Foyer Saint Camille

Dal punto di vista economico la situazione è disastrosa: il 75% della popolazioni vive in condizioni di estrema povertà, il 70% della forza lavoro è disoccupata, l’agricoltura prevalentemente di sussistenza non è in grado di soddisfare il fabbisogno degli abitanti. A tutt’oggi Haiti deve la sua sopravvivenza quasi esclusivamente agli aiuti internazionali e alle rimesse degli immigrati.
Il quadro diventa ancora più drammatico se guardiamo alla totale assenza d’infrastrutture (strade, elettricità, acqua potabile…) e alla scarsità di servizi per la popolazione (scuole, ospedali, trasporto pubblico…). A questo va aggiunto un massiccio fenomeno d’inurbamento che ha portato, negli ultimi decenni, una fetta considerevole della popolazione rurale a trasferirsi nella capitale alla ricerca di un inesistente lavoro.
La migrazione, cominciata alla fine degli anni ‘70, ha ingrandito a dismisura la capitale, Port au Prince, dove abitano ormai quasi due milioni di persone di cui l’80% vive in condizioni subumane, accampati in immense baraccopoli. Ancor oggi migliaia di famiglie abbandonano ogni anno la provincia haitiana per ammassarsi in miserabili catapecchie senza acqua, senza luce, senza sistema fognario, in un ambiente altamente inquinato a causa della sovrappopolazione e privo dei servizi essenziali.
A questa situazione sociale ed economica assai sfavorevole, va aggiunto il clima di grande instabilità politica e violenza che domina il Paese. Se Haiti pareva avviato sulla strada della democrazia quando nel 1991 rientrò in patria, dall’esilio nordamericano, J. B. Aristide, il primo presidente di Haiti eletto democraticamente, oggi ci troviamo di fronte ad un nuovo regime autoritario e senza scrupoli ed il Paese vive uno dei peggiori momenti della sua storia, senza possibili soluzioni all’orizzonte e con una popolazione ormai stremata e rassegnata.
In questo difficile contesto vivono e lavorano da quasi 10 anni i Religiosi e le Religiose (Ministre degli Infermi) camilliani.
L’Ordine di S. Camillo è infatti nel Paese dal 1995 e dalla fine del 2001 è presente con un centro sanitario, il Foyer “S. Camille”, realizzato grazie alla generosità ed alla collaborazione di tanti volontari e benefattori italiani.
Il Foyer è nato per rispondere ai gravi problemi sanitari della popolazione locale su un territorio densamente popolato da una stragrande maggioranza di poveri. Il Centro rivolto agli adulti e ai bambini, si prende cura in modo particolare di questi ultimi, i più colpiti dalla crisi che sta soffocando il piccolo Paese caraibico e dove numerosi sono i bimbi denutriti, disabili a causa di malattie infantili o d’incidenti, così come è altissima la percentuale di giovani, bambini e donne colpiti dalla tubercolosi e dall’AIDS.
Il Centro sanitario camilliano è composto da un poliambulatorio con un laboratorio analisi ed uno di radiologia, dove giornalmente vengono visitate dalle 120 alle 150 persone (adulti e bambini).
Accanto a questa struttura si trovano tre padiglioni per l’accoglienza e la degenza di un centinaio di bambini ammalati e portatori di handicap. Ai piccoli ospiti del Foyer vengono offerte gratuitamente, da un personale specializzato, oltre alle cure necessarie anche l’inserimento in programmi nutrizionali che continuano una volta terminata la degenza. In questi ultimi tempi si è avviato un piccolo centro di fisioterapia per i bambini disabili, quasi unico nel suo genere ad Haiti.
All'interno dell'ospedale sono funzionanti una sala parta con reparto maternità e una sala operatoria e un centro nutrizionale che sfama ogni giorno più di 300 bambini.
Oltre alle attività all’interno del Centro camilliano, i religiosi e le religiose sono impegnati in vari programmi sul territorio. Questi aiuti, indirizzati a molte famiglie povere dell’area, permettono, ad esempio, d’inserire almeno un figlio a scuola (attraverso i “sostegni a distanza” sponsorizzati da famiglie italiane) oppure di ricevere delle derrate alimentari o di partecipare a programmi di prevenzione sanitaria o ancora di ottenere un aiuto economico finalizzato a tamponare una situazione d’emergenza (ad esempio: la risistemazione dell’abitazione-baracca, l’avvio di una piccola attività lavorativa, i costi per sostenere prestazioni sanitarie specialistiche…).
Da qualche anno, dopo lunghe ricerche e interessamento da parte dei missionari camilliani che volevano riuscire a estendere il loro aiuto ad un maggior numero di persone, si è riusciti a promuovere dei programmi di formazione, di intervento sul territorio per la prevenzione, di cura e prevenzione dell'Aids, grazie all'aiuto del Plan d’Haiti che ha accettato di finanziare le iniziative concordate con i nostri missionari.
Accoglienza a bambini denutriti, malati di AIDS, TBC, abbandonati negli ospedali
MEN AMPIL CHAY PA LOU
(quando si è in tanti l'aratro non è pesante)
Proverbio Creolo
I bambini ed i religiosi all’opera nel Foyer
Le attività di formazione
In fase di realizzazione...