spettante ai signori del luogo,
su cui informano alcuni resoconti dei castellani sabaudi degli anni 1360
- 1370; coloro che transitavano per Monasterolo, inoltre, dovevano pagare
anche una gabella i cui introiti andavano alla comunità: di questa
gabella si ha un resoconto dettagliato risalente agli anni 1409-1410.
A Ruffia esisteva un pedaggio che spettava ai signori del luogo,
i Cambiano, sin dalla metà del XIV sec; non pare che Rufia, sino
alla fine del XVIII sec., sia mai stata centro di fiere o di mercati.
Alle gabelle ed ai pedaggi di Cavallerleone, le prime spettanti alla
comunità, le altre ai signori del luogo, accennano vari documenti
del XV sec.: è giunta sino ai nostri giorni in copia secentesca
una tariffa della gabella e del pedaggio di Cavallerleone del XV sec. Neanche
per quel che riguarda Cavallerleone si ha notizia di fiere o di mercati
nel medioevo o nell’età moderna.
Nel marzo del 1436 i membri della famiglia Cambiano, consignori di Ruffia, dichiararono di essere in possesso del diritto di esigere pedaggio sulle strade che attraversavano i loro possedimenti in Murello. Nel "catasto della molto magnifica comuntà di Murello formato l’anno 1741", si cita la "Strada di Robella o sia del sale [...] qual strada principia della fini di Polonghera [...] e termina nella strada di Racconiggi...". Non pare che il paese fosse , nel medioevo o nell’era moderna, sede di mercati o fiere. Polonghera: Questa località era sul finire del medioevo un importante punto di transito del sale proveniente dalla gabella di Nizza e delle merci prodotte in Piemonte e dirette verso il nizzardo; ma più come punto di transito e di pedaggio, Polonghera fu famosa nel Piemonte moderno come uno dei più importanti scali della gabella del sale, avendo soppiantato, nel 1565 la vicina Casalgrasso. Nella prima metà del seicento, infatti, F.A. Della Chiesa scriveva: "A Polonghera, per la commodità del PO che, accresciuto dall’acqua della Varaita e da quelle dell’altri fiumi che calano in esso dall’altra parte, comincia a rendersi navigabile, si tiene la grossa gabella del sale, il qual dal contado di Nizza per la via di Villafalletto quivi condotto si distribuisce poi per il resto del Piemonte e, sopra piccole barche scaricato, si fa per la via di Susa in Savoia passare...".