Storia e politica 

Il periodo coloniale

I portoghesi furono i primi occidentali ad arrivare in Mozambico nel secolo XV. Il primo insediamento fu stabilito a Sofala nel 1505, e la prima colonizzazione si ebbe lungo lo Zambesi, con la costituzione di possedimenti noti come Prazos da Coroa.  La colonizzazione continuò con la presa di "possesso" della parte costiera del paese, e la costruzione di fortezze per svolgere in modo sicuro il commercio e cercare l'oro nell'interno.

La vera e propria colonizzazione del territorio avvenne solo alla fine dell’ 800, quando vaste aree del centro e del nord furono affidate in concessione a Compagnie (del Mozambico, del Niassa, della Zambesia).  La colonizzazione avvenne con l’arrivo di nuovi coloni e con il passaggio di nuovi territori sotto la corona portoghese.

Intorno al 1930 il governo di Salazar prese alcune misure che assicuravano il monopolio delle attività commerciali nelle mani dei portoghesi.  Queste misure ebbero l'effetto di scoraggiare gli investimenti esteri e di chiudere ulteriormente il paese.

Poche cose cambiarono nella storia del paese fino agli inizi degli anni ‘60 allorché la maggior parte dei paesi africani raggiunse l'indipendenza.  Il Mozambico rimase invece una colonia portoghese, mantenendo uno stato d'arretratezza dal punto di vista economico, culturale e sociale.

La fine del colonialismo e i problemi dello  sviluppo

Nel 1962 nacque il Frelimo, il Fronte di liberazione nazionale dal colonialismo portoghese, di ispirazione marxista – leninista, sotto la guida del capo carismatico Eduardo Mondlane. Con la vittoria finale del Frelimo nel 1975 terminarono  500 anni di colonialismo.

Nacque una Repubblica popolare: il Frelimo s'instaurò al potere come partito unico ed introdusse il modello dell'economia pianificata.  Si puntò alla socializzazione delle campagne, tramite fattorie statali e cooperative di produzione, mentre erano avviati programmi di villaggizzazione forzata.

Il nuovo governo non trovò tuttavia vita facile.  Dovette affrontare due sfide, non vinte, in un contesto internazionale dominato dal confronto USA-URSS. Da una parte il governo cercò di affrontare i problemi ereditati dal colonialismo (arretratezza economica e culturale, povertà sia nelle aree rurali sia urbane, bassi livelli di investimenti nel capitale umano, infrastrutture inadeguate) con un'impostazione di tipo socialista.  Dall'altra il governo dovette dare risposta all'opposizione della Renamo - Resistenza nazionale del Mozambico - un gruppo militare, appoggiato dai regimi razzisti dell'epoca (Rhodesia del sud e  Sud Africa), che non riconoscevano la legittimità del Frelimo a governare.

Costituitasi nel 1977 la Renamo, con l'appoggio finanziario di ex coloni portoghesi, cominciò a praticare la guerriglia.  Sotto la guida del leader Dhlakama, ha finito con l'esprimere gli interessi delle etnie meno rappresentate e dei ceti sociali colpiti dalle politiche di modernizzazione portate avanti dal Frelimo, unificando i settori dell'opposizione inizialmente molto differenti tra loro.

Nel 1986 morì in un incidente aereo poco chiaro Samora Machel, il carismatico Presidente; gli  succedette  Joaquim Alberto Chissano.

Il  nuovo equilibrio politico e la ricostruzione

Una nuova Costituzione fu varata nel 1990; essa introduceva il multipartitismo e l'economia di mercato.  Con gli accordi di pace tra Frelimo e Renamo, siglati a Roma del 1992, la guerriglia terminò.  A quest'accordo si giunse con il concorso dei paesi africani e l'appoggio del governo italiano, con  I'ONU (UNOMOZ) nel ruolo di garante.

Il 27-29 ottobre 1994 si svolsero le prime elezioni multipartitiche.  Il Frelimo vinse le elezioni con il 44,3% dei voti e fu eletto presidente Joaquin A. Chissano. Mentre la Renamo, guidata da Alfonso Dhlakama, ottenne il 33,7% e la conquista della legittimazione come forza e partito politico.

Con le elezioni politiche del 1994 si aprì una nuova era per il Mozambico.  Riaffiorarono problemi ereditati dall'era coloniale, si resero evidenti quelli provocati dai 16 anni di guerriglia e dai conflitti  con i paesi confinanti.

La guerriglia aveva comportato dei costi sociali ed economici altissimi al paese: un debito estero enorme, riduzione dell'export, una spesa militare rigida, un'economia bloccata, un elevato numero di persone senza casa e una rete sociale devastata.

Con le elezioni riaffiorarono anche le radici etniche del confronto elettorale ( per esempio, la rappresentanza politica del Frelimo fu molto alta nel sud del paese e in particolare a Maputo).

Nelle recenti elezioni del 1999 il Frelimo è riuscito a mantenere una risicata maggioranza, ma tutte le Province del Nord (con l’eccezione di Capo Delgado) e del Centro sono passate sotto il controllo della Renamo.