IL SIGNOR PIRANDELLO E’ DESIDERATO
AL TELEFONO
scritto da antonio tabucchi
con fabrizio monetti

“Do il benvenuto all'attore Fabrizio Monetti, che rappresenterà il mio
monologo “Il Signor Pirandello è desiderato al telefono”. Si tratta di un
dialogo mancato. Nel 1935 un attore chiamato ad interpretare Pessoa in un
ospedale psichiatrico portoghese, comincia a desiderare, davanti al suo
pubblico di pazienti, di telefonare a Luigi Pirandello. Si tratta di un dialogo
fantastico, perché Pessoa e Pirandello non si sono mai conosciuti; eppure
Pirandello negli anni '30 era stato a Lisbona per presentare in anteprima
mondiale in portoghese la sua commedia “Sogno... ma forse no”.
La letteratura ha anche questo potere di rimediare alle mancanze della
biografia e della storia.”

                                                 (Università degli Studi di Siena)
                                                            Antonio Tabucchi

"Non risulta che Luigi Pirandello e Fernando Pessoa si siano conosciuti. Questi due
grandi autori del Novecento, con una poetica simile sotto molti aspetti, non hanno
mai avuto occasione di comunicare fra loro. Eppure l’opportunità ci sarebbe stata.
Nel 1931 Pirandello si recò a Lisbona, dove restò per alcuni giorni, per assistere
alla prima mondiale (in portoghese) del suo Sogno...ma forse no.
In una delle ultime lettere alla fidanzata Ophélia Queiroz, Pessoa manifesta il
proposito di ricoverarsi, per un periodo di cura, in una clinica psichiatrica di
Cascais. La motivazione che fornisce alla fidanzata è l’insonnia e il turbamento
causati dalle “visite” dei suoi personaggi che ormai lo obbligano a scrivere in
continuazione, svegliandolo nel cuore della notte. Non risulta comunque che egli si
sia poi ricoverato in clinic".

                                                                                                                 A.T.

La voce registrata è di Antonio Tabucchi, che legge il sogno di Fernando Pessoa dal suo libro “Sogni di sogni “, appositamente per questo spettacolo.
 
 

Lo spettacolo è stato rappresentato in numerose città italiane e all'estero:

Australia (Melbourne)
Istituto italiano di Cultura, La Trobe University, Monash University, Melbourne
University.

Portogallo  (Lisbona)
Teatro dell’Istituto Italiano di Cultura
(Coimbra) Teatro Escola da Noite
(con la collaborazione della Facoltà di lettere dell’Università di Coimbra Dipartimento di italiano)

Svezia (Stoccolma)con la partecipazione straordinaria di Antonio Tabucchi nella parte del Direttore

Etiopia (Addis Abeba)
Circolo Juventus
Teatro dell'Istituto per i ragazzi della Scuola Italiana

Germania
Stoccarda "Treffpunkt Rotebühlplatz"
Friburgo "Theatersaal der Alten Universität"
Esslingen "Staatliche Akademmie für Lehrerfortbildung"

Argentina (Buenos Aires)
"Sala J.L.Borges in occasione della XXVII Feria del libro"
"Centro Cultural Italiano de Olivos"
La Plata "Salon Dorado de la Municipalidad"

Turchia (Istanbul).
Teatro dell'IIC
Teatro del Liceo Italiano

Lussemburgo
Theatre des Capucins

Esigenze Tecniche: 4 fari da 300 w

Durata:
1 ora  (Atto Unico)

"Il Signor.Pirandello...  è la dimostrazione di come il Teatro, quello vero,
si possa fare con pochi mezzi, una sedia, un foulard ed un paio di
orecchini: l'importante è avere un testo forte ed un attore vero"
N. Pavesi (Corriere di Novara).

“La sua adesione al testo è stata splendida. Ví ha ímmesso scarti ed ombre
dí bella espressività, ha puntato sulla simulazione e su un istrionismo ora
malinconico, ora rabbioso”  O. Guerrieri  (La Stampa pagina Nazionale).

“Il testo è basato su un’ipotesi (l’incontro fra Pirandello e Pessoa) e sul
sogno di un ospite in manicomio....Fabrizio Monetti si affida alla propria
bravura, solo sul palcoscenico, con un’unica sedia come supporto e gli
abiti dimessi de scombinati, tipici appunto dell’ospite di un manicomio. Il
suo linguaggio e le sue emozioni arrivano al pubblico che rimane assorto e
attento”.
 Clara Rubbi (Corriere Mercantile- Genova)

"Di fronte a noi, in abiti logori, da matto, non Fernando Pessoa, ma un attore,
che gioca coi ruoli, che coinvolge e stravolge i sensi delle parole, e della comune
visione del mondo, che diviene ora poeta, ora spettatore, ora madre, ora figlio,
ora Pirandello, ora Pessoa, ora voce della mente, incubo e ossessione.
Il testo molto lirico consente ad un attore capace di arrivare diritto al cuore di chi
gli stà di fronte".
Grazia Bruttocao (La Provincia Pavese)
 

E’ DISPONIBILE LA DOCUMENTAZIONE CRITICA DELLO SPETTACOLO PUBBLICATA SU:
LA STAMPA (PAG.NAZIONALE), IL TIRRENO, LA NAZIONE, IL CORRIERE DI NOVARA, IL GOLFO, LA REPUBBLICA(RED.GENOVA), IL CORRIERE  MERCANTILE, LA SESIA, LA GAZZETTA DI VENARIA, DIÀRIO DE COIMBRA, JL JOURNAL DE LETRAS ARTE E IDEAS, LA   STAMPA (RED.IMPERIA), IL GLOBO (MELBOURNE), LA GAZZETTA DI ADDIS ABEBA, LA PROVINCIA PAVESE, IL MESSAGGERO VENETO,IL GAZZETTINO.
 

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