CORSO TARANTO TRENT’ANNI DI VITA SPERANZE PROGETTI

Nella Torino della grande immigrazione dal meridione, sul finire degli anni ’60, ai confini tra i quartieri Regio Parco e Barriera di Milano, fu costruito un lotto di edilizia residenziale pubblica.

La civica amministrazione non seppe pianificare e gestire la prorompente espansione urbana. Il nuovo quartiere, "un ghetto" senza servizi, separato dalla città, accolse migliaia di persone richiamate dalle speranze di prosperità e benessere che la grande industria sembrava promettere.

Corso Taranto, nonostante la corrosione dei vecchi modelli di relazioni umane, continua a serbare il senso e la memoria di un vissuto collettivo, di pratiche di partecipazione e di autodeterminazione, costruite sulla interminabile strada del miglioramento delle condizioni sociali.

LA MANIFATTURA TABACCHI E IL SUO BORGO 1860-1945

Dal palazzo del Viboccone, delizia di Emanuele Filiberto, alla Manifattura Tabacchi del Regio Parco costruita agli inizi del secolo, la più grande fabbrica della città che, con la sua presenza caratterizzò il paesaggio, il territorio, il borgo circostante e la vita degli stessi abitanti che fra le mura della fabbrica si ritrovavano per alcuni momenti del vivere associato.

Nella pubblicazione non solo rivive la storia dell’edificio, dei processi produttivi e del quartiere, ma anche la socialità delle tabacchine ricostruita, oltre che dai documenti, dal ricordo delle protagoniste.

Storie di uomini e donne, professionalità scomparse. Dopo oltre due secoli di attività la fabbrica ha chiuso i battenti. Nel grande stabilimento, lavorò un amico, un parente. La Manifattura faceva parte del vissuto quotidiano del borgo, con la sua chiusura un ciclo è terminato, ma un altro pare avviarsi… le tabacchine non varcheranno più quella soglia, al loro posto troveremo docenti e studenti universitari.

MIRAFIORI - LA CITTA' OLTRE IL LINGOTTO. Storie di via Artom e dintorni

L'area del territorio comunale di Torino, che diventerà l'odierno quartiere di via Artom era, ancora fino all'inizio del XX secolo, zona di confine, una sorta di terra di nessuno posta al limitare fra la regione del Lingotto e le pertinenze di ciò che fu il castello di Mirafiori.

Un territorio agricolo che non presentava specifiche peculiarità e che solo co la costruzione del primo aeroporto torinese assumerà rilevanza e importanza cittadina. Proprio perchè si trattava di una zona grigia, dovendo ripercorrere la storia dell'odierno agglomerato urbano, abbiamo ritenuto di intraprendere una sorta di itinerario di avvicinamento iniziando da alcuni aspetti della storia e dellevicende che hanno interessato le aree circostanti che, con via Artom, concorrono oggi a formare ciò che noi identifichiamo come il quartiere.